|
Tristano e Isotta
Gran Bretagna e USA: 2006. Regia di: Kevin Reynolds Genere: Drammatico Durata: 125'
Interpreti: James Franco, Sophia Myles, Rufus Sewell
Recensione di: Francesco Pognante
La storia di Tristano e Isotta é ambientata nell’inghilterra medioevale e di inserisce nell’ambito dei conflitti di potere tra inglesi e irlandesi. Tritano é un bambino che perde i genitori in battaglia, e viene portato in salvo da Marke, che lo cresce come un figlio. Un volta cresciuto il ragazzo sarà un valoroso combattente, che appoggia Marke nella lotta contro gli irlandesi. Un giorno Tristano viene gravemente ferito in battaglia e creduto morto a causa di un veleno paralizzante. Il suo corpo viene così trovato da Isotta, figlia del re irlandese, che se ne prende cura, e ciò porta inevitabilmente allo sbocciare dell’amore... Kevin Reynolds torna dietro la macchina da presa anni dopo il suo Robin Hood, per dirigere una produzione dei fratelli Scott, dando vita ad un drammone sentimentale ben poco interessante, nonostante i nomi coinvolti. Reynolds si perde in scenografie superbe, ricche di fascino ed atmosfera, e non si accorge della superficialità della sceneggiatura, che condanna il film a rimanere nell’anonimato. Difatti la storia narrata, in realtà molto più complessa e elaborata di quello che si potrebbe pensare, al di là del suo lato romantico-sentimentale, si perde nei meandri di complotti politici poco chiari risultando approssimativa e confusa, con personaggi appena abbozzati. Il rapporto d’amore tra i due protagonisti, interpretati da un discreto James Franco e da una bellissima Sophya Meyes, é poi descritto con retorica, con dialoghi didascalici e verbosi, e inquadrature prevedibili. Il romanticismo tragico e disperato della celebre storia di partenza viene trasformato in un sentimento laccato e per lo più figurativo e scenografico. L’unica cosa che convince é il personaggio di Marke, interpretato da un bravo Rufus Sewell; il rapporto tra Marke e Tristano da luogo ad alcune delle scene più interessanti del film, che rappresentano bene il conflitto che avviene in Tristano tra un amore impossibile che cozza contro il rispetto e l’affetto verso l’uomo che gli ha salvato la vita. Se "Tristano e Isotta" ha il pregio di non essere un noioso polpettone romantico é soprattutto per merito del buon ritmo di montaggio e delle numerose scene di battaglia, ma il film di Reynold, seppur si lascia guardare, non aggiunge proprio nulla al suo genere di appartenenza.
|