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Onora il padre e la madre PDF Stampa E-mail
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Scritto da Piergiorgio Ravasio   
mercoledì 12 marzo 2008

Onora il padre e la madre
Titolo originale: Before the devil knows you're dead
USA: 2007 Regia di: Sidney Lumet Genere: Drammatico Durata: 123'
Interpreti: Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke, Albert Finney, Marisa Tomei, Alex Emanuel, Jack Fitz, Guy A. Fortt, Edwin Freeman, Natalie Gold, Sakina Jaffrey, Sarah Livingston
Sito web: www.7h58cesamedila-lefilm.com
Nelle sale dal: 14/03/2008
Voto: 7
Recensione di: Piergiorgio Ravasio

aunpassodaldiavolo_leggero.jpgRifacendosi a un detto irlandese “é meglio arrivare in paradiso mezz’ora prima che il diavolo si accorga che siamo morti” (si noti il titolo originale del film), con alle spalle una grande e impegnata esperienza nel mondo del cinema, Sidney Lumet dirige questo avvincente dramma carico di suspence la cui trama ruota attorno a una famiglia che deve affrontare il peggiore dei nemici: se stessa. Da sempre affascinato dalle storie che ruotano attorno ad un nucleo familiare atipico o sotto pressione, la mente che ha dato luce a classici come “Quinto potere” e “Serpico” passa ora ad affrontare, con uno sguardo maturo, il lato più inquietante e sinistro della natura umana.
Presentato fuori concorso qualche mese fa all’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma, la vicenda ruota attorno ad una coppia di fratelli che decide di rapinare una gioielleria della città. L’anello debole di questo piano, magistralmente orchestrato, sta nel fatto che i proprietari della gioielleria in questione sono i genitori dei due fratelli, cosicché, quando il piano, apparentemente perfetto, va storto, non tarderanno a bussare alla loro porta le disastrose conseguenze.
Abituato a lavorare con i maggiori talenti del settore (Marlon Brando, Paul Newman, Ingrid Bergman, Al Pacino, Sean Connery, Faye Dunaway, William Holden), pensando ad un possibile cast che potesse reggere la prova di impersonare certi ruoli, Lumet ha subito ritenuto di inserire in cima alla lista il nome del Premio Oscar Philip Seymour Hoffman, uno dei maggiori talenti nell’America odierna.
Da tutti ricordato per l’interpretazione in “Truman Capote: a sangue freddo”, qui veste i panni di Andy, l’intemperante broker fuori controllo che trascina il giovane fratello Hank (Ethan Hawke, “Training day” e “Prima del tramonto”) nel disonesto e difficile complotto.
Noir classico di grande vigore, come nella tradizione di “Quel pomeriggio di un giorno da cani” dello stesso Lumet, “Onora il padre e la madre” è un film freddo e saturo di tensione che ci insegna come spesso bisogna temere molto di più le persone che ci stanno accanto.
Con la classica tecnica del flashback, un montaggio non lineare e una struttura del film a capitoli, il regista – che nella vita ha collezionato più di 50 candidature ai Premi Oscar – tratteggia il ritratto di una famiglia che deve affrontare la sua prova più difficile, il confronto con se stessa, uscendone distrutta.
I toni della storia, decisamente calzanti, fanno emergere senza nessun preavviso un susseguirsi di fatti inaspettati dove, in ogni situazione che si verifica, i personaggi della storia tendono a compiere la peggiore delle azioni possibili, attuando comportamenti agghiaccianti, detestabili ed estremi.
In questo risiede l’originalità dei personaggi: che non sono mai di tipo eroico – familiare, bensì sgradevoli e addirittura disprezzabili; dove ogni situazione è concepita per portar fuori la parte peggiore di ognuno dei singoli membri della famiglia.
Tracciato con grande abilità registica e penetrando profondamente  nella psicologia dei vari personaggi, connotati da un’estrema indole negativa, il film arriva a dimostrare l’annullamento totale dei valori familiari.
Oltre ai due fratelli che mettono in atto questo tremendo misfatto, pensando di uscirne illesi e puliti, la pellicola recluta anche altri grandi attori del calibro di Marisa Tomei (che interpreta la moglie di Hoffman) e Albert Finney, nel ruolo del capofamiglia che crede nella giustizia, noncurante del fatto che i colpevoli si nascondano tra le stesse mura domestiche.
Nonostante tutta la sua follia e intensità, il film ha in sé una grande verità e quindi risulta molto credibile.
Da quanto vediamo quotidianamente succedere accanto a noi, la dissoluzione della famiglia è un fenomeno in continua espansione: il mondo è pieno di famiglie pazze e fuori dagli schemi, dove l’astio domina tra gli stessi membri della famiglia, dove fratelli sono contro fratelli e padri contro figli.
Purtroppo è la drammatica situazione odierna di una società pronta ad indebitarsi per sopravvivere, dove tutti sono alla ricerca della sicurezza economica. Sono i desideri comuni: quelli dell’avidità che tutto giustifica, compresa la violenza che ne scaturisce.
E ciò anche se i mezzi usati per attuarli si scontrano con una morale che alla fine non perdona mai nessuno e porta sempre a tristi ma giuste conseguenze; come quella della scena finale: drammatica, agghiacciante e sconvolgente che impressiona e scuote lo spettatore per la sua
crudeltà. D’altronde … la verità prima o poi viene a galla.

 
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