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Affetti & Dispetti (La Nana) PDF Stampa E-mail
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Scritto da Francesca Caruso   
venerdì 25 giugno 2010

Affetti & Dispetti (La Nana)
Titolo originale: La Nana
Cile, Messico: 2009. Regia di: Sebastián Silva Genere: Drammatico Durata: 95'
Interpreti: Catalina Saavedra, Claudia Celedón, Mariana Loyola, Alejandro Goic, Anita Reeves, Delfina Guzmán, Andrea García-Huidobro, Mercedes Villanueva, Agustín Silva, Darok Orellana, Sebastián La Rivera, Luis Dubó, Luis Muñoz, Andreína Olivarí, Gloria Canales
Sito web: www.affettiedispetti.it
Nelle sale dal: 25/06/2010
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Insolito
Scarica il Pressbook del film
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 Affetti & Dispetti (La Nana)Sebastian Silva è un regista e uno sceneggiatore, ma non solo, è un artista a 360 gradi, si occupa di pittura, disegno illustrato e nutre una passione per la musica popolare. I suoi studi, come le sue opere, sono variegati, tanto da permettergli di realizzare progetti musicali e spettacoli di illustrazione.
Tra un progetto e l’altro è arrivata la scrittura del suo primo lungometraggio “La vita me mata” e, sempre alternando diverse tipologie di lavori, ha realizzato Affetti e Dispetti, il suo secondo film.
Il film è stato presentato al Sundance Film Festival 2009, vincendo il premio come Miglio Film Straniero e a Catalina Saavedra è stato assegnato il premio come Miglior Attrice Protagonista, vinto anche al Torino Film Festival 2009.

La Nana, come cita il titolo originale del film, si chiama Raquel e fa la cameriera e la tata presso i Valdés, una famiglia benestante e con quattro figli che danno il loro da fare. Raquel è al loro servizio da più di vent’anni e si sente parte integrante della famiglia, alla quale è affezionata, soprattutto ha un debole per Lucas, al quale piace fare giochi di prestigio. Occuparsi da sola della casa e dei ragazzi la porta ad affaticarsi e ad avere frequenti emicranie. Pilar, la padrona di casa, le comunica che ha intenzione di assumere una ragazza che l’aiuti, ma Raquel è contraria, vedendo minacciato il suo territorio, così mette in atto dei dispetti per portare le malcapitate alla ritirata. Quando però Raquel si sente male e deve sottostare a un periodo di riposo forzato, Pilar chiama l’ennesima ragazza, Lucy. La nuova “nana” è un tipo decisamente diverso da tutte le altre, spiazza Raquel con i suoi comportamenti, che ne rimane rapita.
Il film mostra con efficacia gli affetti e i dispetti, del titolo italiano, riconducibili entrambi a Raquel, una donna estremamente sola, taciturna, perennemente imbronciata e scura in volto, tranne quando si rapporta ( e non sempre) con i suoi Valdés, la famiglia acquisita. In fondo con queste persone ci è crescita, tanto che Pilar la tiene in forte considerazione riguardo alla sua riluttanza di affiancarle un aiuto.

Sebastian Silva delinea una donna particolarmente fuori dall’ordinario. Raquel è fuori dalla realtà del vivere quotidiano, non ha contatti con l’esterno, il suo tempo lo trascorre in casa dei suoi datori di lavoro, esce di rado e solo per necessità non per distrazione. Non ha amici, non ha un uomo, e probabilmente, si lascia intuire, non l’ha mai avuto.
Ha un rapporto ancora da bambina con la madre quando le parla al telefono, intimorita e in attesa di approvazione. Gli atteggiamenti infantili li esprime anche nei dispetti che fa alle sue colleghe di passaggio.
Le chiude fuori casa, lasciandole sgolare nel richiamare la sua attenzione, mentre lei passa l’aspirapolvere e le spia dalla finestra. La casa è un elemento fondamentale del film, esiste una sinergia tra la casa e Raquel, alla quale si sente d’appartenere.
Il regista ha girato il film a casa propria. I suoi genitori, dopo aver letto la sceneggiatura, hanno acconsentito a farla diventare un personaggio del film. In effetti, come lo stesso Silva ha affermato, ha scritto la storia pensando proprio ai suoi ambienti e come questi interagissero con Raquel e gli altri abitanti.

La fotografia di Sergio Armstrong ha evidenziato le luci e le ombre della casa, che poi corrispondono al carattere di Raquel.
La macchina da presa utilizzata è stata quella a mano per seguire Raquel nelle stanze, attraversare i corridoi e utilizzare le scale. Inoltre l’intento del regista è stato quello di dare una sensazione la più realistica possibile, un ritratto fedele sia delle persone descritte che degli ambienti e la camera a mano contribuisce notevolmente a creare ciò, dando la percezione tangibile allo spettatore di osservare Raquel e gli altri da un’angolazione privilegiata, che li fa stare negli ambienti con loro. Molte delle situazioni familiari descritte, poi, si ispirano alla famiglia del regista, una su tutte sono i giochi di prestigio che Lucas si diletta a fare per la sua famiglia, Raquel compresa.
Augustin Silva, che interpreta Lucas, è il fratello più giovane del regista, e ha messo in atto scene di vita che il ragazzo ha vissuto in prima persona, mostrando naturalezza nei gesti e nelle parole.

Il regista ha tenuto molto in considerazione anche i colori e per questo film ha voluto utilizzare una gamma ridotta, senza che ci fossero colori accesi come il rosso, d’altra parte l’atmosfera del film non lo richiedeva, Raquel indossa per quasi tutta la durata della storia una divisa nera, i suoi capelli sono neri, come “nero” è il suo viso, quando qualcosa non le va a genio, il carattere, poi, non si può dire che sia solare.
Sebastian Silva è riuscito a raccontare l’animo di una persona fin nel profondo, catturando e mostrando la verità interiore di un individuo, che spesso non si riesce a scorgere ad un analisi superficiale.
Lo ha fatto in modo efficace e pungente, attraverso i silenzi e lo sguardo, inserendo una venatura comica che attraversa il film in maniera trasversale. È un film che merita per il suo essere insolitamente attraente.

 
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