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Franklyn
Titolo originale: Franklyn
Francia: 2008 Regia di: Gerald McMorrow Genere: Drammatico Durata: 94'
Interpreti: Eva Green, Ryan Phillippe, Sam Riley, Bernard Hill, Jay Fuller, Art Malik, Kika Markham, Gary Pillai, Chris Wilson, Susannah York, Mark Wingett
Sito web: www.franklyn.it
Nelle sale dal: 17/04/2009
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Esigente
Il film si apre con la figura del vigilante mascherato Jonathan Preest,(Ryan Philippe),ricercato dalla polizia di una città ove il culto verso la religione rappresenta la legge.
A sua volta Preest persegue il capo di questa oscura organizzazione legislativa che domina nel terrore la futuristica Città di Mezzo.
Contemporaneamente,nella Londra dei nostri giorni,tre angosciati personaggi,apparentemente scollegati fra loro,sono alla ricerca.
Milo (Sam Riley),lasciato sull'altare di un matrimonio mai raggiunto,cerca la felicità nel suo ritrovato amore di gioventù.
Peter,(Bernard Hill),è un padre infelice che cerca il suo figliolo scomparso e fuggito da un Istituto di cura per malati mentali.
Emilia,(Eva Green),rabbiosa con il mondo e depressa,si circonda del suo mondo chic e scapigliato e decide di filmare i suoi tentativi di suicidio inscenati per il suo diploma d'arte.
La Fede,l'Amore,la Sofferenza,la Redenzione,l'eterno conflitto fra Bene e Male fanno di "Franklyn" una classica favola con pennellate di una magia che ammanta un contesto urbano di efficace potenzialità visiva.
"Franklyn" indaga nei recessi delle vicende di quattro persone molto diverse,guidate da un Fato che armonizza le loro vite in scenari lontani fra loro ma che si rincorrono,chiamandosi in continuazione in similitudini che trasfigurano città diverse e persone differenti in un'unica realtà che accomuna tutto,personaggi ed ambientazioni.
Ognuno dei personaggi si muove per una ragione ben precisa,ubbidisce alla propria complessità e cerca con ossessiva insistenza qualche cosa che possa dare una risposta alle proprie ansie.
E' la storia di quattro anime perse nell'etere di un'esistenza senza quiete e disperata e che si muovono verso l'inevitabile linea di scontro fra i due mondi separati nei quali si agitano.
Milo,abbandonato sull'Altare di una promessa mai mantenuta,non rinnega la sua necessità di amore e non cade preda delle ancestrali paure che una gelida delusione può insinuare nel suo animo.
Nella sua ordinaria quotidianità,scandita da un grigiore ritmico ed appiattito,Milo intravede la speranza di una confermata scoperta,che identifica con Sally,la quale lo riconduce alla sua infanzia.
Peter Esser vive nel suo vuoto,con la solitudine come unica compagna.
La sua missione è ritrovare il figlio,povero nella mente,da cui si trova separato da troppo tempo,ma del quale avverte profondamente la mancanza.
L'ambiente in cui si muove alla ricerca del ragazzo riflette il suo intimo,travagliato dalla stessa disperazione degli abitanti dei quartieri più miserabili della città,che catturano la sua profonda depressione morale.
In Emilia risuona l'angoscia di un'esistenza sbandata e sfilacciata in obblighi e costruzioni che la conducono in un vicolo di cinismo e depressione.
La sua vita eccheggia delle proprie grida di un aiuto invocato,ma queste tornano indietro vuote e colme di un dramma che non le darà mai requie.
I suadenti sogni di una dolcezza cullata nella fantasia distorgono la figura di Emilia in un equilibrio instabile che porterà a coniugare sempre di più il suo mondo con la Città di Mezzo.
L'oscuro vigilante Preest si aggira nei meandri di una realtà inquietante,dominata da una religione che non concede spazio e vita,annullando in una correzione disciplinare e senza sconti,ogni anelito ad un'umanità vissuta nella pienezza dei propri diritti.
"Franlyn" è un film che ossequia la più vivida fantasia,invitandola ad un incontro con la ragione.
Capire il film,può significare muoversi sull'onda della logica,che porta l'esistenza della surreale Città di Mezzo e le vite delle quattro anime ad una soluzione che legge nella coincidenza ogni aspetto di emozione e dolore.
Ma la lettura del film può anche comportare una interpretazione più fantastica sublimata in una dimensione ideologica e fanta-spiritualistica.
E' lecito supporre la condizione esistenziale di agenti all'opera (Sally),quintessenza di annunciatori o profeti di una Parola rivelatrice che,nella loro personificazione umana,racchiudono un potere più elevato che li porta a manifestarsi quando la linea tra i due mondi si confonde e le persone si perdono.
Una buona sceneggiatura ed una regia attenta concretizzano una pellicola che offre un qualche spiraglio alla novità,fatta eccezione,volendo,a certi accenni a "Sin City" ed a "V per Venetta"
Mentre lo spettatore intuisce gradatamente che la Città di Mezzo e Londra sono legate in qualche modo fra loro,McMorrow semina una serie di indizi per la soluzione di un mistero che procede pari passo al continuo alternarsi delle figure protagoniste sullo schermo.
Questo intreccio di emozioni,paure e amori,ordito in uno scenario che interpola fantasia e realtà,raccoglie l'interesse dello spettatore attento alla complessità dei sentimenti umani,alla molteplicità delle forze che si agitano nell'uomo trasportato dal vento degli eventi e alle smagliature nel tessuto delle certezze che si ritiene possano maturare in ogni essere umano che trova vita in un ambiente che gli offre un equilibrio vitale.
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