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The Be All and End All
Titolo originale: The Be All and End All
Regno Unito: 2009 Regia di: Bruce Webb Genere: Drammatico Durata: 95'
Interpreti: Eugene Byrne, Josh Bolt, Connor McIntyre, Catherine Rice, Liza Tarbuck, Neve McIntosh, Beverley Eve, Bryony Seth, Kate Henry, Paul J. Dove
Sito web:
Nelle sale dal: Roma 2009
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Roberto Fedeli
L'aggettivo ideale: Sufficiente
All’interno della sezione “Alice nella città”, il regista Bruce Webb ci proietta all’interno della realtà giovanile di Liverpool. Il giovane Robbie, affetto da una malattia mortale, non vuole morire senza aver prima consumato il primo (ed ultimo) rapporto sessuale.
Provvederà il suo amico Ziggy a condurlo verso una morte “più serena”.
La forte amicizia tra Robbie e Ziggy rappresenta il microcosmo del disagio sociale dei giovani contemporanei.
I dialoghi saturi di parole volgari, il mito imperante del sesso ed il topos della separazione familiare, fotografano al meglio una realtà culturale e sociale quanto mai attuale.
La prevalenza dei colori freddi e tetri, il delirante inizio psichedelico a base di alcol e l’invadenza della macchina a mano, sono tasselli indispensabili per questo mosaico filmico.
L’esorcizzazione della morte si arrischia, spingendo troppo il pedale su una facile ironia; infatti la commozione è strozzata continuamente dal riso amaro, che impera come un leitmotiv per l’intero arco del racconto. Il rito funebre è condensato in pochi attimi, al fine di spostare frettolosamente lo sguardo sulla riconciliazione finale, ridicolamente fiabesca, tra padre e figlio. Il mare, ancora una volta, si erge a metafora della piccola speranza, che resta solo a coloro i quali non sanno più sognare.
Peccato che in quest’opera di Webb, l’acqua marina non si tramuti in poesia come nel Kitano de “Il silenzio sul mare” ed il Truffaut de “I quattrocento colpi”.
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