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La giusta distanza PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 5
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Scritto da Ciro Andreotti   
mercoledì 26 dicembre 2007

La giusta distanza
Titolo originale: La giusta distanza
Italia: 2007. Regia di: Carlo Mazzacurati Genere: Drammatico Durata: 106'
Interpreti: Giovanni Capovilla, Ahmed Hafiene, Valentina Lodovini, Giuseppe Battiston, Natalino Balasso, Ivano Marescotti, Fabrizio Bentivoglio
Sito web:
Nelle sale dal: 20/10/2007
Voto: 8
Recensione di: Ciro Andreotti

La giusta distanzaIn un piccolo paese alle foci del Po arriva Mara supplente per la locale scuola elementare che ha accettato l’incarico in attesa di partire per un progetto di cooperazione con il Brasile. Nello stesso paese vivono Giovanni, diciottenne che scrive per il giornale locale; e Hassan, meccanico Tunisino innamorato di Mara. Quando poco prima di abbandonare il paese la ragazza viene assassinata il primo a essere accusato sarà proprio Hassan...... Mazzacurati cerca, e riesce, a raccontare le vicende un piccolo centro abitato in provincia di Rovigo. Uno di quei micro-cosmi della nostra penisola popolati da stereotipi che si possono intravedere nelle serate passate al bar del paese. Luoghi che alle due del pomeriggio di un week-end di metà estate possono essere velocemente confusi con città fantasma degne di terre di confine.
Difficile proprio per queste ragioni non intravedere nel protagonista della pellicola, interpretato dall’esordiente Giovanni Capovilla, una forte similitudine con lo stesso regista, che a fine anni’70 decise di fuggire proprio queste terre per iniziare la sua carriera, prima di studente e poi di regista. La leggerezza con la quale Mazzacurati dipinge personaggi e stereotipi di questo piccolo centro abitato, cui aggiunge la figura più scafata, esperta, cittadina di Bencivenga, interpretato da Fabrizio Bentivoglio in un cameo di poche riprese, giornalista affermato cui Giovanni si rivolge per poter iniziare a lavorare nel mondo della carta stampata; si mischiano in un concentrato di commedia all’italiana che a metà del film vira, improvvisamente, verso un’ambientazione poliziesca e a una morale finale che condanna i preconcetti cui spesso ci si abbandona per dare volto a colpevoli trovati in chi è “diverso” dalla massa, in tal caso il meccanico Tunisino, che viene frettolosamente incarcerato senza fare troppi complimenti.

Una sceneggiatura solida e un manipolo di ottimi caratteristi, quasi tutti alle prime armi, fatta eccezione per il Giuseppe Battiston - Tabaccaio e il Natalino Balasso - Operaio Telecom. Completano un film che sottolinea come il cinema italico stia riprendendo a sussultare e che anzi, forse, non fosse ancora deceduto. Una pellicola quindi sia sul giornalismo; “la giusta distanza“ è la prima delle regole da seguire per evitare di farsi coinvolgere dagli avvenimenti di cui si scrivere. E su quella moltitudine di persone che popolano la nostra penisola; oltre che su quella miriade di preconcetti che ancora oggi ci attraversano in lungo e in largo senza darci tregua.

 
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