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Copia Originale PDF Stampa E-mail
Scritto da Ciro Andreotti   
martedì 23 aprile 2019

Titolo: Copia Originale 
Titolo originale: Can You Ever Forgive Me?
USA 2018 Regia di: Marielle Heller Genere: Drammatico Durata: 107'
Interpreti: Melissa McCarthy, Richard E. Grant, Jane Curtin, Dolly Wells, Anna Deavere Smith, Josh Evans (III)
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 21/02/2019
Voto: 7
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Diretto...
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copia_originale.jpgLa scrittrice Lee Israel ha da poco perso il suo lavoro come correttrice di bozze presso il New Yorker e per sbarcare il lunario inizia, assistita da Jack Hock, un pusher senza fissa dimora, a creare finta corrispondenza di artisti famosi da rivendere a esperti antiquari.
Quando tutto pare andare per il meglio una prima segnalazione giunta all'FBI inizia a generare i primi sospetti riguardo le lettere venduta da Lee.

La scrittrice Lee Israel era in vita tanto odiosa come la Melissa McCarthy che la interpreta sul grande schermo? Chi l’ha realmente conosciuta è pronto a dire senza tema di smentita di sì e ad affermare che l’attrice comica originaria di Plainfield abbia saputo impersonarla come meglio non si poteva. Odiosa e al tempo stesso terribilmente sola e legata esclusivamente al suo fido gatto che accudiva come un figlio.

La pellicola ci sa restituire il mondo di un’autrice che ruota da sempre nel campo dell’editoria ma che a causa di un carattere impossibile, e di una vena artistica che ormai latita da tempo, non riesce più a trovare un modo per guadagnarsi da vivere.
Il mondo di Lee è anche quello che gira attorno alle librerie antiquarie e che grazie a queste gli permetterà di ricominciare a guadagnare nel mentre che consuma numerosi bourbon ini bar di quart’ordine in compagnia del suo (quasi) amico, ma sicuro approfittatore, Jack Hancock; un Richard Grant in grado di muoversi fin troppo bene nel ruolo di un pusher senza casa e incapace di qualunque moralità al punto di trovarsi candidato alla statuetta Oscar come miglior attore non protagonista.

La fotografia di Brandon Trost ci riesce a restituire una New York intravista solamente in rare occasioni e attraverso le sapienti inquadrature viste nelle pellicole di Woody Allen e il risultato finale è anche molto attuale a causa della guerra a tutto campo che si combatte nel tentativo di smascherare possibili false notizie, rappresentando al tempo stesso uno scorcio sulla vita depravata e sconfitta di un’antieroina dei nostri giorni che però ha saputo rimediare a tutto quello che aveva guadagnato illegalmente.

Oltre a Grant il film dell’eclettica scrittrice e regista Marielle Heller, nota per aver diretto Diario di una teenager e per aver partecipato in veste di attrice a La preda perfetta ha saputo imporsi e candidarsi alla notte degli Oscar sia in termini di sceneggiatura non originale; scritta a quattro mani da Nicole Holofcener e Jeff Whitty e basata sulle memorie della stessa Lee Israel, sia nella categoria di migliore attrice protagonista, grazie alle indubbie qualità di un’eccezionale Melissa McCarthy.

 
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