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Cuore sacro PDF Stampa E-mail
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Scritto da Valeria Ghessa   
venerdì 30 gennaio 2009

Cuore sacro
Titolo originale: Cuore sacro
Italia: 2005. Regia di: Ferzan Ozpetek Genere: Drammatico Durata: 112'
Interpreti: Barbora Bobulova, Andrea Di Stefano, Lisa Gastoni, Massimo Poggio, Erica Blanc, Camille Dugay Comencini
Sito web:
Nelle sale dal: 25/02/2005
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Valeria Ghessa

cuoresacro_leggero.jpegIrene Ravelli eredita dal padre l'azienda immobiliare e lo spiccato senso degli affari.
Aiutata dalla zia, Irene è una donna in carriera, bella casa, bei vestiti, autista personale.
Ottenuto il dissequestro del palazzetto di propietà della sua famiglia,decide di ristrutturarlo e di crearvi un palazzo con trenta mini-appartamenti.
Nel palazzetto la camera della madre di Irene è ancora intatta e il fantasma della compianta è ancora presente in quelle mura.
L'incontro con una bambina speciale ,Benny,e il vivere in quella suggestiva ambientazione fanno iniziare ad Irene un cammino interiore per scoprire la sua nascosta spiritualità.

Cuore Sacro è un film di Ozpetek, regista che già ci ha abituato a pellicole interessanti e ben congeniate: questa è una di quelle sicuramente. Un film profondo che tratta di sacro ma non di religioso,e lo fa in maniera delicata e poetica; un film sul sociale e sulle realtà nelle diverse classi sociali, ma non sociologico.
Nessuno giudica e nessuno moreleggia...vi è solo un forte invito alla auto considerazione e alla scelta consapevole di come vivere la vita e di come ci si interagisce con gli altri.
Ricchezza e spirito,superficialità e sacralità. Un film che diviene così un pò tutto e niente, un pò toccante, un po' riflessivo. Questo aspetto rischia di fargli perdere la sua identità.
Probabilmente sarebbe stata meglio una decisa posizione, da Ozpetek ce la aspettavamo.
L'ambientazione è molto suggestiva,abbiamo la malinconia e l'oscurità antica del palazzetto di famiglia e il lusso moderno e sofisticato della casa di Irene.
Ambientazione sicuramente emblematica. La scelta delle inquadrature è azzeccata e pregnante, sono chiare ed essenziali: l'ottima  regia c'è e si vede, un tocco deciso e delicato allo stesso tempo.

Barbara Bobulova (Irene) non ci delude, perfetta nella parte e nell'identificarsi nelle diverse fasi del cammino dona spessore al personaggio. Cito positivamente la scena in cui Irene si spoglia letteralmente di tutti i suoi abiti nella stazione della metropolitana:una novella S.Francesco all'interno della modernità della metropoli romana.
Il mio giudizio non può essere che positivo.
Chi ama le storie narrate da Ozpetek e la sensibilità nel dipingere i personaggi e le loro storie non può rimanerne deluso.Un film da vedere.

 
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