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Grandi speranze PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 26
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Scritto da Francesca Caruso   
martedì 04 dicembre 2012

Titolo: Grandi speranze
Titolo originale: Great Expectations
Regno Unito, U.S.A: 2012. Regia di: Mike Newell Genere: Drammatico Durata: 128'
Interpreti: Ralph Fiennes, Helena Bonham Carter, Robbie Coltrane, Jason Flemyng, Jeremy Irvine, Holliday Grainger, Ewen Bremner, Sally Hawkins, David Walliams, Sophie Rundle
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 06/12/2012
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Letterario
Scarica il Pressbook del film
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grandisperanze_leggero.pngDopo sette film per il grande schermo, sei versioni televisive, una versione animata per bambini e un episodio di ‘South Park’, che ne fa la parodia, si è sentita ancora una volta l’esigenza di realizzare un nuovo adattamento cinematografico di uno dei romanzi più belli scritti da Charles Dickens e della letteratura ottocentesca.
“Grandi Speranze” fa la sua prima apparizione nel dicembre del 1860 sulla rivista ‘All The Year Round’, che grazie ad esso incrementa notevolmente le vendite. Pubblicato sotto forma di romanzo nel 1861, dopo poche settimane dalla sua prima uscita viene messa in vendita la quarta edizione, dimostrando di essere un’opera dal successo strepitoso.

Il film segue le vicissitudini dell’orfano Pip, al quale è assegnata una cospicua rendita da un misterioso benefattore, che non vuole rivelarsi. Pip si trasferisce a Londra e si impegna a diventare un gentiluomo e a corteggiare Estella, la ragazza di cui è innamorato fin da piccolo. Sconcertanti segreti si celano dietro la sua inaspettata ricchezza, che cambieranno le sue prospettive. Era da tempo che non si produceva “un adattamento cinematografico fedele all’opera letteraria” afferma la produttrice Elizabeth Karlsen.

L’ultima trasposizione risale al 1998 con “Paradiso Perduto” diretta da Alfonso Cuarón, a cui sono susseguite diverse versioni televisive fino ad arrivare a quella del 2011 diretta da Brian Kirk: miniserie in tre puntate da 60 minuti ciascuna, con Gillian Anderson nel ruolo di Miss Havisham. In “Grandi Speranze” si ritrovano diversi aspetti espressi egregiamente nel romanzo: i maltrattamenti inflitti ai bambini e il conseguente segno che si portano dentro nell’età adulta, il desiderio di riscatto, il voler diventare ciò per cui non si è tagliati, le giovani donne esibite come si fa con i gioielli, gli emarginati dalla società e la povertà, il sentirsi abbandonati e lo sprofondare in una devastazione mentale senza fine, la brama di vendetta e molto altro.

Ogni personaggio porta con sé delle ferite profonde e ne causa di simili a chi gli sta vicino. Il doloroso ritratto che il regista Mike Newell e l’attrice Helena Bonham Carter fanno di Miss Havisham suggerisce diversi aspetti sopracitati: il suo dolore per l’abbandono del promesso sposo il giorno delle nozze fa di lei una persona malata e vendicativa, egoista e narcisista. Plasma Estella e la induce a disprezzare l’amore e gli uomini, rendendola di fatto incapace di amare.
Pip vuole diventare un gentiluomo per entrare nelle grazie di Estella, ma nel cercare di formarsi come tale si dimostra sleale, snob e ingrato con le persone che gli vogliono bene. L’intento è stato quello di realizzare “una trasposizione commovente e che contenga, allo stesso tempo, anche una grande dose di emozione, di dramma e di malinconia” spiega il regista.

Lo sceneggiatore David Nicholls si è voluto soffermare sul rapporto che lega Pip ed Estella e su come nonostante il ragazzo venga ripetutamente respinto, sia sempre lì in attesa del suo amore. Sono due ragazzi che hanno sofferto, ma hanno avuto la forza di resistere e sono andati avanti con le loro vite. Ci sono personaggi meravigliosi che popolano questo film: quello che rimane nel cuore, per il modo in cui è riuscito a tratteggiarlo Ralph Fiennes, è Magwitch. Dentro i suoi occhi c’è tutta la disperazione, il dolore, la prostrazione di quest’uomo, diventato un emarginato violento per aver seguito la persona sbagliata.
In alcuni momenti la pellicola manca di ritmo e di appeal, e la commozione ricercata non arriva, tuttavia rimane una buona prova da vedere soprattutto per chi non conosce la storia e/o gli altri adattamenti.

 
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