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Destinazione Terra (1953) PDF Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Carità   
domenica 28 gennaio 2007

Destinazione Terra
It came from outer space
USA: 1953. Regia di: Jack Arnold Genere: Fantascienza Durata: 80'
Interpreti: R. Carlson, B. Rush, C. Drake
Recensione di: Maurizio Carità

destinazioneterra.jpg L'astronomo dilettante John Putnam è testimone della caduta di una meteorite nel deserto. Nel cratere formato dall'impatto trova un'astronave e intravede la forma di una creatura mostruosa, ma proprio in quel momento una frana ricopre il fondo del cratere. L'uomo cerca di mettere in allarme le forze dell'ordine ma non viene creduto. Una settimana più tardi, due operai della società elettrica scompaiono misteriosamente e, quando ritornano, la loro personalità sembra diversa, sono freddi e inespressivi come automi. Ad una ad una altre persone seguono il loro stesso destino: fra esse la fidanzata di Putnam il quale, tramite lei, riesce a incontrare gli alieni. In grado di mutare il proprio aspetto, essi sono stati costretti a prendere il posto di alcuni umani, tenuti nascosti in una miniera abbandonata, per procurarsi il materiale necessario alla riparazione della loro nave. Prima di ripartire, comunque, sono intenzionati a liberare gli ostaggi.
Nel frattempo i concittadini di Putnam organizzano una spedizione punitiva e lui, consapevole delle loro buone intenzioni, cerca di proteggere gli alieni provocando il crollo dell'ingresso alla miniera. Ma il suo gesto è ormai inutile: terminate le riparazioni, gli alieni abbandonano il pianeta. La figura dell'alieno, nei pochi istanti in cui si scorge, non è particolarmente interessante. Il regista stesso, in un'intervista, ammette di averla dovuta inserire perché espressamente richiesta dalla produzione. In questa, come in tutte le pellicole future di Jack Arnold, l'alienità viene espressa per impressioni: il comportamento delle persone sostituite dagli extraterrestri è in qualche modo fuori tono; gli elettricisti che Putnam insegue in un vicolo emergono dalle tenebre tenendosi per mano, mentre in un'altra occasione uno di essi alza gli occhi verso il sole e lo fissa a lungo senza battere le palpebre.
La presenza dell'alieno nella sua forma originale, invece, è rivelata attraverso un ribaltamento del punto di vista: lo spettatore si trova a guardare attraverso l'occhio globulare dell'alieno, un effetto di grande suggestione. Costretto a rispettare budget di scarsissima entità, Arnold escogita il modo più economico per comunicarci che esiste un mondo al di là della nostra esperienza e si muove su binari differenti.
Anche l'ambiente in cui si svolge l'azione dei suoi film è elemento essenziale, fino a diventare esso stesso un personaggio: in questo caso il deserto, apparentemente tranquillo ma sempre pronto a ghermire, un ambiente immobile ma pericoloso ("La città... tranquilla dopo la sua battaglia quotidiana contro il sole...")
Primo film fantastico nella carriera di uno fra i migliori registi del genere, Destinazione Terra possiede tutti i requisiti delle sue pellicole seguenti, girate con una rara e istintiva sensibilità personale e forse, in questo caso, anche un soffio di poesia in più.

 
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