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Jane Eyre
Titolo originale: Jane Eyre
Gran Bretagna: 2011. Regia di: Cary Fukunaga Genere: Drammatico Durata: 120'
Interpreti: Mia Wasikowska, Michael Fassbender, Jamie Bell, Judi Dench, Tamzin Merchant, Sally Hawkins, Imogen Poots, Simon McBurney, Sophie Ward, Harry Lloyd, Jayne Wisener, Holly Grainger, Mark Tristan Eccles, Rosie Cavaliero, Sandy McDade, Joseph Kloska, Su Elliot, Freya Parks, Ben Roberts, Sally Reeve, Edwina Elek, Georgia Bourke, Sam Hodges, Emily Haigh
Sito web ufficiale: www.focusfeatures.com/jane_eyre
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 07/10/2011
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Passionale
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A chi avesse gli anni - o la passione - per ricordarsi del lavoro di Robert Stevenson del '44, "La porta proibita" ("Jane Eyre"),con Joan Fontaine e un carismatico Orson Welles,potrebbe anche portare alla memoria lo spirito che animava il capolavoro di Hitchcock del '40,"Rebecca,la prima moglie",omaggio di Daphne Du Maurier al romanzo di Charlotte Bronte,o coglierebbe la libera ispirazione al dramma horror - psicologico "Ho camminato con uno zombie",adattamento della vicenda di Jane Eyre attualizzata all'epoca e traslata nei Caraibi da Jacques Tourneur.
Segue la girandola delle innumerevoli riedizioni,tanto fitte quanto pallide.
L'aggiunta al catalogo del racconto gotico su schermo della nuova versione di Cary Joji Fucunaga,è l'opportunità per cogliere il senso di profondo erotismo che pervade un prestigioso lavoro che traduce nel linguaggio di uno splendido cinema la selvaggia potenza e il romanticismo che si respira in un romanzo di profonda ricchezza tematica.
Il film di Fukunaga è un affresco spettacolare,immerso in luci ed atmosfere che veicolano forti emozioni e si completano con l'esplorazione di una protagonista ritratta nel suo conflitto esistenziale e nella realtà della condizione sociale che fa da sfondo alla storia.
Una quiete fede del regista nei mezzi a disposizione e nell'esperienza di uno staff tecnico di tutto rispetto,dalle luci di Adriano Goldman,ai costumi di Michael O'Connor,alle musiche di Dario Marianelli ricche di archi e sonorità in crescendo, contribuisce alla costruzione limpida di un lavoro completo ed elegante,schivo di manierismo ampolloso e ricco della raffinatezza narrativa che parla ad occhi e cuore.
La trama è tessuta su continui flashback.
Jane eyre (Mia Wasikowska - "Alice in Wonderland","I ragazzi stanno bene"),viene descritta con cura fedele al romanzo come una creatura cresciuta nel sofferto bisogno di amore e affetto.
Orfana e maltrattata dai parenti da cui è stata accolta dopo la morte dei genitori,Jane matura un carattere forte e severo,che affiora nel collegio dove viene affidata per completare gli studi al ritmo austero del sacrificio.
Tagliati i legami con il passato,la ragazza trova un'occupazione presso la dimora di Thornfield,con l'impiego di istitutrice della figlia del padrone,l'enigmatico Rochester (Michael Fassbender).
Qui,la vita di Jane cambierà per sempre.
Il film si apre su una figura ritratta nel pianto della solitudine,nella brughiera inglese dipinta in un'atmosfera pervasa dai toni malinconici di un calore rubato da un incantesimo lontano.
Subito,il flashback riporta Eyre nella fredda e sterile dimora di una zia meschina,chiusa ad ogni gesto gentile verso un'orfana persa in un ambiente estraneo e vuoto d'affetto,vittima delle vessazioni del cugino John,viziato e patetico marmocchio e delle ipocrisie di una società malata di apparenza,che la bandisce dalle righe dei buoni,per additarla come pianticella ingrata a rischio del pozzo di fuoco dove bruciano i cattivi.
Il mondo invisibile di Eyre e la sua infanzia Dickensiana vengono illustrate con poche pennellate in un prologo di sensazioni leggere ma intense,espresse attraverso il linguaggio di un cinema realmente capace di parlare per immagini.
Il regista tratteggia con la silenziosa discrezione dello spettacolo che si fa quasi teatro,il ritratto della sofferenza,scontornando in Eyre le difficoltà di un mondo al femminile racchiuso in una società ottusa e sessista,afflitta dall'ipocrisia e dal classismo.
L'incontro fra Eyre e l'eroe oscuro della storia è un racconto di conflitti fra brucianti passioni e ancestrali paure.
Seduzione e segreto incarnano la commedia umana degli equilibri morali fra fascinazione,religione,sensualità,perdono e l'eterno anelito al calore dell'amore interiore e dell'affetto famigliare.
Rochester è una figura ombrosa,inquieta,lontana dalle scene per gran parte della storia,ma immagine quasi spettrale di una presenza di cui l'immenso maniero si inebria in un respiro assoluto e insistente e di cui Jane cade vittima innamorata in un tormento fra esplosione dei sensi e conflitto morale.
L'attrazione è palpabile e convince nella fedeltà all'argomento originale del romanzo,in un gioco di parole e sguardi resi tattili in un fascinoso erotismo appena sussurrato e mai volgare.
I sottintesi del desiderio si aprono nello splendido dialogo che accompagna la sequenza dove Jane e Rochester si incontrano per conoscersi gradualmente,in un crescendo quasi carnale di emozioni e sensazioni trattenute da un reciproco pudore e da un senso di rispetto che plasmano l'incontro in una piccola pièce dentro il film.
Alla domanda dell'uomo se Jane lo trova attraente,segue la spiazzante risposta negativa della giovane,da cui si conforma plasticamente il rapporto tra i due protagonisti,posti in differenti posizioni rispetto al muro sociale che li divide,che si frantumerà con la reciproca ricerca ed una conoscenza che andrà oltre i limiti delle proprie debolezze,lambendo territori sconosciuti ad entrambi (Jane :"Non confonderei mai l'informalità con l'insolenza.Da un lato lo apprezzo,dall'altra,nessun essere umano libero dovrebbe mai essere sottomesso"...).
Quando l'attrazione di Jane troverà conferma nella pietà e non più nella paura,il sentimento prevarrà nella sua più alta forma di un ideale raggiunto e le emozioni represse saranno libere di esprimersi nella realtà di un amore profondo,fino a quel momento rimasto come dono proibito.
Il lavoro di Fukunaga offre lo splendido dipinto di un'epoca e delle persone che l'hanno vissuta,ritagliate nei protagonisti di una storia in crinoline che parla il delicato idioma delle sensazioni pennellate nei colori intensi ma discreti di una prospettiva fortemente interiorizzata e resa poi libera di volare come un aquilone senza filo.
Michael Fassbender,Mia Wasikowska e Judi Dech riempiono la scena con silenzi e dialoghi,occhi e movenze da teatro d'immagine,colmando di sensibile urgenza una narrazione di sensi e paure e chiamando le pagine della letteratura passionale a parlare attraverso un cinema che si fa arte e sogno.
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