Religulous - Vedere per credere
Titolo originale: Religulous
USA: 2008. Regia di: Larry Charles Genere: Documentario Durata: 101'
Interpreti: Bill Maher, Jose Luis De Jesus Miranda, Andrew Newberg, Steve Berg
Sito web: www.lionsgate.com/religulous
Nelle sale dal: 13/02/2009
Voto: 8,5
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
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Prendete un entertainer irriverente e pungente come Bill Maher e come argomento Dio e la religione, il risultato sarà semplicemente “Religiolus”, un documentario in cui Maher intervista alcuni esponenti cattolici, ebrei e musulmani mettendo in evidenza quanto siano informati sulla loro religione e sulle loro certezze di fede, insinuando il dubbio.
Maher applica le sue abilità analitiche e il suo senso dell’ironia al tema della fede, mettendo in difficoltà con le sue domande precise e indirizzate il proprio interlocutore, facendo nascere ilarità nello spettatore che, alla fine del viaggio “spirituale” in cui viene accompagnato, si ritrova a porsi dei quesiti.
Buone argomentazioni su cui soffermarsi.
Secondo Bill Maher non esiste nulla di più ridicolo di alcune credenze e aneddoti religiosi che ancora oggi sopravvivono. Il cronista scettico e ricercatore ha intrapreso questa nuova avventura insieme a Larry Charles, il regista di “Borat”, ponendosi l’obiettivo di trovare delle risposte alle tante domande che si sono prefissati nelle interviste fatte a uomini del clero, studiosi, politici e a persone comuni incontrate sul posto.
“Religiolus” è un film che in modo breve e simpatico fa porre dei quesiti seri che ci mettono nella condizione di riflettere, ponendoli con una verve disincantata, il film diventa così uno strumento.
Le interviste sono montate con immagini di repertorio di altri documentari o film, per concretizzare visivamente le parole dette dagli intervistati e accrescere o indurre la risata nello spettatore.
Un film stimolante, che mette sotto esame temi forti, in alcuni casi è impertinente e sfacciato, ma è chiaro e limpido, senza nascondersi dietro sotterfugi, le domande sono dirette.
La modalità in cui è realizzato può spingere ad attivare la capacità di confrontarsi, perché si può essere di fede diversa, ma non per questo non si può essere amici e rispettarsi come esseri umani.
Molti individui sicuri delle loro certezze vogliono imporre un concetto predefinito, ciò che si legge nei libri, religiosi o meno che siano, va interpretato con i “se” e i “ma”, se mancano si crea il fanatismo.
“Il dubbio è umile” e va posto per mettersi in discussione, ciò che danneggia l’uomo è l’essere intransigente quando si parla di alcuni temi sociali. Politica e religione, oggi, sono troppo legate, la religione è diventata uno strumento di lotta politica, e questo è distruttivo.
L’ascolto rimane una cifra fondamentale della fede.
In ultima analisi il film è una boccata d’aria fresca, che lascia, oltre che divertiti, sbigottiti dalle dichiarazioni delle persone intervistate.
Un film estremamente interessante, dissacrante, ma che difficilmente non vorrete rivedere.
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