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Under The Hawthorn Tree PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 52
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Scritto da Anna Maria Pelella   
giovedì 21 aprile 2011

Under The Hawthorn Tree
Titolo originale: Shan zha shu zhi lian
Cina: 2010  Regia di: Zhang Yimou Genere: Drammatico Durata: 114'
Interpreti: Zhou Dongyu, Shawn Dou, Xi Meijuan, Jiang Ruijia, Li Xuejian
Sito web:
Nelle sale dal: Inedito
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Anna Maria Pelella
L'aggettivo ideale: Rieducato
Anteprima Udine Far east

Under The Hawthorn TreeIspirato a un romanzo di Ai Mi, Under The Hawthorn Tree racconta dell'amore tra Jing e Sun durante la Rivoluzione Culturale. I due si incontrano quando Jing si trova in campagna, per rieducarsi attraverso il lavoro, e tra loro nasce un sentimento. Successivamente si incontreranno in occasione dell'arrivo di Sun in città e da allora, pur tentando di mantenere il segreto sul loro amore, cercheranno di rivedersi.

La "seconda rivoluzione cinese" come all'epoca fu definita la Rivoluzione Culturale Proletaria, generò un movimento di massa dalle città verso le campagne, in cui venivano "rieducati attraverso il lavoro" milioni di persone, per lo più studenti e membri del Partito presunti controrivoluzionari.
Il movimento originò dal tentativo di Mao di ripristinare il controllo all'interno del Partito, che allora gli stava sfuggendo di mano, estromettendo di fatto Deng Xiaoping e Liu Shaoqi. Il controllo passò alle "Guardie Rosse", che inscenarono migliaia di processi e mandarono nelle campagne moltissimi presunti "nemici del popolo". Il soggiorno nelle campagne, in genere veri e propri campi di lavoro, serviva a rieducare le masse e a mettere in contatto i controrivoluzionari con il pensiero del presidente attraverso la lettura del Libretto Rosso e le continue autocritiche. Questo lo sfondo della poetica storia di Jing e Sun, che si incontrano appunto in uno di questi campi di lavoro dove lei è stata mandata a causa dell'orientamento politico di suo padre.
Sun è invece figlio di un ufficiale dell'esercito e decide di prendersi cura della sperduta fanciulla venuta a stare presso la casa di cui lui è ospite.
L'intero racconto procede sui binari di una classica storia d'amore fra due giovanissimi, che tentano di tenere nascosto il loro sentimento. Jing in realtà non potrebbe legarsi a nessuno, dal momento che il suo futuro dipende dalla valutazione che il suo maestro farà della sua esperienza di rieducazione, e spesso legarsi a qualcuno durante la rieducazione vuol dire vedersi negare il rientro in città e non lasciare mai più le campagne. Inoltre sua madre teme fortemente l'influenza della reclusione di suo marito, in prigione per reati politici, sul destino dei suoi figli.

Zhang Yimou, a suo tempo ospite di un campo di lavoro, racconta con poesia la nascente relazione tra i due giovani, lasciando la situazione politica molto più sullo sfondo di quanto ci si immagini sia stato mai possibile in realtà. I due si incontrano come una qualsiasi coppia troppo giovane per avere il permesso dei genitori, e lui si occupa di aiutare lei a resistere al duro lavoro e a sostenere la madre ammalata. Ma quando Sun si ammala Jing dovrà cercarlo ovunque, dal momento che il giovane si è sottratto a lei per impedirle di conoscere le sue condizioni.

Zhang Yimou crea una sottile atmosfera sentimentale, che tutto avvolge e trasfigura. I due protagonisti vengono immortalati nella perfetta innocenza della gioventù e, nel caso della piccola Jing, sotto il costante influsso della propaganda e delle massime del Libretto Rosso.
La vediamo inscenare un'opera rivoluzionaria, con canti e coreografie che si svolgono sotto lo sguardo benevolo del ritratto del Grande Timoniere, e il tutto ha il sapore di una bellissima cartolina d'epoca. Jing, come milioni di persone del periodo, ama sinceramente il presidente e si affida ai suoi detti per trovare la forza per tirare avanti nel momento più nero della storia del suo paese e della sua famiglia.

La fotografia curata e la regia impeccabile fanno dimenticare presto il fatto di trovarsi di fronte non certo a una fedele ricostruzione, bensì a una poetica idealizzazione di un passato per lo più indigeribile. Passato che è stato oggetto di moltissimi racconti e di molte opere teatrali e cinematografiche quasi in un gigantesco tentativo di metabolizzazione attraverso la ripetizione di storie passate, certo ma mai dimenticate. Le bellissime inquadrature della natura, per cui il maestro è giustamente famoso, esaltano la poesia di un paesaggio incontaminato, in cui risaltano gli abbracci silenziosi, mimati da opposte rive di un fiume tra i due innamorati destinati ad amarsi da lontano.

I due protagonisti brillano di fervore rivoluzionario e di amore adolescenziale, e la performance dei giovani attori accresce di molto il fascino retrò di una storia senza tempo. A dispetto delle rivoluzioni e dei periodi bui, l'amore è a tutte le latitudini uno dei motori più forti. E Zhang Yimou se certo non dimentica il suo passato, scegliendo di raccontarlo ci dice anche che, in periodi difficili, solo l'amore può dare la speranza di un futuro.

 

Commenti  

 
+2 #1 Fabiod 2011-05-01 23:03
L'ho visto questa sera al FEFF. La narrazione è quella nota e lo stile poetico di Zhamg Zhimou non può non strappare una lacrima anche ai più duri, alla fine. Cosa succede? Perché rovinare il finale? Da vedere.
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