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The body
Titolo originale: The body
Usa, Israele: 2000 Regia di: Jonas McCord Genere: Drammatico Durata: 109'
Interpreti: Antonio Banderas, Olivia Williams, John Shrapnel, Derek Jacobi, Jason Flemyng, John Wood
Sito web:
Nelle sale dal: 30/11/2001
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Samuele Pasquino
A Gerusalemme un’archeologa (Olivia Williams) trova in una tomba i resti di un uomo crocifisso duemila anni prima. In molti cominciano a credere che quelle ossa appartengano a Gesù Cristo. Il Vaticano, preoccupato per le possibili conseguenze della scoperta, invia sul luogo padre Gutierrez (Antonio Banderas) per far luce sul mistero.
Nel problematico dialogo socio politico fra il popolo israeliano e quello palestinese incidono notevolmente aspetti legati alla legittimità dell’esistenza, alla proprietà della terra e ovviamente alla religione.
Nel vero e proprio conflitto ideologico originatosi da tale situazione, il cinema non poteva esimersi dal fare la propria parte e Jonas McCord propone il suo film certamente con mano pesante. “The body” va a toccare le corde più sensibili di una diatriba secolare che interessa cristianesimo, ebraismo ed islamismo. In questo trittico, l’equilibrio è determinato dalla figura di Gesù Cristo, al centro della dottrina cristiana, discussa dalla religione ebraica che ancora attende un Messia, e ignorata da quella mussulmana, che si fonda su Maometto.
McCord rilegge il romanzo di Richard Sapir e lo enfatizza sul grande schermo, mettendo in scena le fasi del ritrovamento di un corpo in una tomba e supponendo che si possa trattare del Cristo.
Si seguono così le evoluzioni della scoperta, si cerca di far luce sulla verità e a tal proposito risulta inevitabile il sorgere di una dicotomia ovvia e di per sé irrisolvibile: il conflitto fra scienza e fede.
Nella storia l’archeologa Sharon si ritrova a dibattere in toni accesi con un esponente della Chiesa cristiana, padre Gutierrez. Entrambi sono dotati di un forte senso di responsabilità, padroni della propria ragione e obbiettivi riguardo alla vicenda da risolvere. Tuttavia, ad un certo punto, i rispettivi passati drammatici rischiano di determinare eccessivi dubbi e ripensamenti, influendo sulla lucidità di giudizio e sull’integrità dei reciproci credo.
“Può quel corpo realmente appartenere a Gesù?” costituisce una domanda affascinante ma terribile, in grado di sovvertire situazioni concatenate e mettere in crisi l’intera dottrina cristiana, basata sul dogma della resurrezione. Ammettere l’esistenza del corpo di Cristo presuppone una resurrectio mai avvenuta in senso fisico, comprendendo che il cristianesimo fonda la sua storia religiosa sull’ascesa trascendentale di corpo e anima.
Il dubbio si insinua in padre Gutierrez e annienta letteralmente padre Lavell, distrutto dalla precarietà della sua fede, dovuta agli sviluppi della scoperta. Non è un caso che ci si trovi a Gerusalemme, dove i rabbini ebrei lottano per preservare il proprio credo a costo di diventare violenti e incauti nelle loro manifestazioni. McCord accentua logicamente l’aspetto politico, inscrivendo negli atteggiamenti delle autorità un interesse politico che travalica ogni dogma religioso.
La scoperta, a questo punto, diviene un fardello per Sharon, che si ritiene responsabile di aver inasprito ulteriormente il conflitto fra Israele e Palestina. “The body” è quindi un film forte, teso e avvincente, che carica il dubbio di significato, insieme a dialoghi francamente emozionanti per le parole espresse e le reazioni mostrate.
Risulta doveroso specificare che non si giunge ad una soluzione alla fine della storia, tuttavia alcune dichiarazioni fatte dai personaggi sembrano formulate in toni assolutistici, e questo sembra forse l’unico vero azzardo di una buona sceneggiatura che si propone di far riflettere.
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