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Il sentiero
Titolo originale: Na putu
Bosnia-Herzegovina, Austria, Germania, Croazia: 2010. Regia di: Jasmila Zbanic Genere: Drammatico Durata: 100'
Interpreti: Zrinka Cvitesic, Leon Lucev, Ermin Bravo, Mirjana Karanovic,
Marija Kohn., Nina Violic, Sebastian Cavazza, Jasna Beri, Izudin
Bajrovic, Jasna Zalica, Luna Mijovic
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 27/01/2012
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Domenico Astuti
L'aggettivo ideale: Modesto
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Quante coppie si separano per i motivi più strani o banali, c’è anche chi si è separato perché il partner era ingrassato di trenta chili o perché il marito non voleva un figlio e, in tempi non molto lontani, qualcuno ha divorziato perché la compagna aveva cambiato posizioni politiche o estetiche. Insomma una coppia deve crescere insieme, anche se solo in parallelo; se una delle due parti prende un’altra direzione, qualunque direzione, non necessariamente negativa, non c’è molta speranza di restare uniti.
In questo film incontriamo una donna che è innamorata ma lascia il suo lui perché è diventato un fervente religioso, anche se in fondo questa sua trasformazione lo ha anche in parte migliorato: non beve più, è più presente, è anche più gentile; anche se poi la mattina prega e i rapporti sessuali li vorrà avere solo dopo che si saranno
sposati con rito mussulmano.
Certo non è solo questo il film, ma una regia impiegatizia e con poca personalità, una sceneggiatura modesta che resta sempre in superficie e ritorna spesso sui suoi passi, oltre ad un inizio con scene raddoppiate ( sesso, morte, solitudine ), rendono un mediocre servizio ad un
soggetto potenzialmente interessante, con possibilità profonde e con un retroterra di tragedia che non può restare così nell’ombra. In Bosnia, Il bilancio sui morti della guerra non è ancora certo, ne sono stati accertati dal Centro di documentazione fino al 2005, circa 94.000 tra Bosniaci, Serbi, Croati e Jugoslavi; ma anche i due protagonisti hanno avuto i genitori uccisi, lui anche il fratello ed ha combattuto come militare etnico.
Nella Sarajevo di oggi, città multietnica e piena di vita, vivono Luna e Amar. Una coppia di trentenni innamorati e con buoni lavori: lei è hostess sugli aerei, lui uomo-radar all’aeroporto. Hanno una graziosa casa, degli amici con cui vanno in discoteca e in giro. E vogliono un figlio che purtroppo tarda a venire. Insomma due normali giovani di oggi in Occidente, forse anche fortunati tenendo presente i tempi. Ma in Amar c’è qualcosa di sofferente – vecchi dolori che si trascina dalla guerra - che lui annega nell’alcool, e beve anche in servizio; quando un collega lo scopre viene sospeso dal lavoro per sei mesi e deve fare un corso di recupero.
In aspettativa sul lavoro, beve ancora di più e rischia di cadere in depressione, nonostante Luna lo riempia di attenzioni e di amore. Un giorno per un banale incidente incontra un suo vecchio amico commilitone Barhja che è divenuto musulmano ortodosso salafita, gli offre un lavoro lontano da casa e dopo qualche giorno lui accetta nonostante Stella non voglia.
Lei aspetta sue notizie per giorni fino a quando non riceve una telefonata in cui una donna la invita a raggiungere il marito; nonostante l’amica glielo sconsigli lei si mette in viaggio e giunge, dopo un percorso in treno, un lungo tragitto in auto
e un’attraversata di un lago, in una ‘ comune ‘ di integralisti islamici.
Sono tutti gentili e tranquilli ma vivono in stretta osservanza delle regole islamiche: senza alcool e fumo, senza televisione e cellulari; dove le donne sono rigidamente separate dagli uomini ( niente di nuovo o particolare, pensate agli Amish negli Usa o agli ebrei Hassidici in Israele, tanto per dirne due a casaccio ).
Luna è preoccupata e infastidita da questo modo di vivere e quando la sera incontra Amar lo trova cambiato. Si amano ancora, non c’è ancora un vero ‘ scontro ‘ di civiltà e lei spera di farlo tornare alle vecchie abitudini.
Lei ritorna a Serajevo preoccupata, Amar ritorna dopo qualche giorno ma niente è come prima. Lui è più gentile e attento ma è anche un osservante rigido che tuttavia non cerca con l’imposizione ma solo con le parole di cambiare le abitudini di lei ( i vari passaggi emotivi e religiosi sono in alcuni punti evanescenti o ondivaghi ).
Di questa sofferenza che prova Luna, l’unico fatto positivo è che dopo tanti anni torna a vedere la casa in cui era nata e nella quale le erano stati uccisi i genitori oltre che occupata da serbi; e la carezza che fa a una ragazzina che adesso vive lì sembra mostrare il suo modo di superare il trauma della guerra definitivamente e in modo totalmente differente da quello di Amar.
E questo viaggio nel dolore così differente separerà la coppia. Luna è interpretata da una convincente Zrinca Cvitešić ( attrice del Teatro nazionale croato, e interprete dei film “ I love you “ (2005) e “ What is a man without a moustache “ (2005) ), Leon è interpretato da Leon Lucev ( Un attore famosissimo in Croazia premiato come Miglior Attore Non Protagonista al Festival del Cinema di Pola, con il film del 2008 “ A woman with a body “, e vincitore come Miglior Attore al Festival di Sarajevo con il film “ Buick Riviera “, sempre nel 2008 ). La regista Jasmila Zbanic è al suo secondo film, con il primo “ Il segreto di Esma “ ha vinto l’Orso d’oro a Berlino nel 2006.
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