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Fast Food Nation
USA: 2006. Regia di: Richard Linklater Genere: Drammatico Durata: 114'
Interpreti: Patricia Arquette, Ethan Hawke, Greg Kinnear, Mitch Baker, Catalina Sandino Moreno, Jason McDonald, Avril Lavigne, Luis Guzmán
Sito web:
Voto: 5
Recensione di: Sara Sagrati
Diciamolo una volta per tutte: siamo messi male! Ci guardiamo intorno, guardiamo la TV e ci rendiamo conto che c'è qualcosa che non va. Gente che si spara per un parcheggio, lavori sempre più precari, bambini maltrattati, anziani abbandonati... Ognun per se e fortunato quello che ce la fa. Perchè il nostro mondo sempre più globalizzato, dove le lontananze geografiche si assottigliano grazie ai mezzi di comunicazione, dove la tecnologia ci aiuta a fare qualunque lavoro pesante, sembra stia ripiombando nel medio evo?
Se è vero che siamo quello che mangiamo, allora lo scrittore Eric Schlosser ha trovato la risposta. Fast Food Nation, presentato allo scorso festival di Cannes, è un libero adattamento del suo libro shock che porta alla luce il dietro le quinte delle catene di fast food. Sfruttamento di mano d'opera clandestina, allevamenti intensivi di bovini cresciuti ad antibiotici, mattatoi privi di controlli igenico sanitari adeguati, spaccio di droga interno alle catene di montaggio della carne per far sopportare i turni e la vista del sangue agli operai, uniformità di odori e produzione dei cibi eseguita in laboratorio grazie ad aromi artificiali, uniformità di ogni città americana in base alle marche e alle catene di negozi più in voga, manager strapagati che non possono o non vogliono fare niente per cambiare le cose pena la perdita del proprio benessere. Questo è il moderno cerchio della vita, in barba al messaggio romantico de Il Re Leone.
La storia prende il via quando viene scoperto che il livello di batteri fecali all'interno degli hamburger Big One della fittizia catena di fast food Mickey's è alle stelle e il marketing manager Greg Kinnear viene inviato alla fabbrica per capire e risolvere il problema. Su questa trama si intrecceranno le storie dei clandestini messicani portati a lavorare al mattatoio, le conseguenze sugli allevatori della zona e sull'ambiente circostante, e le storie di alcuni adolescenti pronti a cercare di combattere il sistema.
Le intenzioni alla base di Fast Food Nation sono nobili e assolutamente condivisibili. Peccato che il regista Richard Linklatter predilige uno stile fatto di colpi bassi ed effetti shock, spesso simile ad un tema di terza media. Eppure non mancano momenti indimenticabili come il dialogo tra il manager indagatore e Bruce Willis, uomo dell'azienda pronto a fare il lavoro sporco. "ognuno deve mandare giù un po' di merda per mantenere le cose come stanno, e poi la piastra è calda abbastanza da poter uccidere tutti i germi".
Possibile che vincano sempre i cattivi? Si chiedono spesso i protagonisti. Certo che se i metodi per cercare i cambiare le cose rimangono su questo livello, i cattivi continueranno a vincere, ma quei cattivi siamo tutti noi che continuiamo a mandar giù la nostra dose di "buone schifezze".
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