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Senza amore
Titolo originale: Senza amore
Italia: 2007 Regia di: Renato Giordano Genere: Drammatico Durata: 105'
Interpreti: Lidia Vitale, Francesco De Vito, Eleonora Neri, Fausto Verginelli, Giacomo Furia, Marco Cacciapuoti, Carlo Alberto Verusio, Luca Pizzurro, Renato Giordano
Sito web:
Nelle sale dal: 27/11/2009
Voto: 5
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Spoglio
Il regista e attore Renato Giordano porta sul grande schermo una storia cruda e drammaticamente vera. Dopo aver appreso i fatti ne è rimasto talmente colpito da spingerlo a raccontare una verità, cui sempre più spesso i mass media ci abituano a sentire distrattamente, come se non ci riguardasse tutti da vicino. Chiudere gli occhi e le orecchie davanti una richiesta d’aiuto sincera è l’atto più meschino che si possa perpretare, negare una richiesta d’aiuto che provenga da un bambino puro e innocente che bisognerebbe proteggere è ancor più miserabile, qualsiasi fosse la condizione disagiata nella quale ci si trova.
Luigi è un bambino pieno di energie e vive con la mamma in un piccolo centro del Sud. Gli altri fratelli e sorelle sono sposati e vivono per conto loro. Luigi non ha padre, non è battezzato e la situazione economica in famiglia non è delle più rosee. Il vigile del paese, Angelo, fa volontariato nella sua scuola e avendolo notato cerca di aiutarlo esonerando la madre dal pagare la mensa scolastica e facendogli piccoli regali, cioccolata o gelati. Dietro questo affetto, che esternamente sembrerebbe paterno (l’uomo è sposato e ha due bambini), si cela però un pedofilo. Luigi cerca più volte di parlarne con la madre, e le chiede esplicitamente aiuto, la donna prende subito le distanze prima affermando che sono invenzioni, poi assecondando il vigile. In cambio del denaro che Angelo le offre, la madre consegna suo figlio letteralmente nel sue mani.
Gli incontri saranno interrotti definitivamente solo grazie a Gaetano, il cognato di Luigi, che un giorno entrato in casa sorprende il vigile in atti impropri col minore. Luigi si fa grande, coltivando un odio profondo per la madre. Decide di seguire la sua insegnante di danza a Roma, lì conoscerà una realtà ancora più amplificata negativamente, ma anche dei veri amici.
Il soggetto del film è molto interessante, raccontato con sincerità, il regista utilizza degli espedienti tecnici nel mostrare gli incontri tra Luigi e Angelo, la macchina da presa inquadra dall’alto la cittadina, i tetti delle case, i prati e la natura del circondario, come se la mente del bambino chiudesse un’interruttore e volasse in alto, al di sopra di tutto ciò che lo fa stare male, sottolineando come questi si estraniasse in quei momenti dalla realtà amara che stava vivendo.
Renato Giordano mostra l’incoscienza di una madre, l’assoluta mancanza di amore per il suo bambino, che cresce da solo senza il suo aiuto e il suo affetto, insegnandogli un mestiere, come afferma Luigi in una scena, che, in mancanza d’altro, lo farà andare avanti.
È una madre che vende il suo bambino, e di queste realtà, anche se in forme diverse, ce ne sono fin troppe.
Il titolo del film si riferisce alla mancanza d’amore che il bambino patisce durante il periodo più importante della sua vita, quello di quando si è piccoli e l’unica cosa che si vorrebbe è essere amati da chi ti mette al mondo.
Nella seconda parte viene mostrata una situazione oggettiva molto più ampia che una città vive, ma anche persone che si preoccupano del prossimo, e che per quanti difetti possano avere mai vorrebbero essere come il marcio che Luigi ha finora incontrato.
Gaetano è un uomo conosciuto in discoteca, inizialmente Luigi pensa che sia come tutti gli altri, che voglia il suo corpo, invece Gaetano lo accoglie in casa sua e del suo compagno e diventa pian piano un punto di riferimento e un affetto importante, al quale non era abituato. Sarà Gaetano a comprendere che, per andare avanti nella sua vita, Luigi dovrà riconciliarsi col suo passato.
Tutti i personaggi hanno uno spessore, il film racconta un tema sempre attuale e delicato, purtroppo ci si è persi dietro una carenza tecnica e una resa attoriale non all’atezza dei personaggi delineati, non c’è intensità nello sguardo e i primi piani sono spenti. Le emozioni e gli stati d’animo che gli attori avrebbero dovuto incarnare non sono palesati, tranne qualche eccezione.
Ciò non toglie che le intenzioni del regista siano buone.
Senza Amore dà voce a una storia vera e genuina, e se ci fosse stata una completezza di tutti gli altri elementi messi in causa, il film ne avrebbe guadagnato.
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