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Maria Antonietta PDF Stampa E-mail
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Scritto da Francesco Bassi   
domenica 21 gennaio 2007

Maria Antonietta
USA: 2006. Regia di: Sofia Coppola Genere: Drammatico Durata: 123'
Interpreti:Kirsten Dunst, Jason Schwartzman, Rip Torn, Judy Davis, Asia Argento, Marianne Faithfull, Aurore Clément Recensione di: Lietta Tornabuoni
Recensione di: Francesco Bassi

mariantonietta.jpgMaria Antonietta di Sofia Coppola, in concorso con Kirsten Dunst nella parte della regina di Francia morta sulla ghigliottina nel 1793 a 37 anni, non è venuto molto bene, per varie ragioni. Il personaggio, sempre glamour, che può essere visto come positivo o negativo, nel film sta a metà fra un'immagine e l'altra. Dice la regista d'aver voluto raccontare il percorso di una ragazza come tante, ma la sua eroina, figlia d'imperatore, moglie di re, è diversa da tutte. Fra tante regine, Maria Antonietta ha grande pathos per il modo in cui morì (la Rivoluzione, la fuga a Varenne, la prigionia al Temple e alla Conciergerie, il processo, gli ultimi attimi, la ghigliottina): ma il film termina con la coppia regale che scappa da palazzo dall'uscita di servizio. Si descrive la sorpresa, l'imbarazzo, il disagio di Maria Antonietta alla corte di Francia: ma, anche se la corte imperiale di Vienna era meno pomposa, più semplice e familiare di quella francese, sempre una corte era, Maria Antonietta non veniva dalla campagna.
La parziale biografia, ispirata al libro di Antonia Fraser, della regina «rock e rococo» comincia con l'arrivo di lei in Francia, nel 1770, a 14 anni, per sposare il futuro re Luigi XVI che aveva 15 anni. II loro matrimonio non venne consumato per sette anni; poi il re si curò del disturbo genitale di cui soffriva e la coppia regale ebbe tre figli, una femmina e due maschi (uno dei quali morto piccolo). Non ebbe un vero amore, che il re riservava a Madame DuBarry. A corte la regina cercò di vincere la noia con gli uomini (lo svedese conte Fersen fu il suo amante più noto), con le feste, i gioielli, le esibizioni teatrali di canto,i vestiti, i fuochi artificiali, il lusso. Nel 1796 a Parigi la chiamavano Madame Deficit, l'accusavano di spendere enormemente; poi arrivò la rivoluzione.
Lo schermo nero che separa le diverse parti dei film a sostituire le ellissi, e il rock degli 80 usato nella colonna sonora mescolato alla musica e ai minuetti di Jean-Philippe Rameau sembrano più una trovatina che una idea. Francis Ford Coppola, produttore esecutivo e padre della regista, ha guidato la folla delle comparse. Versailles è bellissima e adoperata bene, la Dunst è perfetta. Ma l'occasione, peccato, è mancata.

 
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