|
Buffalo '66
Titolo originale: Buffalo '66
USA: 1998. Regia di: Vincent Gallo Genere: Drammatico Durata: 112'
Interpreti: Ben Gazzara, Christina Ricci, Vincent Gallo, Anjelica Huston, Rosanna Arquette
Sito web:
Voto: 7,5
Recensione di: Daniele Mancuso
Nel 1998 il regista Vincent Gallo esordì sul grande schermo con Buffalo ’66, affiancato da Christina Ricci, Patricia Arquette e Mickey Rourke.
Il protagonista è Billy Brown (interpretato dallo stesso Vincent Gallo), un ragazzo altamente problematico: infatti è appena uscito di carcere, poiché cinque anni prima confessò di essere responsabile di un certo crimine. In realtà, il povero Billy è finito in gattabuia da innocente, ma avendo perso una scommessa di diecimila dollari sui Buffalo, ha dovuto “barattare” questa falsa confessione con lo spietato bookmaker (Mickey Rourke) per saldare il debito. Ora Billy è deciso a vendicarsi di Scott Woods, il giocatore responsabile della sconfitta dei Buffalo, e vuole vederlo morto a tutti i costi. Prima però dovrà incontrare i genitori, ai quali, durante la sua permanenza in prigione, ha spedito lettere raccontando di essere sposato e di lavorare per il governo. Per questo motivo, recandosi in una palestra di danza, decide di rapire una giovane ragazza, Layla (Christina Ricci), costringendola a recitare la parte di sua moglie davanti ai genitori. Ma con il passare del tempo la fanciulla s’innamora dello scapestrato Billy, e tale affetto sarà fondamentale per salvare il protagonista da una fine altrimenti terrificante.
Come avrete intuito, ci troviamo di fronte a un pellicola drammatica, intrisa di tristezza e rancore, elementi completamente cristallizzati in Billy (il suo sguardo parla da solo). La stessa fotografia del film, sporca e tetra, sembra voler prendere parte alla visione grigia del mondo da parte del protagonista. Già quest’atmosfera è sufficiente a coinvolgere lo spettatore; aggiungiamo poi l’ottima interpretazione del cast, e la scena centrale del film, dove Billy, insieme a sua “moglie”, rivede i genitori: un pezzo da antologia, nel quale la distanza abissale tra Billy e i suoi viene evidenziata in maniera impeccabile, attraverso gesti piccoli, sì, ma significativi, dove ci si rende conto quale sia l’essenza della miseria di Billy.
Certo, non mancano alcuni difetti, come la prolissità di alcune pezzi e situazioni un po’ inverosimili. Ma l’opera di Vicent Gallo risulta godibile, in grado di trasmettere emozioni allo spettatore, sopratutto la compassione verso lo sfortunato Billy. Consigliato assolutamente agli amanti del genere drammatico, e anche a chi ha voglia di una storia seria in alternativa alle fin troppe americanate che ci vengono propinate.
|