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World Trade Center
Titolo originale: World Trade Center
USA: 2006 Regia di: Oliver Stone Genere: Drammatico Durata: 125'
Interpreti: Nicolas Cage, Michael Pena, Jay Hernandez, Armando Riesco, Maria Bello, Maggie Gyllenhaal, Donna Murphy, Patti D'Arbanville, Michael Shannon, Viola Davis
Sito web: www.wtcmovie.com
Nelle sale dal: 13/10/2006
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Samuele Pasquino
L'aggettivo ideale: Sconvolgente
New York, 11 settembre 2001. Sembra un giorno qualunque per la grande città americana, la gente affolla le strade, le macchine intasano gli incroci, tutto si muove come sempre.
Ma un boato fa tremare i palazzi e mette in allarme la popolazione: una torre del World Trade Center è in fiamme a causa dello schianto di un aereo di linea.
Si pensa ad un’incidente, fino a quando un altro aereo si abbatte sulla seconda torre soltanto quindici minuti dopo.
Poliziotti, ambulanze e vigili del fuoco si mobilitano e convergono verso il luogo del disastro.
Tra di loro ci sono il sergente John McLaughlin (Nicolas Cage) e l’agente Jimeno (Michael Pena), che si introducono nell’edificio per i soccorsi, ma al crollo di questo rimangono intrappolati fra le macerie.
Le 24 ore più angoscianti degli ultimi decenni: questo è l’11 settembre 2001 come lo ricordano tutti, in particolare il popolo americano che lo ha vissuto direttamente. Oliver Stone ne tiene viva la memoria con un film drammatico e straziante che attraverso la cinepresa esprime tutto il dolore e lo smarrimento di quella giornata spaventosa. Il cineasta, da sempre un patriota che rivendica ad alta voce i valori di una grande nazione, coglie l’occasione per rendere omaggio a suo modo alle vittime della tragedia e alle forze che tutt’intorno si sono prodigate affinché gli aiuti servissero a far cessare quell’apocalisse terrena.
Stone fa piombare lo spettatore in un incubo, facendolo precipitare in un baratro a partire dall’idillio di una mattina calma e rasserenante. L’ombra del primo aereo fra i grattacieli assume i connotati di una visione terrificante, celata dietro l’immagine degli agenti in strada intenti a controllare i marciapiedi. Ad una panoramica della città si contrappongono poi le inquadrature degli interni, dove la gente ode un rumore sordo e una scossa terribile, e a quel punto ancora non ha consapevolezza di ciò che è avvenuto. Ora, in un gioco di soggettive e campi totali, la prospettiva del tragico evento è affidata a due agenti, McLaughlin e Jimeno, che nella realtà hanno dato testimonianza di quei momenti indelebili.
I due uomini finiscono sotto le macerie al crollo dell’edificio e da quel preciso istante inizia un’estenuante corsa contro il tempo. Stone mette in scena una forte contrapposizione visiva: colloca in un limbo d’orrore e morte McLaughlin e Jimeno, intrappolati in una sorta di crepuscolo buio di ferro e cemento, nel quale possono soltanto parlare e darsi coraggio; in un’apparente isola felice si trovano invece i famigliari degli agenti, in apprensione per la sorte dei due uomini.
La moglie di John, interpretata da una stupenda Maria Bello, vive la tragedia insieme ai quattro figli, e affronta i contrasti che essa comporta; la consorte di Jimeno, un’espressiva Maggie Gyllenhall, invece, combatte l’ansia e il dolore accanto ai genitori, incinta e afflitta da un possibile lutto che potrebbe gravare soprattutto sulla bambina.
Per le due donne comincia un viaggio malinconico nei ricordi e nei momenti più belli passati con i rispettivi mariti, ai quali Stone dedica inquadrature luminose e calde. Indubbiamente, tale modalità registica funziona, poi il cineasta eccede facendo comparire da una forte luce la sagoma mistica di Gesù con un cuore sacro in vista e una bottiglia d’acqua in mano.
A prescindere dal marcato accento simbolico, questa scelta si rivela un po’ ambigua, deviando in parte una condotta direttiva fino a quel punto molto apprezzabile e disciplinata.
La componente religiosa, ad ogni modo, non si discute, e nel marine Dave assume un valore preciso che diviene vocazione e missione coraggiosa. “World Trade Center” è un film sconvolgente, che fa riflettere, e sebbene sia solo un pallido riflesso di ciò che è avvenuto, dimostra di saper scuotere le coscienze chiamando il mondo a raccogliersi intorno ad una nazione più forte di prima ma sempre memore di quella ferita violenta che ha sancito l’inizio di una nuova era in campo politico e sociale.
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