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Scritto da Francesca Caruso   
giovedì 22 gennaio 2009

Defiance - I giorni del coraggio
Titolo originale: Defiance
USA: 2008 Regia di: Edward Zwick Genere: Drammatico Durata: 129'
Interpreti: Daniel Craig, Liev Schreiber, Jamie Bell, George MacKay, Mia Wasikowska, Tomas Arana, Rolandas Boravskis, Alexa Davalos, Mark Feuerstein
Sito web: www.defiancemovie.com
Nelle sale dal: 23/01/2009
Voto: 9
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso

defiance_leggero.jpegIl film è tratto dal romanzo di Nechama Tec che parla della tragica storia realmente accaduta ai fratelli Bielski.
Anno 1941, Seconda Guerra Mondiale. La comunità ebraica dell’Europa Occidentale è soggetta al massacro ad opera dei nazisti. Sfuggiti alla morte, i quattro fratelli Bielski si rifugiano nella vasta foresta dell’entroterra polacco, che avevano imparato a conoscere fin da ragazzi. Tuvia, Zus, Asael e Aron, ancora un bambino rimasto traumatizzato dall’assassinio dei loro genitori, raccolgono intorno a loro una comunità che si fa sempre più folta, decisi a lottare anche solo per un giorno in più di libertà, vivendo o morendo da essere umani. Tre giovani agricoltori si ritrovano con nessun’altra scelta che sopravvivere, imbracciando le armi, resistendo al gelido inverno, alla mancanza di cibo e alla malattia, responsabilizzandosi e facendo del loro meglio per salvaguardare la vita della comunità, mettendo da parte il bisogno del singolo di vendicare i propri cari.

La storia dei fratelli Bielski e della comunità che si salvò nella fitta e fredda foresta del borgo di Nabiloki è poco conosciuta. La gente di tutto il mondo conosce la storia di Oscar Schindler, ma una quantità esigua di persone è al corrente di una resistenza ad opera degli ebrei.
Clayton Frohman diede il libro a Edward Zwick, che ne rimase molto colpito e insieme si misero a scrivere la sceneggiatura. Frohman e Zwick si sono trovati a dover comprimere in due ore di film molti elementi, quali tre anni di lotta e sopravvivenza, la rivalità tra fratelli e le avversità fisiche che dovevano affrontare a quei tempi, inoltre non hanno omesso la violenza commessa dai partigiani in nome della loro sopravvivenza, “i Bielski non erano certo santi.
Non erano degli eroi convenzionali e questo è ciò che li rende così veri e affascinanti”, ha dichiarato il regista. Le persone che hanno perso tutto sono maggiormente in cerca di conforto e di amicizia, di un contatto umano. Il concetto di marito o moglie della foresta rappresenta una concretezza nella comunità, la compagna diventa l’ancora che tiene in vita la propria umanità e viceversa.
I personaggi sono carichi di emozioni, di passione, di rabbia, di frustrazione, di rivalsa, che li spinge ad andare avanti proprio quando sembra impossibile. Tuvia (Daniel Craig) possiede forza e fermezza, risolutezza e una voglia di famiglia molto intensa. Zus (Liev Schreibher) esprime emotività e rabbia, usandole nel modo in cui lui ritiene essere costruttivo.
Asael (Jamie Bell), da giovane impacciato e inesperto, diventa un uomo, pronto a infondere forza alla comunità. Uno dei temi centrali è la straordinaria profondità dei sentimenti, numerosi e variegati, che traspare dai personaggi. Zwick ha voluto dar voce al coraggio che si pensa di non avere.
La musica svolge un ruolo importante, il regista e il compositore James Newton Howard hanno deciso che per suonare la colonna sonora ricca di evocazione ci volesse il violino, in primo luogo perché il suono prodotto da questo strumento musicale è molto forte nella cultura ebraica dell’Europa dell’Est, e poi perché può esprimere la vasta gamma delle emozioni umane: può dar vita a un suono armonioso, un lamento o un pianto, desiderio e perdita, molto presente nella storia.
È un suono che arriva dritto al cuore. Per quanto riguarda la location è stata scelta la Lituania, che offriva fantastici territori e una troupe locale piccola ma entusiasta di lavorare al progetto.
Quei luoghi erano anch’essi portatori di testimonianze di ciò che gli Ebrei hanno dovuto subire dalle truppe Tedesche, donando un senso più profondo e importante alle riprese di Defiance.
Il regista ha saputo raccontare la storia ricca di avvenimenti dei Bielski e dei loro compagni in modo straordinario, senza falsi buonismi e sentimentalismi, con l’intento di toccare le corde più profonde di ognuno di noi, affinché rimanga sempre viva la memoria.

 
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