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Revolutionary Road
Titolo originale: Revolutionary Road
USA, Regno Unito: 2008. Regia di: Sam Mendes Genere: Drammatico Durata: 119'
Interpreti: Leonardo DiCaprio, Kate Winslet, Kathy Bates, Kathryn Hahn,
Michael Shannon, Zoe Kazan, Ryan Simpkins, Ty Simpkins, Kristen Connolly
Sito web: www.revolutionaryroadmovie.com
Nelle sale dal: 30/01/2009
Voto: 7,5
Trailer
Recensione di: Samuele Pasquino
Revolutionary Hill, Anni Cinquanta. Frank (Leonardo Di Caprio) e April Wheeler (Kate Winslet) sono una giovane coppia apparentemente felice, ma in verità all'inizio di una profonda crisi.
Entrambi sono scontenti di quello che fanno, lui ha un lavoro che detesta e lei non si sente affatto realizzata come donna, nonostante una bella casa e due figli.
La coppia va incontro a numerosi quanto furiosi litigi, fino a quando decidono di trasferirsi a Parigi. L'idea porta un po' di serenità, ma un'allettante promozione esorta Frank a rimanere. Tra tradimenti e frustrazioni, i due crolleranno sotto il peso di una vita piena di delusioni ed arriveranno ad odiarsi.
La coppia DiCaprio Winslet si ritrova dopo il successo di "Titanic", riunita per un dramma che vede i due attori ormai artisticamente maturi e lontani dall'ingenuità di un tempo.
Sam Mendes porta sullo schermo la vicenda di una famiglia che reca in sè ed inconsapevolmente un'amara sorte, dettata dall'insoddisfazione e dal rimpianto. Quella di Frank ed April è una storia d'amore destinata a naufragare, ma le modalità con le quali ciò avviene si rivelano sconvolgenti e piene di dolore. In un'altalenanza di fatti ambigui e periodi letteralmente seviziati da false tregue e furiose scenate ai limiti della follia, emerge un interrogativo, il perchè di una crisi così tragicamente dirompente.
Mendes evita le lunghe attese e una suspence inappropriata per rispondere al dubbio e affrontare prontamente la volubilità dello spettatore, facendolo con un montaggio riflessivo che non vuol salvare le apparenze.
Come in "American beauty", l'occhio attento del cineasta sceglie e si sofferma sulla middle class americana, che per antonomasia non può essere perfetta ma nemmeno troppo umile, si potrebbe parlare a buon diritto di un'esistenza protesa verso una condotta senza infamia e senza lode.
Come nel precedente capolavoro di Mendes, che si presta a vari e scontati parallelismi con questa nuova storia, accade che la frustrazione prenda il sopravvento in seguito al grave fallimento di un proposito o di un sogno, tristemente concepiti per rimanere tali.
Ma la grande similitudine cinematografica non finisce qua: Mendes è avvezzo a titoli significativi che si prestano a molteplici interpretazioni. Ecco che in "Road to Perdition" c'è un padre che vuole salvare il proprio figlio dalla "perdizione" conducendolo a Perdition, cittadina ultima del loro viaggio on the road; una parola, un paradosso, due significati, ed è ciò che succede anche in "Revolutionary Road", la strada dove abitano i giovani coniugi, omonima di un destino controverso teso alla tragica rivoluzione. Sulle note di una colonna sonora eseguita da Thomas Newman, il quale non si discosta molto dall'opera che accompagnava Tom Hanks lungo le strade dei gangsters, avviene un dramma che presuppone violente e inaspettate conseguenze, pronte a travolgere un frammento di felicità.
Le plateali sfuriate di Frank e le remissive espressioni angoscianti di April si consumano in un ambiente saturo di normalità, avvolto dalle convenzioni di una società in pieno sviluppo economico, trafitta dall'ipocrisia del conformismo, riluttante allo spirito intraprendente e sognatore dei due protagonisti.
Indubbiamente un gran bel film, che non pretende di mostrare originalità, poichè quel che appare resta fondamentalmente intuibile e mai banale, approda allo sconcerto e alla consapevolezza che le certezze talvolta possono crollare per colpa di un rancore serbato per troppo tempo.
La storia di Frank ed April è al giorno d'oggi un dramma probabile che deve far riflettere sulla vita e i suoi reali aspetti.
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