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Draquila - L'Italia che trema PDF Stampa E-mail
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Scritto da Francesca Caruso   
giovedì 06 maggio 2010

Draquila - L'Italia che trema
Titolo originale: Draquila - L'Italia che trema
Italia: 2010. Regia di: Sabina Guzzanti Genere: Documentario Durata: 93'
Interpreti:
Sito web: www.draquila-ilfilm.it
Nelle sale dal: 07/05/2010
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Rivelatore
Scarica il Pressbook del film

Draquila - L'Italia che tremaSabina Guzzanti si mette nuovamente dietro la macchina da presa nelle vesti di regista e di intervistatrice, oltre ad aver scritto il soggetto, per raccontare, questa volta, l’altra faccia dell’Aquila.
L’intento è stato quello di focalizzare l’attenzione sul tipo di vita in cui versano numerosi cittadini abruzzesi mesi dopo il terremoto avvenuto la notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, che ha devastato un’intera comunità.
L’idea di condurre un’indagine su questa tematica, che la regista ha voluto mettere in campo, realizzando questo documentario, è venuta dopo aver sentito un’altra campana su quanto accade nella cittadina abruzzese.

Guzzanti si è recata sul posto e ha iniziato a intervistare un numero variegato di persone che testimoniano il fatto di vedere la Protezione Civile, quelli del Dipartimento Nazionale, come degli invasori, a cui dover rendere conto su ciò che si fa o dove si va. La regista intervista molte persone che hanno ottenuto la casa, le quali nutrono una profonda gratitudine per il governo, che si è mosso in tempi rapiti. A queste affianca le testimonianze di chi ancora una casa non ce l’ha e vive in albergo e quelle che non volendo andar via dalla loro città, dove hanno il lavoro e una vita, preferirebbero vivere nelle loro case, un po’ malconce ma non a rischio di crollo. Sabina Guzzanti documenta come ci siano parecchie case in cui si potrebbe tornare ad abitare, basterebbe poco per ripristinarle, ma alle quali è vietato l’accesso.
I privati cittadini non sono autorizzati a metterci mano, il centro storico dell’Aquila rimane desolato.

Nel film documentario si mette in luce la testimonianza di un professore che è riuscito a rimanere in casa propria e apportando qualche lavoro di manutenzione, la sua casa ora è abitabile. Non tutti, però, hanno questa fortuna, c’è chi ha visto la propria casa distrutta, rasa al suolo dal terremoto e chi ce l’ha a rischio, la cui struttura può cedere tra una scossa e l’altra.
Poi, dalle interviste a coloro che vivono nelle case nuove, viene fuori che c’è chi si sente un ospite, con il timore di rompere qualcosa o rovinare qualcos’altro, perché nel momento in cui si andrà via, bisognerà lasciare tutto com’era quando l’appartamento è stato consegnato.
C’è poi chi è stato piacevolmente sorpreso dalla quantità di utensili presenti nelle abitazioni, dal panno per i pavimenti ai canovacci per la cucina, a tanti altri che seppur di minore importanza sono stati graditi.

Altro aspetto che la regista ha voluto sottolineare è il dispendio di denaro, utilizzato in più, per spostare l’assetto del G8 all’Aquila.
In ultima analisi sono numerose le persone che esprimono riconoscenza e affetto nei confronti dello Stato, dall’altra parte ce ne sono altrettante che aspettano, e sospettano che il ripristino della normalità, di poter condurre una vita nuovamente serena, sia ancora lontano dal venire. E a queste ultime che Sabina Guzzanti ha voluto dar voce, a quel coro che spesso è inascoltato.
Nel guardare Draquila non si può fare a meno di porsi delle domande e riflettere sull’Italia in cui si vive oggi, indipendentemente da chi stia al governo.

 
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