|
La Papessa
Titolo originale: Die Päpstin
Germania, Gran Bretagna, Italia, Spagna: 2009. Regia di: Sönke Wortmann
Genere: Drammatico
Durata: 107'
Interpreti: Johanna Wokalek, David Wenham, John Goodman, Iain Glen, Anatole Taubman, Jördis Triebel, Gerald Alexander Held, Edward Petherbridge, Lotte Flack, Tigerlily Hutchinson, Oliver Cotton, Nicholas Woodeson, Suzanne Bertish, Richard van Weyden, Branko Tomovic, Lenn Kudrjawizki Titolo originale Die Päpstin
Sito web ufficiale: www.die-paepstin.de
Sito web italiano:
Nelle sale
dal: 04/06/2010
Voto: 5,5
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Fittizio
Scarica
il Pressbook del film
La Papessa su Facebook
Maliziosa provocazione e discutibile dissertazione su un presunto fatto storico,”La Papessa” del regista Sonke Wortmann,film ispirato al romanzo della scrittrice americana Donna Woolfolk Cross,raccoglie,come la sua fonte letteraria,frammenti di voci di una tradizione popolare per narrare una vicenda costruita in una dimensione fantastica della Chiesa di Roma.
Nell’etere dissacratorio fra leggenda e tradizione,il film narra la vita di Johanna (Johanna Wokalek,”Baader Meinhof”),figlia di un pastore di Ingelheim,un villaggio della Franconia dei primi anni del IX secolo,padre padrone poco disposto ad accettare la nascita di una figlia anziché un erede maschio.
Ma la fanciulla,nonostante l’ambiente avverso e i divieti del padre,si dimostra in possesso di una notevole intelligenza, un’insaziabile sete di conoscenza e di un irrefrenabile anelito ad un rapporto con il Divino,tanto da attirare l’attenzione del vescovo della comunità,che la introduce alla vita monastica.
Diventata adulta,Johanna conosce il conte Gerold (David Wenham,”Il signore degli anelli”),dal quale viene adottata ed amata con sincero ed innocente sentimento.
La guerra contro i popoli che premono dal nord allontana i due e Johanna capisce che il suo desiderio è quello di consacrarsi all’amore per Dio e il prossimo. Entrata in un convento e travestitasi da uomo per potervi rimanere,la donna prosegue i suoi studi,facendosi notare al punto di ritrovarsi a Roma come medico e confidente del papa Sergio II (un improbabile John Goodman con mimiche e movenze di Peter Ustinov e Charles Laughton),alla morte del quale viene eletta al trono pontificio con il nome di Johanna Anglicus.
Forte ventata ecumenica di femminismo antelitteram, che segue l’impegno sociale di Rachel Weisz alle prese con l’insidia cristiana alla cultura ellenistica e l’ascesa al trono d’Inghilterra della Blanchett come regina vergine.
Affresco a tinte fosche e luci spente,come nelle intenzioni più proverbiali dell’iconografia medievale,nel quale l’oscurità storiografica è tradotta tra le righe di una satira antipapale negli affettati termini di un’ambientazione pesantemente allegorica posta sullo sfondo di una narrazione troppo lunga e lenta dal suo incipit allo sbrigativo epilogo.
Gli eccessi fanno festa in questo film,che pare un ampolloso esercizio di stile ridondante di stereotipi,dalle sottili metafore anticlericali alle immagini di una violenza tanto forzata quanto artificiosa,come le teste spiccate dai corpi alla pari di tranci di fantasia strappati alla Storia.
Con molta ambizione ma poca empatia,la narrazione sposa il ritratto di una donna contro il suo tempo,ma del quale assorbe i fermenti,la corrente di emancipazione estranea alla sua epoca,dalla quale trae la protervia con la quale la protagonista riesce a imporsi in una società che limita lo slancio delle sue aspirazioni.
Ma la visione d’insieme coglie il fallimento di un senso armonico del racconto e la storia non fonde l’elemento umano con l’ambiente,facendone due realtà disincarnate.
Resta una cronaca dal passo pesante e pomposo in bilico tra poca Historia e molta fantasia,in un’accademica analisi storiografica filtrata da una eccedenza di polemica anticlericale e che più che più che una narrazione di costume,suggerisce i tratti stampati di una banale e prevedibile opus popularis.
|
Commenti