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J. Edgar PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 9
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Scritto da Daria Castefrachi   
giovedì 29 dicembre 2011

J. Edgar
Titolo originale: J. Edgar
USA: 2011. Regia di: Clint Eastwood Genere: Drammatico Durata: 137'
Interpreti: Leonardo DiCaprio, Armie Hammer, Naomi Watts, Judi Dench, Ed Westwick, Damon Herriman, Dylan Burns, Stephen Root, Jeffrey Donovan, Amanda Schull, Miles Fisher, Ryan McPartlin, Kaitlyn Dever, Michael Gladis
Sito web ufficiale: www.jedgarmovie.warnerbros.com
Sito web italiano: wwws.warnerbros.it
Nelle sale dal: 04/01/2012
Voto: 9
Trailer
Recensione di: Daria Castefrachi
L'aggettivo ideale: Biografico
Scarica il Pressbook del film
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jedgar_leggero.pngDopo il discreto Hereafter, Clint Eastwood torna dietro la macchina da presa con uno splendido film su un personaggio storico di grande carisma quale J.Edgar Hoover, fondatore dell’FBI.
Ottima la regia, molto intensa la fotografia che incornicia i volti dei protagonisti con efficaci giochi di luce e ombra, ritmo perfetto per una biografia ed un protagonista d’eccezione che, dopo tre nomination, stavolta merita decisamente l’Oscar.

Leonardo Di Caprio, con i capelli ricci per impersonare Hoover giovane, ingrassato e invecchiato per interpretare gli ultimi giorni della sua vita: una performance eccezionale, di grande intensità.
Ed un make-up davvero superbo: basti sapere che all’attore è stato fatto addirittura un calco facciale di gesso e che ha dovuto indossare una protesi facciale totale, una alle mani, una al collo per dare l’aspetto del doppio mento e uno strumento per aumentare le dimensioni del naso. Solo per queste torture giornaliere, tanto di cappello al giovane Di Caprio.

Il film percorre diversi decenni: dagli anni ’20 all’inizio degli anni ‘70. Per un totale di 48 anni di servizio, 8 Presidenti e un’Istituzione che ha cambiato la storia.
Ma J.Edgar racconta principalmente una doppia storia: quella d’amore, platonica e segreta, con Clyde Tolson e quella professionale, con l’ascesa al potere di un uomo che ha messo la scienza a servizio dei cittadini e che ha cambiato il modo di condurre le indagini.

Un bellissimo film quello di Eastwood, che racconta il conflitto interiore di un giovane combattuto tra l’inconscio amore per il suo protetto e il desiderio di essere accettato dall’ingombrante madre, una bravissima Judi Dench. Diviso tra il desiderio di proteggere i cittadini e l’avversione per l’altro, ovvero per i bolscevichi, i comunisti, i radicali in genere.

Si parla di grande depressione, di gangster osannati nei film dell’epoca, di faccende torbide riguardanti Presidenti e First Ladies, della nascita dell’FBI, della raccolta di prove e impronte digitali. Si parla della nascita delle leggi federali e dello storico rapimento del figlio dell’aviatore Lindberg.   E’ un film denso di argomenti, profondo e commovente che mette in luce numerosi aspetti, spesso contraddittori, di un personaggio che ha fatto la storia degli Stati Uniti.
Un personaggio scomodo, irritante, il più delle volte scortese, che tuttavia nella sfera privata si rivela profondamente umano e tormentato. Una figura controversa insomma: temuto e detestato per imbrogli e corruzione, mitizzato perché con i suoi metodi di ricerca forense, aveva assicurato una maggiore sicurezza ai cittadini americani. Un personaggio che, va riconosciuto, ha tenuto in pugno gli Stati Uniti per anni.

E di questi personaggi, sebbene non proprio da santificare, è sempre bello raccontare la storia: soprattutto quando la sfera privata è stata più che riservata e quando pochi, effettivamente, sono a conoscenza dei fatti realmente avvenuti.

Minuziosa la ricostruzione degli eventi e dei periodi storici in cui si svolgono le vicende: strabilianti i trucchi degli attori, principalmente nella parte in cui sono anziani.  Tutto è molto accurato nella regia e nella scenografia, dagli abiti all’arredamento dell’epoca, dalle auto agli ambienti.
Il regista e lo sceneggiatore, hanno inoltre compiuto ricerche approfondite sui personaggi principali, intervistando gente che li aveva conosciuti e che aveva lavorato all’FBI o a Washington mentre erano alla direzione del Bureau, e consultando gli annuari scolastici e tutta la letteratura sul tema.

Non è pesante, né noioso J.Edgar. Ad Eastwood, dopo tanti splendidi film, va ancora il merito di aver raccontato una storia intensa e commovente e di averlo fatto nel miglior modo possibile, sfruttando alla perfezione il mezzo e contando su un cast di eccezionale qualità.
Ora non resta che aspettare gli Oscar 2012.

 
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