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I gatti persiani
Titolo originale: Kasi Az Gorbehaye Irani Khabar Nadareh
Iran: 2009. Regia di: Bahman Ghobadi
Genere: Drammatico
Durata: 101'
Interpreti: Hamed Behdad, Ashkan Koohzad, Negar Shaghaghi
Sito web:
Nelle sale
dal: 16/04/2010
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Marco Aresu
L'aggettivo ideale: Underground
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il Pressbook del film
Nel 2010 in Iran, la musica occidentale è proibita dalle autorità, la si deve suonare e ascoltare “underground”. Vincitore del Premio Speciale della Giuria, sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes, “I gatti persiani” è una pellicola a metà tra documentario e dramma che racconta e testimonia la realtà musicale di questo paese.
Ashkan e Negar sono due giovani musicisti underground di Teheran. Usciti da poco di prigione, vogliono emigrare in Europa per poter suonare ed esibirsi liberamente. Ma per far questo hanno bisogno di trovare dei musicisti disposti a seguirli, di ottenere i passaporti, i visti e racimolare i soldi necessari. Con l’aiuto di Nader, un tuttofare, supporter delle band “clandestine”, i ragazzi inizieranno il loro viaggio nella Teheran “sotterranea” per cercare di realizzare il loro sogno.
Girato in 17 giorni con una S12k (una piccola camera digitale) perché “tutte le attrezzature 35 mm appartengono allo stato e per affittarle hai bisogno di un’autorizzazione a girare”, I gatti persiani è il coraggioso film del regista curdo-iraniano Bahman Ghobadi. Le riprese sono state fatte senza permesso, e il regista ha dovuto farle molto velocemente, spostandosi in moto per Teheran tra le varie location, sempre con la paura di essere arrestato. La troupe infatti è stata fermata due volte dalla polizia durante la realizzazione del film, ma Baham Ghobadi ha “corrotto” i poliziotti regalato qualche dvd con i suoi film precedenti.
L’idea per il film è nata proprio in uno degli studi di registrazione “underground”. Qui il regista ha conosciuto Askan e Negar (i due protagonisti del film), si è appassionato della loro storia e della loro musica ed ha iniziato a riprenderli. Solo dopo con l’aiuto della sua ragazza Roxana Saberi, e dell’amico Hossein, è stata concepita la sceneggiatura e sulla base di questa sono state fatte le riprese per il film. Quasi tutti i personaggi del film sono veri musicisti. L’unico vero attore del film è Hamed Behdad, formidabile nel ruolo di Nader, personaggio chiave che fa andare avanti la vicenda, guida dei giovani musicisti, buffo e spassoso nelle sue scenette ma anche bravo nell’interpretare la corruzione diffusa per le strade e a giocare con quella delle autorità.
La pellicola ha un ritmo frenetico, con diverse sequenze da videoclip, e senza una vera sceneggiatura. La storia è molto lineare e ricorda film tipo “the Blues Brothers” (devono racimolare dei soldi, cercano la band e organizzano un concerto tra una canzone e l’altra), ma chiaramente con contesto e motivazioni molto diverse. Qui si rivendica la liberta di fare musica, di fare arte, (e quindi anche cinema) di potersi esprimere in un paese che ha ancora tanti tabù. Ci troviamo di fronte alla Teheran urbana, moderna, piena di giovani che vogliono fare e fanno (ma di nascosto). Indie Rock, Heavy Metal, Rap, folk..un caleidoscopio di generi musicali che sono il cuore pulsante della città, della nazione. Un cuore che batte, vibra senza barriere, e di cui questo film è portavoce.
In Iran i cani e i gatti non possono essere portati fuori da casa. I gatti persiani per Baham Ghobadi sono i musicisti iraniani, costretti a nascondersi per suonare la loro musica.
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