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La ragazza con l'orecchino di perla
Titolo originale: The girl with a pearl earring
Gran Bretagna, Lussemburgo: 2003. Regia di: Peter Webber Genere: Drammatico Durata: 95'
Interpreti:
Scarlett Johansson, Colin Firth, Cillian Murphy
Sito web: www.mikado.it/laragazzaconlorecchinodiperla
Nelle sale dal: 20/02/2004
Voto: 8
Trailer
Recensione di: Samuele Pasquino
Olanda, 1665. La giovane Griet (Scarlett Johansson) viene mandata a servizio in casa del grande pittore Vermeer (Colin Firth).
L'artista si accorge presto che la ragazza ha un'innata predisposizione all'arte e la ritrae in un dipinto che diverrà un'icona della pittura fiamminga.
Il cinema ha saputo dimostrare nel corso della sua storia una straordinaria duttilità nel trattare soggetti diversi e generi diametralmente distanti l'uno dall'altro.
'eclettismo come prima manifestazione di estetica variegata si esprime in tutto il suo vigore in un esempio di delicata interpretazione scenica, qual è "La ragazza con l'orecchino di perla". In questo film di rara bellezza, il cineasta Peter Webber gioca con taluni stilemi adattabili all'iconografia seicentesca, epoca nella quale la vicenda si colloca.
Egli perviene ad una magistrale abilità nel descrivere le cose e gli sfondi da esse composti, concentrandosi maggiormente sui soggetti e le loro espressioni. Spicca immediatamente il pallore delle donne, tratto caratteristico che denota un'algida apparenza, vanto all'epoca soprattutto delle dame d'alto rango.
La protagonista Griet fa parte di quella classe plebea relegata a servitù in una società impietosa: nella scena iniziale vediamo la ragazza cucinare una moltitudine di verdure nella sua umile dimora, prima di essere mandata a servizio per ragioni economiche.
La madre la congeda avvertendola che ella mangerà cibo alla quale non è abituata e le chiede di non apprendere gli usi cristiani ai quali sarà costretta ad assistere.
Si evince, quindi, un primo motivo di contrasto, legato prettamente a motivi religiosi. Man mano che ci si addentra nella vicenda troviamo una Griet sempre più smarrita e riverente nei confronti della ricca famiglia che serve, in più nascono inevitabilmente dei piccoli screzi dovuti alla differenza di classe che coinvolgono la moglie di Vermeer e il figlio adolescente.
Come detto prima, Webber focalizza l'attenzione sulla descrizione delle cose, scegliendo come luogo privilegiato della sua indagine visiva lo studio del pittore. Vermeer viene introdotto nella storia molto timidamente, originando misteri e inconsuetudini legati al suo atteggiamento.
Egli è un artista chiuso in se stesso, intento a dipingere seguendo la sua ispirazione e le esigenze di un mecenate ambizioso. Si parla di arte, assistiamo perciò a tutti i riti che la compongono: Vermeer e Grit compaiono in una scena mentre preparano i colori, mostrando dimestichezza nell'uso di utensili artigianali.
L'intera fotografia del film si basa su un interessante scelta cromatica che accentua l'aura artistica della quale la storia si ammanta. Perfino le inquadrature sono meticolosamente studiate da Webber in modo tale che esse sembrino praticamente dipinti viventi, il chè presuppone una precisa collocazione degli elementi profilmici entro la virtuale cornice della cinepresa.
Osservando proprio talune inquadrature si potrà anche notare il fatto che il regista eviti la centralità delle figure, permettendo un approccio più intrigante e visivamente più ordinato, peraltro maggiormente inventivo e fuori dagli schemi.
Lo stile barocco viene colto anche nell'ottima ricostruzione storica della città olandese, polivalente a livello architettonico.
Scarlett Johansson e Colin Firth offrono delle interpretazioni inaspettatamente accattivanti, fornendo la giusta energia ai loro personaggi, tra i quali si instaura un rapporto quasi evanescente, fatto di sguardi intensi e gesti ponderati che rivelano infine un amore platonico che tale sembra destinato a restare.
In ultima analisi occorre menzionare la gestione degli effetti sonori, perfetti perchè in sintonia con la delicatezza espressa da questo affresco storico ed insieme artistico, drammatico ma soprattutto romantico.
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