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Scritto da Piergiorgio Ravasio   
giovedì 22 marzo 2007

Bordertown
USA,Messico: 2005. Regia di: Gregory Nava Genere: Drammatico Durata: 115'
Interpreti: Jennifer Lopez, Antonio Banderas, John Norman, Kate del Castillo, Irineo Alvarez, Juan Diego Botto, Sonia Braga
Recensione di: Piergiorgio Ravasio

bordertownleggero.jpg"Dal 1993, circa 400 donne sono state assassinate a Juárez, nel Messico. Per raccontare questa storia, lei dovrà rompere il muro del silenzio".
Queste la citazione che domina sulla locandina del nuovo film di Gregory Nava, ispirato ad un fatto concreto. Regista, produttore e sceneggiatore di fama internazionale ("El Norte", "Mi familia", "Selena") Nava ci racconta ancora una drammatica, tragica e purtroppo reale vicenda umana ambientata sullo sfondo di una profonda ingiustizia sociale. Bordertown, infatti, narra la vicenda di donne coinvolte in un'ondata di omicidi che colpiscono tante giovani donne messicane alla frontiera con gli Stati Uniti. La brutalità con cui gli aggressori hanno rapito e ucciso tante giovani va al di là di un semplice assassinio. Molte vittime sono state tenute prigioniere e sottoposte ad ogni tipo di umiliazione, tortura e violenza prima di morire. Nei 13 anni trascorsi dai primi casi di omicidio, le autorità americane non hanno fatto nulla per avviare delle vere e proprie indagini che avrebbero potuto fermare la catena di orrendi omicidi e assicurare alla giustizia i colpevoli. E questo per indifferenza, mancanza di volontà, negligenza o incapacità. Ma i familiari delle vittime rifiutano di stare in silenzio e, assieme agli attivisti di tutto il mondo, stanno lottando affinché giustizia sia fatta. Amnesty International è riuscita ad avere le prove che dimostrano gli imperdonabili e ingiustificabili ritardi nell'apertura delle indagini, la mancata presentazione di prove, la raccolta di dichiarazioni da parte di testimoni, l'inadeguatezza delle autopsie e delle analisi fatte dai medici legali e la falsificazione delle varie prove. Forte della sua influenza in materia di diritti umani, di violazione dei diritti all'integrità fisica, alla libertà di coscienza ed espressione, l'Organizzazione ha dato il suo supporto al film, facendo da consulente a regista e produttori aiutandoli a rendere il tutto il più preciso e veritiero possibile. In virtù del NAFTA (Accordo di libero commercio nord americano) lungo la frontiera tra Messico e Stati Uniti, sono sorte migliaia di piccole fabbriche chiamate "maquiladoras" dove migliaia di giovani donne sottopagate assemblano beni a basso costo diretti al mercato americano.
Attratte dalla prospettiva di un impiego ben pagato e con ottime possibilità di carriera, molte famiglie si sono ritrovate a lavorare per stipendi da fame e divenendo vittime di un orrido circolo vizioso fatto di fame e povertà.
Molte delle vittime dei misteriosi omicidi sono proprio queste operaie, aggredite mentre tornano dal lavoro. E regolarmente, ogni volta che una donna scompare, viene subito rimpiazzata da un'altra inerme creatura vittima del volto disumano e privo di sentimenti della globalizzazione.
Le autorità locali, le società e i governi dei due stati sono più interessati a nascondere gli omicidi che non a scoprire i colpevoli.
La polizia è controllata dalle multinazionali che possiedono le fabbriche e farebbe qualunque cosa in suo potere pur di proteggere gli assassini.
La posta in gioco è troppo alta e denunciare gli omicidi andrebbe contro gli interessi economici.
E così, chiunque lo desideri, per qualunque ragione, può uccidere una donna a Juárez senza rischiare praticamente nulla.
Ad incarnare questo grido disperato di ribellione al sistema, il regista ha chiamato Jennifer Lopez. Artista versatile, di grande talento, che si è affermata nel mondo del cinema ("The cell" e "Shall we dance?"), oltre che della musica e della moda.
In Bordertown una giovane donna di nome Eva sopravvive ad un'aggressione omicida e decide che da quel giorno in poi il suo unico obiettivo sarà dare la caccia agli aggressori con l'aiuto della giornalista investigativa americana Lauren (la Lopez).
Arrivata, in realtà, nella cittadina solo alla ricerca di uno scoop, a Lauren basta poco per lasciarsi coinvolgere profondamente da quella storia e per restare invischiata nell'oscuro e misterioso mondo che circonda la frontiera tra Stati Uniti e Messico.
Lauren nasconde un segreto personale, ed il suo rapporto con Eva le servirà anche a riportare a galla cose che pensava ormai dimenticate e sepolte.
Anche Eva deve fare i conti con se stessa e, prima che la storia finisca, entrambe le donne si ritroveranno a prendere decisioni di vita e di morte che potrebbero cambiare per sempre le loro vite. Un film di crudo realismo sulla realtà di una cittadina con le sue infinite bidonville fatte solo di baracche, di quartiere a luci rosse e di enormi fabbriche dove impera un generale sfruttamento degli operai.
Grazie ad un montaggio frammentato e disgiunto che rispecchia il vero volto della città, Juárez ci viene presentata così come è nella cruda realtà: luogo duro e dominato da forti contrasti.
Un incrocio pericoloso di uomini, di potenti cartelli della droga e di grosse coperture governative.
Un posto dove la polizia si adegua e abbassa la testa garantendo impunità e distogliendo l'attenzione dal problema vero e proprio.
Trovare il colpevole, forse, questa volta, non sarebbe così complicato.
Ma la verità è spesso un lusso: di quelli che Juárez non può permettersi.
Quando l'alternativa non esiste, si imbocca l'unica strada percorribile; anche se porta dritta all'inferno.
E nel frattempo, ancora ad oggi, le donne continuano a morire.

 
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