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Scritto da Francesca Caruso   
domenica 16 marzo 2014

Titolo: Il fantasma dell'opera
Titolo originale: Phantom of the Opera
USA: 1943. Regia di: Arthur Lubin Genere: Drammatico Durata: 92'
Interpreti: Claude Rains, Nelson Eddy, Susanna Foster
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 1950
Voto: 7,5
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Inaspettato

il_fantasma_dellopera.jpg“Il fantasma dell’Opera” (The Phantom of the Opera, 1943) diretto da Arthur Lubin è oggi disponibile in Dvd in una nuova versione restaurata con il doppiaggio d’epoca, distribuito dalla Sinister Film e Cecchi Gori Home Video. Lo si trova in offerta sul portale dei collezionisti di cinema: www.dvd-store.it

Al termine di uno spettacolo al Teatro dell’Opera di Parigi, il musicista Erique Claudin viene convocato nell’ufficio del direttore d’orchestra e licenziato, a malincuore, per un problema alla mano sinistra.
Successivamente Claudin si reca ad una famosa casa editrice musicale per far pubblicare la sua ultima composizione – un concerto per pianoforte e orchestra. Vistosi derubato della sua opera, l’uomo accecato dall’ira commette un omicidio. Il suo volto viene ustionato gravemente dall’acido e si rifugia nei sotterranei del teatro.
Qui si muove come un fantasma, cercando di far decollare la carriera della sua protetta, Christine Dubois.
Per raggiungere il suo obiettivo non esiterà ad uccidere ancora. Lubin dirige Nelson Eddy (Garron) e Susanna Foster (Christine) al loro debutto.

Regista e produttore cinematografico inizia la sua carriera come attore nel 1924, il suo esordio alla regia avviene nel 1934 con “A Successful Failure”, al quale seguiranno 65 film cinematografici e numerosi episodi di altrettante serie televisive.
Questo è il remake del film del 1925 diretto da Rupert Julian, ma la stagione cinematografica del fortunato personaggio letterario (creato da Gaston Leroux) inizia nel 1916 col film tedesco “Das Phantom der Oper” diretto da Ernst Matray. Nel corso dei decenni alle tante trasposizioni cinematografiche si aggiungono quelle televisive e il musical immortale di Andrew Lloyd Webber, in scena per la prima volta nel 1986 e diretto da Harold Prince.
Prodotto dalla Universal Pictures, il film è girato in Technicolor e si trova a metà strada tra un film dell’orrore e una commedia. Nella pellicola di Lubin ci sono delle variazioni rispetto alla storia originale. Il regista realizza un film vivace, con momenti tesi e ben caratterizzati, che si alternano alla commedia brillante, data dalle simpatiche beghe tra il baritono Anatole Garron e il commissario Raoul D’Aubert per la bella Christine. Viene dato più spazio alla relazione fra i tre - producendo diversi momenti ironici, sia grazie alla bravura degli attori che alla perspicacia dei dialoghi – e alla parte musicale – mettendo in scena opere teatrali per far apprezzare allo spettatore la bellezza e il coinvolgimento che può regalare l’opera – piuttosto che al fantasma e alla sua ossessione per Christine.

Tuttavia anche se non è dominato dall’aspetto orrorifico e dalla cupezza che un film di siffatta natura dovrebbe avere, si distingue per le altre carte messe in gioco, che ne determinano la piacevolezza. Forse la parte conclusiva viene risolta troppo velocemente. Passando dalla caduta del lampadario sul palcoscenico al rapimento di Christine e alla disfatta del fantasma si percepisce un affrettato collegamento o un mancato snodo narrativo.
Di forte impatto è sicuramente il momento in cui viene svelato il volto del fantasma, con la macchina da presa che avanza, stringendo sul primo piano in maniera decisa e soffermandocisi abbastanza da catturare l’espressione sgomenta, confusa, mista a una sensazione di sconfitta che Claudin prova. È una scena amara, un’amarezza che si protrae per alcuni decisivi attimi. Nelle intenzioni di Lubin il suo fantasma vuole essere qualcosa di nuovo e che il pubblico non si aspetta.

La sua scelta gli ha dato ragione il film, infatti, è stato uno dei maggiori successi della stagione (all’epoca), posizionandosi ai primi posti tra I Mostri Universal per gradimento. “Il fantasma dell’Opera”, vincitore di due premi Oscar per la Miglior Fotografia e Miglior Scenografia, è uno di quei film che non passano inosservati e sarà un tassello in più che arricchirà la collezione degli appassionati.

 
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