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Fabrizio De Andrè - Principe libero PDF Stampa E-mail
Scritto da Ciro Andreotti   
giovedì 15 febbraio 2018

Titolo: Fabrizio De Andrè - Principe libero
Titolo originale: Fabrizio De Andrè - Principe libero
Italia 2017 Regia di: Luca Facchini Genere: Drammatico Durata: 193'
Interpreti: Luca Marinelli, Valentina Bellè, Elena Radonicich, Davide Iacopini, Gianluca Gobbi, Lorenzo Gioielli, Anna Ferruzzo
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 23-24/01/2018 In TV nelle serate del 13 e 14 Febbraio 2018 su RAI1
Voto: 5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Complesso...
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Fabrizio De Andrè - Principe libero su Facebook

fabriziodeandrprincipelibero.jpgÈ ormai pomeriggio post pranzo. Un uomo e sua moglie salutano parenti e amici all’interno della loro proprietà. La sera si avvicina e la casa è ormai solitaria e spenta. Dal piano superiore la donna avverte un rumore. Certa di trovare il marito sale la scala dell’abitazione, ma ad attenderla trova un uomo con passamontagna e una doppietta. È la notte del 27 di agosto 1979. La notte nel corso della quale rapirono Fabrizio De André e sua moglie Dori Ghezzi.

Il De André sovrainteso da Dori Ghezzi, e disegnato dal quasi esordiente Luca Facchini, è la risultante delle passioni che contraddistinguevano un uomo in perenne bilico fra l’amore per la bottiglia e per un tabacco consumato in maniera compulsiva, un fiero appassionato delle storture altrui intraviste ai margini di una Genova post bellica e lungo le strade pendenti della città vecchia - quelle che gli autoctoni chiamano Caruggi - capaci di celare case di appuntamento e osterie di dubbia fama, sapendo perfettamente che la casa del padre - un eccellente Ennio Fantastichini, nel ruolo di Giuseppe De Andrè – l’avrebbe nuovamente accolto alle prime luci dell’alba.

Il film per la TV, scritto da Luca Facchini, in collaborazione con Giordano Meacci e Francesca Serafini, ci proietta nella vita di un personaggio monumentale che nessuno, seppur a quasi venti anni dalla scomparsa, aveva ancora pensato di portare sullo schermo.
Ad impersonarlo un più che somigliante Luca Marinelli, noto al grande pubblico per il villain di Lo chiamavano Jeeg Robot. L’attore romano si dimentica del proprio accento, ripulendolo da quasi ogni inflessione, cimentandosi personalmente nell’uso di quella chitarra tanto amata da Faber, calandosi anima e corpo nella parte di un uomo combattuto fra le proprie origini e la sua arte, ma anche amante di uno stile di vita che mal si conciliava con quello di marito e successivamente padre. Marinelli risulta essere il miglior protagonista credibile e possibile per una parte come questa, riuscendo nel difficile tentativo di restituire credibilità alla figura complessa dell’uomo De Andrè.

Ma lo sforzo del protagonista non risulta alla fine sufficiente. Il limite dello sceneggiato risulta essere proprio il tentativo di restituire al grande pubblico il De André maggiormente conosciuto.
Resta meritevole quindi il tentativo di Facchini e di tutto il cast, fra cui spicca l’amico storico di De André: Paolo Villaggio, con il quale il cantante iniziò la propria carriera accompagnandolo a teatro con la chitarra. Le difficoltà manifestate nelle ultime due decadi non sono altro che la logica conseguenza di un personaggio difficile da imprigionare in un film e men che meno in uno sceneggiato per la TV nazional popolare.

Trailer

 
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