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Il dubbio PDF Stampa E-mail
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Scritto da Samuele Pasquino   
martedì 03 febbraio 2009

Il dubbio
Titolo originale: Doubt
USA: 2008. Regia di: John Patrick Shanley Genere: Drammatico Durata: 104'
Interpreti: Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams, Viola Davis, Alice Drummond, Lloyd Clay Brown, Carrie Preston, Joseph Foster, Bridget Megan Clark, Audrie J. Neenan, Susan Blommaert
Sito web: www.doubt-themovie.com
Nelle sale dal: 30/01/2009
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Samuele Pasquino

il_dubbio_leggero.jpegBronx, 1964. Il collegio della parrocchia di San Nicholas accoglie molti giovani studenti, educati alla disciplina da padre Flynn (Philip Seymour Hoffman) e Sorella Aloysius (Meryl Streep), preside della scuola, insieme a Sorella James (Amy Adams) e altre suore.
In una classe è presente un allievo di colore, Donald Miller, emarginato dagli altri alunni ma aiutato dal parroco. Un giorno, però, Sorella James nota un comportamento strano da parte del giovane dopo essere stato in canonica da padre Flynn. Alcuni elementi portano Sorella Aloysius a sospettare che il prete abbia abusato di lui. Lotterà per farlo dimettere.

"Il dubbio" è tratto dall'omonima piece teatrale scritta da John Patrick Shanley, e da lui stesso diretto. La granitica sceneggiatura prevede un ambiente profondamente istituzionale, il collegio, e degli istitutori che si muovono in esso perseguendo virtù e disciplina. Il luogo descritto è totalmente e logicamente plasmato dall'istinto conservatore della Chiesa cattolica, con delle custodi, le suore, atte a preservarlo.
In tale contesto si inseriscono personaggi precisamente delineati: padre Flynn è colui che si presenta come figura clericale anticonformista, legata a metodi e conduzioni sacerdotali lievemente accondiscendenti nei confronti degli alunni; in antitesi a questa forma di silenziosa ribellione al sistema si pongono Sorella Aloysius, preside severa dalla grande esperienza, e Sorella James, dolce insegnante di storia devota e molto umana. Appare comunque troppo essenziale e semplicistica tale caratterizzazione, ed il film ci porta a rivalutare pian piano questi ritratti, indagando in essi per rivelare i loro lati nascosti.
La vicenda ha origine proprio dall'ambiguità che emerge dalle loro personalità e si insinua il dubbio, dramma prima di tutto esistenziale prima che retorico o filosofico, nonchè religioso. Parte della storia è scandita dai sermoni di padre Flynn, connotati da un profondo richiamo alla metafora, componente che non semplifica ma rende maggiormente intricata la questione. Al di fuori del rito della messa si rivela un altro mondo in cui impera il rapporto fra istitutori ed alunni.
Quello fra padre Flynn e Donald da origine al sospetto: Sorella James collega il comportamento del bambino all'atteggiamento ambiguo del parroco, riferito poi alla preside. Sorella Aloysius è qui colta dal cosiddetto dubbio, che diviene quasi subito certezza nonostante il fatto ipotizzato non sia suffragato da prova alcuna.
E' proprio questa l'essenza del film di Shanley, l'errore umano che si insinua generando una grave dicotomia fra condotta integerrima e peccato, pregiudizio e volontà di prevalere, il tutto dettato da un potere espresso in termini di gerarchia e conflitti caratteriali.
Il confronto fra i personaggi interpretati dagli straordinari Philip Seymour Hoffman e Meryl Streep si fa serrato, con inusuali scampoli di remissività e arroganza all'ombra della retorica clericale. I dialoghi si fanno pregni di precetti incontestabili, accuse opinabili e certezze troppo labili, elementi che rendono estremamente latitante il presunto atto di pedofilia.

Tuttavia è da tenere presente una considerazione fondamentale, e cioè che il tema principale del film non è la pedofilia, ma i dubbi e le paure dell'essere umano, i valori solidi messi in discussione da una disputa strana e per certi versi inconsistente.
Si finisce coll'approdare ad un finale suscettibile di molteplici interpretazioni, nelle quali occorre decidere chi è la vittima, chi è il carnefice e se l'accusa in verità sussiste. Il regista Shanley ci offre delle inquadrature ricche di dettagli, molto statiche e consistenti in numerosi campi e controcampi atti a leggere con attenzione le espressioni dei contendenti, se così vogliamo chiamarli.
Inoltre si possono notare altre inquadrature oblique, cioè inclinate rispetto al piano orizzontale, e la loro funzione è quella di riflettere la natura distorta del fatto probabilmente accaduto.
Spesso la cinepresa, e questo è un caso eloquente, si rende fautrice di un'indagine psicologica che sorprende per il suo modo di descrivere ambienti e situazioni. La forte ispirazione teatrale, ampiamente palesata dalla tendenza del cineasta di esplorare la ritualità che detta i tempi nel collegio, caratterizza di fatto questo film dal singolare impatto emotivo.
Meryl Streep è da Oscar e la sua interpretazione si presenta fondamentale per concretizzare il potenziale di una sceneggiatura ben studiata.

 
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