HOME arrow Il Cinema Asiatico arrow Drammatico arrow The Fourth Portrait
Venerdì 22 Settembre 2017
Informativa sui Cookie
Per migliorare la tua navigazione su questo sito, utilizziamo cookies che ci permettono di riconoscerti. Scorrendo questo sito o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'utilizzo di cookies. Informativa
Cinemalia Menù
HOME
Recensioni Novità
Anteprime Gratuite
I film che usciranno
Recensioni film
Recensioni dvd
Gli Inediti
Cult Movie
Sorridi con noi
Prossimamente
Luoghi Comuni
Articoli Cinema
Cinema & Curiosità
Il Cinema Asiatico
Libri & Cinema
Collabora con noi
Contattaci
Staff
Feed Rss
News & Rumors
Serie Tv
Recensioni Blu Ray
Cerca in Cinemalia
Pubblicità
Anteprima TFF
Kimyona Sskasu - Uno strano circo (2005)
Noriko No Shokutako - Noriko's Dinner Table (2005)
Jisatsu Saakuru - Suicide Club (2002)
Tsumetai Nettaigyo - Pesce freddo (2010)
Ai No Mukidashi - Love Exposure (2008)
Chanto Tsutaeru - Be sure to share (2009)
Ekusute - Hair extension (2007)
Koi No Tsumi - Colpevole d'amore (2011)
Libri & Cinema
I quarantuno colpi
La ragazza dell’altra riva
Peep Show
Il Paradiso delle Signore
La passione del dubbio
Il fatale talento del signor Rong
Il labirinto degli spiriti
Il mestiere dello scrittore
Nero Dickens – Racconti del mistero di Charles Dickens
L'informatore
Via dalla pazza folla
Gli assalti alle panetterie
Bianca come la luna
Theodore Boone – Mistero in aula
Rashōmon
L’angelo della tempesta
Vento & Flipper
Guida cinica alla cellulite
I Sette Savi del Bosco di Bambù
Diario di Murasaki Shikibu
Moby Dick
Vita di un ragazzo di vita
Lost souls. Storie e miti del basket di strada
Grotesque
Il ventaglio di Lady Windermere
L'avvocato canaglia
La strana biblioteca
Radio Imagination
L’odore della notte
Theodore Boone – Il fuggitivo
Il gigante sepolto
Più gentile della solitudine
Prossimamente
The Fourth Portrait PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 7
ScarsoOttimo 
Scritto da Nicola Picchi   
lunedì 13 giugno 2011

The Fourth Portrait
Titolo originale: The Fourth Portrait
Taiwan: 2010  Regia di: Chung Mong-hong Genere: Drammatico Durata: 102'
Interpreti: Bi Xiao-hai, Leon Dai, Hao Lei, King Shih-chieh, Terri Kwan, Na Dow
Sito web:
Nelle sale dal: Inedito
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Nicola Picchi
L'aggettivo ideale: Estraniante
Presentato all'Asian Film Festival

The Fourth PortraitAll’improvvisa morte del padre, il piccolo Xiang si ritrova solo. Il custode della scuola lo prende in simpatia e lo tiene con sé finchè, avvertita dai servizi sociali, non si ripresenta la madre Chun-lan, la quale vive a Taiwan con un altro uomo.
L’inserimento di Xiang nella nuova famiglia non sarà facile, mentre sulla sua vita aleggia come un’ombra la misteriosa scomparsa, avvenuta anni prima, del fratello maggiore.

Se nel precedente “Parking” (2008) predominavano toni grotteschi, in “The Fourth Portrait” questi ultimi sono circoscritti ad alcune schegge isolate, eppure contribuiscono in misura sensibile a rendere più estraniante quella che, sulla carta, poteva restare una vicenda di aridità sentimentale e incomunicabilità alquanto convenzionale.
Distacco ed estraniamento sono infatti le armi usate dal taiwanese Chung Mong-hong per raffreddare quella che poteva essere materia da melodramma: un bambino abbandonato, una madre che si prostituisce nei locali notturni, un patrigno violento, un fratello scomparso. In filigrana, il tema dell’immigrazione dalla Cina continentale a Taiwan, presunto paradiso che non si rivela tale. E invece quello che ne vien fuori è tutt’altro.

Il primo ritratto, con tocco delicato e assieme patetico, è quello del padre, che Xiang disegna quando si trova senza avere a disposizione la fotografia necessaria per il servizio funebre, e da lì incomincia un apprendistato alla vita che, di ritratto in ritratto, conduce il bambino alla faticosa acquisizione di un’identità individuale. Quattro ritratti che, con segni nitidi, congelano quattro momenti di un’esistenza senza troppe prospettive.
Chung non segue gli stilemi del classico romanzo di formazione, dato che quello di Xiang è in realtà un movimento illusorio. Il bambino non evolve, i suoi rapporti con la madre e il patrigno non mutano, semplicemente arriva a riconoscersi. Attraverso il tratto della matita isola, definisce, cerca di attribuire un significato a un mondo fatto di povertà e violenza domestica, ma dove forse è possibile trovare amore, anche se non dove ci si aspettava di trovarlo, e qualcosa a cui appartenere.
Nel corso del film Xiang si imbatte in figure sostitutive che sono in grado di sopperire ad una famiglia assente, come il custode della scuola che si trova a ricoprire un ruolo genitoriale, o Big Gun, un ragazzo disadattato che per lui diventa una sorta di fratello maggiore, che Xiang aiuta a compiere piccoli furtarelli nelle case e, in una scena surreale, a rapinare di pochi spiccioli gli alunni della sua classe.

La regia è scevra da sentimentalismi, le figure sono spesso isolate in campi lunghi a rimarcare la distanza, minimizzate dal paesaggio naturale o dalle fatiscenti architetture urbane che li ospitano.
Secondo lo stile terso di Chung, c’è un’attenzione estrema riservata alla composizione dell’inquadratura, e l’accurata calibrazione degli spazi ha come risultato uno splendore formale che non è mai calligrafia, mentre la smagliante fotografia di Nagao Nakashima annega i paesaggi in una luce giallo-dorata, riservando agli interni freddi toni bluastri.
La sceneggiatura, firmata dal regista e da Tu Hsiang-wen, contrappone momenti ora intimisti, ora drammatici, ora grotteschi (l’irresistibile monologo sul rapporto tra crescita del mercato immobiliare e frequenza dei rapporti sessuali) e costruisce grazie a dialoghi intelligenti due momenti di grande intensità: la conversazione tra Huang, l’insegnante di Xiang, e la madre del bambino, in cui Chun-lan esprime tutta la sua disillusione per la nuova vita che aveva sperato di iniziare a Taiwan, e il monologo-confessione fatto dal patrigno al fantasma di Yi, il fratello scomparso.
Eccellenti tutti gli attori, tra cui Terri Kwan (Prince of Tears) e i premiatissimi (ai Golden Horse Awars 2010) Bi Xiao-hai (Xiang) e Hao Lei (Chun-lan), mentre Chung si è aggiudicato il premio come miglior regista.

 
< Prec.   Pros. >

 

Ultime Recensioni...
feed_logo.png twitter_logo.png facebook_logo.png mail_logo.png



Ultimi Articoli inseriti
Il Cinema Asiatico
Gli articolii più letti
Archivio per genere