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Segreti di famiglia PDF Stampa E-mail
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Scritto da Roberto Fedeli   
lunedì 23 novembre 2009

Segreti di famiglia
Titolo originale: Tetro
U.S.A., Argentina, Italia, Spagna: 2009 Regia di: Francis Ford Coppola Genere: Drammatico Durata: 127'
Interpreti: Vincent Gallo, Maribel Verdú, Alden Ehrenreich, Klaus Maria Brandauer, Carmen Maura, Rodrigo de la Serna, Leticia Brédice, Mike Amigorena, Sofía Castiglione, Francesca De Sapio
Sito web: www.tetro.com
Nelle sale dal: 20/11/2009
Voto: 8
Trailer
Recensione di: Roberto Fedeli
L'aggettivo ideale: Simmetrico

Segreti di famigliaPreferirebbe essere ricordato per i nipoti, piuttosto che per “Apocalipse now” ed “Il Padrino”; vorrebbe vedere più storie e meno effetti speciali nel cinema del nuovo millennio; ama alla follia Fellini,Rossellini,Antonioni e Francesco Rosi.
Questo è Francis Ford Coppola, l’antidivo per eccellenza, che torna ad incantare con il bianco e nero di questo dramma “bergmaniano”.

Il diciottenne Benjamin si reca a Buenos Aires alla ricerca del fratello scrittore Angelo ( che ormai si fa chiamare Tetro), fuggito di casa molto tempo prima. La “queste” del ragazzo è ben più ampia di quello che appare, in quanto mira a rintracciare delle risposte esistenziali, atte a chiarirli un  passato ben poco chiaro. Coppola adopera una focalizzazione interna che coinvolge lo spettatore nella scoperta graduale dell’enigma che lega Benjamin con l’apparente fratello Tetro.

La pellicola si avvale di due piani temporali: il presente ed il passato. Il futuro non può esistere per Tetro, in quanto la sua stessa opera letteraria (per la cui realizzazione è fuggito di casa)non è mai stata pubblicata, perché priva di finale. Il protagonista mira piuttosto a cancellare le tracce di un passato che incombe prepotentemente: la foto della madre deceduta viene tenuta nascosta in un cassetto, il suo scritto è riposto in una valigia.
Questo film mostra un presente debole e bugiardo ed un rimosso imploso nella persona oscura del protagonista.
Egli non svela di essere il papà di Benjamin neppure alla donna che ama e mente ripetutamente al figlio sulla morte della madre: ella è deceduta in un incidente stradale, mentre al volante si trovava proprio l’adolescente Tetro.
Il nome stesso del protagonista è un’etichetta fittizia, che il cupo Vincent Gallo si è attribuito dopo la fuga dalla propria famiglia. L’amore del protagonista verso il figlio è testimoniato soltanto da una lettera in possesso di Benjamin,  nella quale c’è scritto che Tetro un giorno tornerà a riprendersi l’amato ragazzo.
Oltre al mero materiale cartaceo, solo alcuni film visti assieme tanto tempo addietro, legano le due anime tratteggiate con cura da Francis Ford Coppola. La dicotomia fascinazione\fastidio verso le fonti luminose, mostrata fin dal primissimo piano iniziale del protagonista che guarda la falena sulla lampada, unisce il figlio al padre nella scena finale, quando Benjamin resta accecato dai fari delle automobili. Il rapporto genitore\ figliolo si espleta al meglio quando nel finale, l’odio di Tetro verso il padre, trapassa nella collera che Benjamin impiega nel bruciare l’immagine del nonno.
La struttura narrativa è continuamente intervallata da flashback, veicolati quasi sempre dalla lettura delle righe dell’opera scritta dal giovane Tetro. Grazie a tale procedimento prettamente noir, assistiamo alla nascita dell’amore tra lui e Miranda in manicomio, alle reiterate prepotenze del padre, famoso direttore d’orchestra, che arriva ad impossessarsi della sua fidanzata( madre di Benjamin). Il film quindi rinuncia alla linearità, senza però suscitare straniamento nello spettatore, continuamente indirizzato dalla potenza visiva dei numerosi simboli semantici presenti.
E’ una struttura a scatole cinesi che tende a celare il vero significato, attraverso numerosi significanti errati e svianti.

Tutto quello che vediamo nel film è doppio. I flashback, scaturiti dalla lettura dell’opera di Tetro, mostrano il difficile rapporto tra il padre Carlo ed il figlio e la rivalità tra i due fratelli; nel presente Benjamin cerca il fratello fuggito di casa, per poi trovarsi al cospetto del vero padre. Entrambi i padri della storia (quello del flashback e quello del presente) sono artisticamente superiori al rispettivo figlio: Carlo dice al figlio che in famiglia può essere presente un solo genio e Tetro si mostra riluttante alla brama di scrivere di Benjamin.Anche la fuga lega indissolubilmente il percorso dei due protagonisti: Tetro è fuggito da un padre atarassico e Benjamin fugge dalla sua nave, per ritrovare il fratello perduto.
Perfino l’amore si presenta come un elemento duale: Tetro ama la sua compagna Miranda, ma ha amato in passato un’altra donna (la vera madre di Benjamin); anche Benjamin ha perso la madre e alla fine trova in Miranda l’affetto materno che non ha mai conosciuto. Il bianco e nero lascia il posto a delle tinte rosse molto intense, quando ci si avvicina lentamente alla soluzione dell’enigma. Di grande impatto è il montaggio parallelo del veicolo che investe Benjamin ed il flashback a colori dell’incidente stradale in cui morì la madre di Tetro.

Nessuna immagine artefatta, nessuna musica corroborante; solo del vero cinema d’autore.

 
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