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Mo’ Better Blues PDF Stampa E-mail
Scritto da Ciro Andreotti   
lunedì 22 gennaio 2018

Titolo: Mo’ Better Blues
Titolo originale: Mo’ Better Blues
USA 1990 Regia di: Spike Lee Genere: Drammatico Durata: 125'
Interpreti: Danzel Washington, Spike Lee, John Turturro, Giancarlo Esposito, Wesley Snipes, Samuel Jackson, Bill Nunn, Robin Harris, Joie Lee, Cynda Williams
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 12/09/1990
Voto: 7
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Musicale....
Scarica il Pressbook del film
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mo_better_blues.jpgBleek Gilliam, nato e cresciuto a Brooklyn, fin dall’infanzia è spinto dai suoi genitori a imparare a suonare la tromba. Crescendo diventerà un celebre trombettista che si esibirà assieme alla sua band principalmente nel jazz club dei fratelli Flatbush.

Il jazz suonato da Bleek e dai ‘suoi ragazzi’ è un inno a un genere musicale che affonda le proprie radici nella cultura afro americana.
Al tempo stesso la vera colonna sonora della ‘Grande Mela’ ovvero un pretesto per narrare una storia di vita e amicizia all’ombra dei projects della città tanto amata dallo stesso Lee, il quale firmò il suo secondo lungometraggio, dopo Fa’ la cosa giusta, esportato con grande dispiegamento di forze fin’oltre oceano, capace di trasformarlo definitivamente da semplice regista per pochi fedeli cultori a intrattenitore per spiriti liberi, interessati anche alle storie delle minoranze.

La New York di fine anni ‘80 raccontata da Spike Lee, presente anche nel ruolo di protagonista, è vista attraverso le interpretazioni degli attori che hanno fatto la storia del suo cinema: da Wesley Snipes a Samuel Jacskon e John Turturro con particolari menzioni per sua sorella Joie, nel ruolo di Indigo, e Danzel Washington, in quello di Bleek Gilliam.
La narrazione dell’esistenza di questo trombettista abile ma dissoluto è necessaria per raccontare parte di quelle passioni che da sempre attraversano la vita del regista a cominciare dalla profonda amicizia e fratellanza fra uomini sempre pronti nel retro di un camerino a prendersi gioco l’un l’altro, fino ad arrivare all’amore incondizionato per un genere musicale suonato per una vita da suo padre, presente nel ruolo di consulente musicale.

La pellicola fu accolta oltre oceano carica di grandi attese e in seguito presentata al festival del cinema di Venezia.
Al tempo stesso fu trattata alla stregua di un lungo videoclip e una storia fine a se stessa della quale si perde il senso nonostante la promettente idea iniziale basata sulle biografie dei più grandi Jazzisti, da Charles Mingus al più volte citato John Coltrane. Un film che quindi piacerà molto a chi ama incondizionatamente il Jazz e anche le storie di musica non necessariamente dall‘anima nera.

 
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