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Il sentiero
Titolo originale: Na putu
Bosnia-Herzegovina, Austria, Germania, Croazia: 2010. Regia di: Jasmila Zbanic Genere: Drammatico Durata: 100'
Interpreti: Zrinka Cvitesic, Leon Lucev, Ermin Bravo, Mirjana Karanovic, Marija Kohn., Nina Violic, Sebastian Cavazza, Jasna Beri, Izudin Bajrovic, Jasna Zalica, Luna Mijovic
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 27/01/2012
Voto: 7,5
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Ragguardevole
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Dopo un lungo girovagare in giro per il mondo, “Il Sentiero” esce finalmente nelle sale italiane grazie alla Fandango. Il film ha partecipato al Festival di Berlino 2010, gareggiando per l'Orso d’Oro. Il Festival Internazionale del Film di Roma dello stesso anno ha accolto l’opera della regista e sceneggiatrice Jasmila Žbanic, ritenendola una dei più interessanti talenti europei emergenti.
“Il Sentiero” racconta la storia di una giovane coppia bosniaca, Luna e Amar, che dopo aver attraversato l’inferno della guerra, sembra aver trovato serenità e amore.
Luna fa la hostess e Amar è un controllore di volo, si amano appassionatamente e vanno spesso in un night club con i loro amici.
L’etica della religione musulmana non è parte delle loro vite: Amar beve alcolici e fuma. Un giorno beccato a bere sul posto di lavoro l’uomo viene licenziato. Sarà l’incontro con un suo vecchio amico a fargli cambiare totalmente vita, portandolo “sul sentiero” opposto a quello di Luna.
La donna si confronterà con una comunità conservatrice di cui Amar, ora, è parte integrante.
La regista mette in evidenza una crescita mentale e spirituale che conduce marito e moglie su due differenti sentieri della vita, portandoli a non avere più alcun punto in comune. L’amore può non bastare a risolvere i problemi, soprattutto quando ci sono dei comportamenti che si ritengono sbagliati, per uno dei due.
Jasmila Žbanic fa di più: attraverso i normali problemi di coppia, butta le basi per mostrare praticamente a cosa porti l’osservazione conservatrice/estremista del credo musulmano.
Ogni qualvolta l’ottemperanza di una religione viene spinta agli estremi si verificano situazioni simili.
Lo si nota, in particolare, nella sequenza in cui Luna fa il bagno, si avvicina troppo alla sezione maschile e viene subitaneamente fermata da alcuni uomini. Questi le intimano verbalmente che non può stare lì, che deve tornare indietro, che non è posto per lei - quasi fosse un intruso che volesse penetrare in un luogo di massima sicurezza.
Viene messo sotto i riflettori il ruolo che ricopre la donna in una società maschilista, in cui le è negata la libertà, che oggi tutti crediamo di avere: la libertà di esprimere il proprio pensiero - anche quando questi è in contraddizione con quello dell’uomo - la libertà di movimento (incappucciata dalla testa ai piedi) e la libertà di essere donna.
In più è delineato il passaggio da un cammino, che un uomo intraprende nella vita, a un altro completamente opposto.
Nelle scelte di Amar, infatti, non c’è una via di mezzo, passa dall’essere completamente sordo al proprio credo religioso all’ascoltarlo troppo. Tutto per lui diventa peccato.
Nonostante i progressi che gli uomini hanno fatto in tanti secoli, oggi è ancora difficile non trovare individui estremisti e violenti, in ogni ambito della società e “Il Sentiero” ne mostra un campione.
Jasmila Žbanic ha saputo abilmente raccontare una storia, nella quale molte persone si possono riconoscere e altre possono rendersi conto di come la donna sia ancora troppo sola e soggiogata, ma ciò non toglie che possa farcela ugualmente.
Ha saputo tenere bene insieme tutti gli elementi a sua disposizione, creando un forte pathos. Žbanic inizia giovanissima la sua carriera cinematografica: a soli ventuno anni realizza “Autobiografija” (1995), che le fa ottenere subito l’attenzione degli esperti del settore. Nel 2006 “Grbavica” vince l'Orso d’Oro.
“Il Sentiero” è un film che arriva dritto al cuore e l’attrice Zrinka Cvitešic è stata brava nel tirar fuori tutte le suggestioni che prova Luna, dimostrandosi un talento che va valorizzato.
L’attrice ha studiato a fondo il ruolo assegnatole, dichiarando di essere stata spronata dalla regista ad aprirsi completamente alle emozioni. Il suo impegno è stato ripagato da una bella performance.
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