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Malèna
Titolo originale: Malèna
Italia: 2000. Regia di: Giuseppe Tornatore Genere: Drammatico Durata: 115'
Interpreti: Monica Bellucci, Luciano Federico, Gilberto Idonea
Sito web:
Nelle sale dal: 27/10/2000
Voto: 8
Trailer
Recensione di: Samuele Pasquino
Anni ‘40. In un paesino della Sicilia l’adolescente Renato (Luciano Federico) si innamora della donna più bella del posto, la giovane Malena (Monica Bellucci).
Il ragazzino assiste alle corti degli altri uomini e cerca in qualche modo di proteggerla dalle gelosie delle compaesane, immaginando allo stesso tempo di vivere storie e fantasie erotiche con lei.
La sapiente regia di Tornatore si fa sentire in uno dei più begli affreschi storico sociali sull’Italia fascista. Dopo il glorioso e commovente “Nuovo Cinema Paradiso” e il significativo "L'uomo delle stelle", il cineasta vuole ancora sorprendere elaborando una parabola esistenziale che indaga nelle fantasie dell’adolescenza, concentrandosi su un ragazzino che vive l’epoca del Duce interessandosi unicamente ad una donna talmente bella da agitare e mettere in fermento un intero paese siciliano. L’argomento trattato ha ovviamente dei precedenti degni, ma lo stile di Tornatore è qualcosa di inconfondibile, tale da rendere originale qualunque lavoro di passata ispirazione. Ebbene, delineato con precisione il personaggio di Renato, il regista mette in scena con sfavillante predisposizione la ninfa Malena e su di lei indugia con la cinepresa, insistente scrutatrice dei lati più intimi e nascosti, prodiga di dettagli fisici e prospettive studiate.
Il film si basa in larga parte su soggettive intere o parziali che forniscono allo spettatore il punto di vista dell’adolescente, ebbro d’amore nel pieno della sua pubertà. Sarebbe azzardato definire il lavoro di Tornatore puramente erotico, certo è che la componente risulta forte ed in qualche modo persino predominante, ma il lato drammatico della vicenda echeggia impostando il film su livelli sottilmente teatrali, adottando un sistema di inquadrature efficaci e limpide.
Tornatore è un autentico maestro nel predisporre le scenografie, dimostrando decisione ed autorevolezza anche nella scrittura attenta di una sceneggiatura che non trascura nessun elemento. Inoltre, è palese il proposito di consegnare alla memoria scene di un certo impatto visivo nonchè soprattutto emotivo, facendo dell’amarcord una piacevole rilettura di ricordi ed abitudini che accomunano coloro che hanno vissuto l’epoca in questione.
Nella storia del paese influisce senza dubbio la dittatura fascista, tuttavia il regista non lo fa pesare e va costituendo un apparato profilmico che esula dal drammatismo di natura politica e ideologica.
Ecco, quindi, il libero sfogo dell’immaginazione da parte del ragazzo, nonostante le allora bigotte consuetudini del luogo che egli elude con una certa soddisfazione.
Il ragazzo sboccia sessualmente grazie alle fantasie createsi per la donna Malena, letteralmente divinizzata da Renato attraverso una serie di iconografiche proiezioni oniriche e fantastiche, elaborate in bianco e nero per romanzarle al meglio e ottimizzare la resa di uno stato d’animo vivace ed eccitato. Per fare esempi lampanti, assistiamo agli inseguimenti di Renato in bicicletta nel tentativo di approcciare un incontro con la bella donna, oppure immaginarsi attore di un film con lei ed affermarsi suo rassicurante compagno. Renato stimola le sue inquietudini adolescenziali osservando di nascosto la donna attraverso uno spioncino improvvisato dopo essersi arrampicato su un albero vicino a casa di Malena.
Tornatore valorizza al massimo la sensualità di Monica Bellucci, la cui bellezza è qui messa a pieno servizio, riuscendo perfettamente a risultare potente a livello erotico per via di scene audaci ma molto sensuali, sfoderando nudi d’autore e sguardi eleganti.
La scena del succo di limone sul corpo lascia sicuramente il segno con stile impeccabile e professionalità da parte di un grandissimo cineasta.
E’ curioso poi notare lo scorcio sociale venutosi a delineare intorno alla coppia di platonici amanti, un clima di gelosie e crudeli dicerie che si aggiungono impietose alla calda aria dell’isola.
Concludendo con un elogio all’interpretazione di tutti gli attori, “Malena” entra a buon diritto tra i film che hanno fatto la storia di un cinema italiano forte e coscienzioso, perfetto nella sua struttura, elegante nello stile, estroso e sapiente nei suoi contenuti.
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