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Destinazione Terra
It came from outer space
USA: 1953. Regia di: Jack Arnold Genere: Fantascienza Durata: 80'
Interpreti: R. Carlson, B. Rush, C. Drake
Recensione di: Maurizio Carità
L'astronomo dilettante John Putnam è
testimone della caduta di una meteorite nel deserto. Nel cratere formato
dall'impatto trova un'astronave e intravede la forma di una creatura mostruosa,
ma proprio in quel momento una frana ricopre il fondo del cratere. L'uomo cerca
di mettere in allarme le forze dell'ordine ma non viene creduto. Una settimana
più tardi, due operai della società elettrica scompaiono misteriosamente e,
quando ritornano, la loro personalità sembra diversa, sono freddi e inespressivi
come automi. Ad una ad una altre persone seguono il loro stesso destino: fra
esse la fidanzata di Putnam il quale, tramite lei, riesce a incontrare gli
alieni. In grado di mutare il proprio aspetto, essi sono stati costretti a
prendere il posto di alcuni umani, tenuti nascosti in una miniera abbandonata,
per procurarsi il materiale necessario alla riparazione della loro nave. Prima
di ripartire, comunque, sono intenzionati a liberare gli
ostaggi.
Nel frattempo i concittadini di Putnam organizzano una spedizione punitiva e lui,
consapevole delle loro buone intenzioni, cerca di proteggere gli alieni
provocando il crollo dell'ingresso alla miniera. Ma il suo gesto è ormai
inutile: terminate le riparazioni, gli alieni abbandonano il
pianeta. La figura dell'alieno, nei pochi
istanti in cui si scorge, non è particolarmente interessante. Il regista stesso,
in un'intervista, ammette di averla dovuta inserire perché espressamente
richiesta dalla produzione. In questa, come in tutte le pellicole future di Jack
Arnold, l'alienità viene espressa per impressioni: il comportamento delle
persone sostituite dagli extraterrestri è in qualche modo fuori tono; gli
elettricisti che Putnam insegue in un vicolo emergono dalle tenebre tenendosi
per mano, mentre in un'altra occasione uno di essi alza gli occhi verso il sole
e lo fissa a lungo senza battere le palpebre.
La presenza dell'alieno nella sua forma
originale, invece, è rivelata attraverso un ribaltamento del punto di vista: lo
spettatore si trova a guardare attraverso l'occhio globulare dell'alieno, un
effetto di grande suggestione. Costretto a rispettare budget di scarsissima
entità, Arnold escogita il modo più economico per comunicarci che esiste un
mondo al di là della nostra esperienza e si muove su binari
differenti.
Anche
l'ambiente in cui si svolge l'azione dei suoi film è elemento essenziale, fino a
diventare esso stesso un personaggio: in questo caso il deserto, apparentemente
tranquillo ma sempre pronto a ghermire, un ambiente immobile ma pericoloso ("La
città... tranquilla dopo la sua battaglia quotidiana contro il
sole...")
Primo film fantastico nella carriera di uno fra i migliori registi del
genere, Destinazione Terra possiede tutti i
requisiti delle sue pellicole seguenti, girate con una rara e istintiva
sensibilità personale e forse, in questo caso, anche un soffio di poesia in
più.
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