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Passione
Titolo
originale: Passione
Italia: 2010. Regia di: John Turturro Genere: Documentario Durata: 90'
Interpreti: Mina, Spakka-Neapolis 55, Avion Travel, Pietra Montecorvino, Massimo Ranieri, Misia, Lina Sastri, M'barka Ben Taleb, Peppe Barra, Gennaro Cosmo Parlato, Angela Luce, Max Casella, Raiz, Fausto Cigliano, Rosario Fiorello, Fiorenza Calogero, Daniela Fiorentino, Lorena Tamaggio, Enzo Avitabile, Pino Daniele, James Senese, Peppe Servillo, Loredana Simioli
Sito web ufficiale: www.passioneilfilm.it
Sito web italiano:
Nelle
sale dal:
22/10/2010
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Domenico Astuti
L'aggettivo ideale: Vero
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Originale, in contro tendenza e ‘ indipendente ‘ la carriera dell’attore-regista Turturro, nato negli States da genitori del sud Italia, negli ultimi anni lo si incontra spesso tra Roma, Napoli e la Sicilia, in un teatro off o per strada. Simpatico, flemmatico, quasi British per certi comportamenti.
Ha lavorato molto come attore, spesso anche in piccoli ruoli nonostante la bravura e il successo.
Un attore amato dai grandi registi, ha debuttato in un piccolo film cult con Madonna, “ Cercasi Susan disperatamente “ ( 1985 ) e lo abbiamo rivisto nello stesso anno in un altro film cult “ Vivere e morire a Los Angeles “ di William Friedkin, poi in “ Il colore dei soldi “ di Scorsese, “Hannah e le sue sorelle “ di Allen, “ Fa’ la cosa giusta “ di Spike Lee, tanto per citarne solo alcuni, il successo mondiale lo raggiunge con uno splendido film dei Fratelli Coen “ Barton Fink “ in cui è il protagonista assoluto.
A noi risultano alla fine circa sessanta film come attore, tra cui “ La tregua “ di Rosi e che ha contribuito a far realizzare con capitali americani. Ha recitato anche in serie televisive di grande successo come “ Monk “ in cui recita il ruolo del fratello del protagonista. Come regista lo abbiamo scoperto nel 1992 con un bel film “ Mac “ storia di tre fratelli italiani negli States che fanno i muratori. Nel 1999 realizza “ Illuminata “ dalla pièce ‘ L'amore imperfetto ‘ di Brandon Cole, un film sul teatro dove s'intrecciano il conflitto tra carriera e vita privata, l'irrompere della realtà nella finzione, il tormentato rapporto uomo-donna. Del 2005 è “ Romance & Cigarettes “ un film “ quasi “ musicale “ con un cast splendido, James Gandolfini, Susan Sarandon e Kate Winslet. Poi inizia il periodo “ italiano “ gira in Sicilia nel 2009 il documentario, poco visto, “ Prove per una tragedia siciliana “, l’isola è vista attraverso lo sguardo lucido e affettuoso di un italo-americano che torna nella sua antica terra ( i nonni materni di Turturro erano di Palermo e di Aragona ) per ritrovare le radici e scoprirne tradizione e modernità. Del 2010 è “ Passione “ un documentario su Napoli e la sua musica.
Un film particolare, gioioso, viscerale, vero e non nostalgico perché l’autore ritiene la musica napoletana viva e moderna anche se si parla di Caruso o Carosone. In un’intervista Turturro ha detto " Ritengo Napoli uno dei punti più importanti per la musica nel mondo.
Per fare questo film ho ascoltato un'infinità di dischi che Peppe Barra mi ha messo a disposizione. Non ne conoscevo molti, ci sono state molte scoperte ma il percorso comunque è stato prima ascoltare e poi incontrare gli artisti ". La musica di Napoli è la musica di tutti i Sud del mondo, insomma, " Quello che si vede nel film è come la musica e la cultura napoletana siano molto internazionali. È possibile sentirci voci dalla Spagna, dalla Francia, dall'Africa....".
Noi aggiungeremmo che si sente anche il Tango ( inventato da migranti napoletani e siciliani in Argentina alla fine dell’Ottocento ) ma anche con contatti col Flamengo e il Fado portoghese per citarne solo alcuni. Turturro riesce a comprendere l’anima e l’animalità della cultura napoletana, mostrando donne veraci, uomini intensi e vissuti, soffermandosi su visi fatti di terra ed emozioni che ricordano i visi pasoliniani del “ Vangelo secondo Matteo “, riprendendo soprattutto nei vicoli con i panni alle finestre, le strade affollate di turisti, luoghi antichi dove ormai è difficile entrare come la suggestiva Piscina Mirabilis a Miseno, e i palazzi antichi, con i cortili interni perfetti per le scenografie, e per l’eco prodotto dagli strumenti musicali, nelle piazzette napoletane come Piazzetta Nilo, Piazza del Gesù, San Biagio dei Librai.
Un notevole e particolare documentario che forse un tempo avremmo potuto vedere direttamente in televisione.
Da segnalare una tammurriata cantata da Peppe Barra o la canzone cantata da Raiz ex Almamegretta ( una miscela di reggae, dub, canzoni napoletane e nenie arabe ) che da sole valgono il prezzo del biglietto.
Comunque, a voler approfondire, non comprendiamo la scelta atemporale della musica napoletana, perché ascoltare prima Malafemmena e poi parlare di De Lucia e Caruso ( fine Ottocento per De Lucia ) e soprattutto – per noi che conosciamo la canzone napoletana – non comprendiamo perché non siano stati anche inseriti Murolo, Mario Abate, Peppino Gagliardi, Mario Merola, Peppino di Capri, Nino D’Angelo, Eduardo e Eugenio Bennato, i 99 Posse e via dicendo.
Vorremmo aggiungere in positivo che l’impronta di Turturro è priva dei soliti clichè e della solita retorica, anzi, mira a cogliere le mille piccole differenze che sono la ricchezza di questa ‘ nazione ‘, e anche per questo motivo ogni canzone è sottotitolata anche nella versione italiana, una cosa che aiuta il racconto e fa apprezzare meglio i significati delle canzoni, una tra tutte ‘A Vucchella scritta da D’Annunzio e vera poesia.
E per chi non conosce la musica napoletana, questa è una piacevole possibilità per ascoltare canzoni come ‘ Era de Maggio ‘, 'Come facett’ mamm’t', 'Maruzzella', 'O sole mio', 'Tammurriata nera', 'Nun t’ scurdà' e molte altre.
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