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Guida Per Riconoscere i Tuoi Santi PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 8
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Scritto da Vittorio Castagna   
sabato 03 marzo 2007

Guida Per Riconoscere i Tuoi Santi
USA: 2006. Regia di: Dito Montiel Genere: Drammatico Durata: 98'
Interpreti: Rosario Dawson, Shia Labeouf, Chazz Palminteri, Dianne Wiest, Channing Tatum, Olga Merediz, Melonie Diaz, Eric Roberts
Recensione di: Vittorio Castagna

596.jpgTo pathei mathos (il dolore insegna). Questo è in sintesi è il messaggio del film Guida per riconoscere i tuoi Santi, primizia di un’autobiografia personale ad opera di Dito Montiel. I santi di cui ci parla Dito Montiel sono martiri senza mistica, la loro santità non è quella canonica e riconosciuta dalla Chiesa Cattolica, ma sono dei rudimenti che la nostra memoria rivaluta grazie agli effetti che hanno sul presente; in altre parole è l’incontro, quasi sempre casuale, con alcune figure determinanti che hanno dato una direzione al nostro esistere. Sviscerare la propria memoria è un processo che riesce facile al neofita regista Dito Montiel, autore dell’omonimo libro (un Best Seller negli Usa), e che è riuscito a realizzare un secondo successo anche agli occhi dei critici della Biennale.
“Non vai da nessuna parte”. Questo è il tormentone che riecheggia nella mente di un ragazzo dell’Astoria, zona prevalentemente greca ed est europea, nel famigerato quartiere Queens. Corre l’anno 1986 quando Dito Montiel (Shia LaBeouf), sveglio adolescente e dotato di una buona capacità riflessiva, sogna di poter fuggire da un luogo attraversato dall’astio e ricolmo di violenza. Dito, insieme al suo energico amico Mike (Martin Compston), nutre una speranza: la California. Purtroppo la forza di un sogno non sembra sufficiente ad alimentare la decisione netta di lasciare tutto nell’immediato, e saranno alcuni episodi a render la decisione fatale. Dito rimane pur sempre un ragazzo, trascinato dal cuore e dalle sue emozioni, che si perde negli occhi incantevoli della sua fidanzata, Laurie, lontano e in conflitto con un rigido padre (Chazz Palminteri) e calamitato dall’amore materno (Dianne Wiest), che sembra l’unico spiraglio nelle dinamiche familiari. Il giovane in California troverà la sua fortuna e la sua serenità tanto che diventerà uno scrittore (Robert Downey Jr.), sconvolgendo ogni pronostico legato a chi nasce nel Queens. Il coraggio di una madre disperata lo riporterà indietro per essere presente al capezzale paterno, e sarà proprio lei ha permettergli di riconciliarsi con il passato e a rivisitare la sua relazione paterna. Il padre, dopo le rivelazioni materne, salirà i gradini fino a salire nella nicchia, luogo dov’era sempre stato, ma che gli occhi di un adolescente non hanno saputo vedere; strano ma vero: il diavolo si trasforma in santo. Parallelamente al suo lento riavvicinamento al padre, lo vediamo impegnato nel ricostruire gli episodi tragici che pendono come scheletri nel suo armadio, con un linguaggio puntuale e passionale dirà: “ Alla fine ho lasciato tutto e tutti, ma nessuno mi ha mai lasciato”.
Oltre l’appellativo autobiografico lo si potrebbe aggettivare “sanguineo”, tanto che per alcune scene non ha voluto attori professionisti, ma ragazzi di strada, perché alcune emozioni non si possono simulare, ma bisogna averle dentro. Interessante anche la lettura dialettica (tesi-antitesi-sintesi) che traspare dal film, dove la vita ci pone di fronte delle situazioni necessarie per la nostra crescita, anche se a pagare spesso sono gli altri. Le parole di un Santo (questa volta vero) possono aiutare nella rilettura positiva del film: “nella nostra vita dobbiamo fare come le api, che dal timo(n.d.r.una pianta amarissima) ricavano un miele dolcissimo”.                                              

PREMI

Sundance Film Festival 2006
Premio Speciale della Giuria
Premio per la Regia

63° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia
Premio Settimana della Critica     

 
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