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I dieci comandamenti
Titolo
originale: The ten commandments
USA: 1956. Regia di: Cecil B. DeMille Genere: Drammatico Durata: 220'
Interpreti: Charlton Heston, Yul Brynner, Anne Baxter, Edward G. Robinson, Nina Foch, Yvonne De Carlo, John Derek, Cedric Hardwicke, Vincent Price, H.B. Warner, John Carradine, Debra Paget, Douglas Dumbrille, Judith Anderson, Martha Scott, Olive Deering.
Sito web:
Nelle sale dal:
1956
Voto: 10
Trailer
Recensione di: Samuele Pasquino
XIII a.C. In Egitto una donna ebrea, Jocabel, depone in una cesta di giunchi il suo bambino appena nato e lo affida alle acque del Nilo affinchè non subisca la sua stessa sorte, divenire schiavo.
Lo trova la figlia del faraone, che lo adotta dandogli il nome Mosè. Egli (Charton Heston) diviene principe d'Egitto e il prediletto del faraone, suscitando le gelosie del fratellastro Ramesse (Yul Brynner), bramoso di salire al potere. Una volta scoperto di essere ebreo, Mosè sceglie il suo popolo rinunciando al trono d'Egitto. Ramesse lo fa esiliare e diviene faraone.
Accolto da una tribù di pastori, Mosè viene chiamato da Dio sul monte Sinai e incaricato di tornare in Egitto a reclamare la libertà del popolo d'Israele, schiavizzato da secoli. Mosè riceverà le tavole della legge e dovrà condurre la sua gente alla terra promessa.
All'epoca, anno 1956, il film venne a costare 13 milioni di dollari, una cifra allora esorbitante, e affidato alla regia di Cecil B. De Mille, il quale portò sulla scena mondiale una magistrale rappresentazione cinematografica dell'evento biblico, diretto con dedizione e assoluta fedeltà ai fatti.
Fu un autentico successo. I motivi sono molteplici, a cominciare dallo stile impeccabile e meticoloso del regista De Mille, che sfrutta tutte le caratteristiche possibili di una cinepresa per studiare e mettere in pratica delle tecniche di assoluto rilievo.
Con i suoi campi lunghi, il suo indugiare frequentemente sui volti dei personaggi con primi e primissimi piani estremamente significativi e rivelatori, e dimostrando un gusto barocco appropriato per un film di tale entità e genere, il cineasta si eleva a conservatore di un'alta qualità filmica dichiarando di non voler trascurare alcun particolare. Occorre, di conseguenza, parlare di altre componenti direi fondamentali, come la scenografia e la fotografia: per le imponenti quanto impressionanti sequenze di massa, una su tutte l'esodo degli schiavi ebrei, era doverosa una costruzione paesaggistica d'ampio respiro che risultasse credibile e altisonante come sfondo di una vicenda biblica sublimata ad emblema del Vecchio Testamento. Questo per quanto riguarda gli esterni, mentre le scene girate all'interno delle case e dei palazzi del faraone hanno necessitato di una più meditata organizzazione logistica alfine di creare ambienti circoscritti visivamente collocati storicamente, intento perseguito con successo grazie alla perfetta disposizione di oggetti e strutture.
La forza de "I dieci comandamenti" sta nel proporre un episodio della Bibbia che prevede un protagonista tangibile, Mosè, e un'entità superiore, Dio, che ovviamente non compare mai. La vera abilità di De Mille si dimostra con la scelta della voce fuori campo che riassume quella di un'intera religione. Mosè parla con Dio sul Monte Sinai, mettendo in scena un confronto simbolico fra umanità e divinità, la tendenza al peccato e l'integerrima perfezione incorruttibile e sapiente.
L'uomo a guida di un vasto popolo per secoli soggiogato di fronte ad un albero dal quale divampa un fuoco che non brucia costituisce una figura ricca di simbolismo e pregnanza mistica: De Mille mette in gioco il potenziale di effetti speciali visivi a sua disposizione. Ecco che assistiamo a prodigi stupefacenti, il bastone di Mosè che diviene serpente, la colonna di fuoco che trattiene l'avanzata degli Egiziani, il Mar Rosso aperto durante la traversata degli ebrei che poi si chiude inghiottendo i carri da guerra, infine la lingua di fuoco che scolpisce sulla roccia le tavole della legge.
Sono sequenze immortali, rese tali dalla maestria del tecnico John P.Fulton, vincitore di un Oscar acclamato a gran voce.
Cast perfetto, a cominciare da un Charton Heston vigoroso ed espressivo, pienamente all'altezza del ruolo. Yul Brynner nella parte di Ramesse è stupefacente, la perfidia e le debolezze del suo personaggio, celate da un'austera apparenza e da una superbia fuori dal comune, rimangono inalterate per tutto l'arco del film.
"I dieci comandamenti" rimane tuttora il miglior colossal mai realizzato nella storia del cinema.
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