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Scritto da Samuele Pasquino   
sabato 24 gennaio 2009

Umberto D.
Titolo originale: Umberto D.
Italia: 1952 Regia di: Vittorio De Sica Genere: Drammatico Durata: 90'
Interpreti: Carlo Battisti, Maria Pia Casilio, Lina Gennari
Sito web:
Nelle sale dal: 1954
Voto: 9
Trailer
Recensione di: Samuele Pasquino

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Umberto Domenico Ferrari (Carlo Battisti) è un ex funzionario ministeriale che percepisce una pensione misera.
L'uomo vive in una stanza modesta e la padrona minaccia di sfrattarlo a causa dei troppi debiti.
Gli unici amici di Umberto sono la giovane servetta Maria (Maria Pia Casilio) e il fedele cane Flaik. 

Il sodalizio fra Vittorio De Sica e lo sceneggiatore Cesare Zavattini ha prodotto nel 1952 un altro grande capolavoro del neorealismo italiano dopo "Ladri di biciclette".
Anche in questo caso il protagonista è un uomo costretto ad affrontare le difficoltà di una vita condotta tra le miserie di una Roma post bellica, in cui ognuno cerca di sopravvivere nel più cupo egoismo.
Umberto Domenico Ferrari è un ex funzionario statale che dopo trent'anni di onorato servizio si ritrova vessato dalle stesse istituzioni che lui aveva servito con tanta dedizione, relegato in un tetro e malinconico anfratto sociale in cui regnano povertà, solitudine e indifferenza.
Lo stesso nome abbreviato con una d puntata sta ad indicare quella burocrazia tediosa che catalogava con freddo cinismo alcuni cittadini meno abbienti.
Nelle statiche ma ottimamente studiate inquadrature del grande regista romano entrano immagini e situazioni descritte con amaro ma lucido realismo, specchio dell'Italia del dopoguerra in lenta ripresa ma ancora lontana dalla prosperità.

Come in "Ladri di biciclette", la prima scena risulta emblematica: Mario Ricci usciva dalla massa di disoccupati in cerca di un lavoro per rispondere alla chiamata, qui l'anziano Umberto lascia il corteo di pensionati che protestano per la loro condizione.
In entrambi i casi De Sica sceglie il movimento di massa per estrapolarne poi il personaggio principale e la sua storia. Lungo le strade della città, Umberto si muove con il suo cane fra stenti e una compagna che non lo abbandona mai, la solitudine. Egli cerca di mantenere una certa dignità di fronte al dramma esistenziale, in qualche modo tenta di fuggire verso una realtà diversa ma irraggiungibile, idealizzando un viaggio che non riuscirà mai ad intraprendere.
De Sica si concentra su elementi filmici di assoluta bellezza, come i particolari che riempiono le inquadrature degli interni e gli enormi spazi che avvolgono l'uomo quand'egli si ritrova in strada.
Il regista, che usava far recitare attori non professionisti, scelse il protagonista dopo varie ricerche in uffici pubblici.
Carlo Battisti era un professore universitario che si mostrò entusiasta in previsione di questa sua interpretazione.
Maria Pia Casilio fu invece scelta da De Sica durante un convegno in un cinema, al quale aveva accompagnato un'amica.
Moltissimi primi piani che evidenziano la tristezza e l'umiltà del personaggio e la musica di Alessandro Cicognini rendono questo film estremamente commovente e ricco di emozioni.

 
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