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Scritto da Domenico Astuti   
venerdì 10 febbraio 2012

Polisse
Titolo originale: Polisse
Francia: 2011. Regia di: Maïwenn Le Besco Genere: Drammatico Durata: 127'
Interpreti: Maïwenn Le Besco, Riccardo Scamarcio, Nicolas Duvauchelle, Karin Viard, Marina Foïs, Frédéric Pierrot, Emmanuelle Bercot, Joey Starr, Karole Rocher, Arnaud Henriet
Sito web ufficiale: www.polisse-lefilm.com
Sito web italiano: www.luckyred.it/polisse
Nelle sale dal: 03/02/2012
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Domenico Astuti
L'aggettivo ideale: Televisivo
Scarica il Pressbook del film
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polisse_leggero.pngRaccontare di pedofilia senza traumatizzare lo spettatore è cosa difficile; descrivere una squadra incaricata solo di violenze sui minori senza renderli degli eroi e senza farli risultare dei piccoli Freud dall’umanità espansa è ancora più arduo; inserire in tutto questo una storia d’amore ( ‘ autoreferenziale ‘ – i due sono la regista-attrice Maiwenn Le Besco e il suo ex Joey Starr , dj, attore e compositore di musiche per film ) in fondo glamour e di tendenza diventa quasi presuntuoso.
Come deve essere un po’ troppo sicura di sé, questa giovane regista di 35 anni, molto bella, sin da piccolissima nel mondo dello spettacolo e della moda, ex compagna di Luc Besson da cui ha avuto una figlia che ora ha 19 anni, attrice di molto teatro impegnato, regista di già tre film e moglie del businessman Jean Ives Le Fur.
Ha sicuramente talento, ha scelto un cast quasi perfetto, gira con bravura e sicurezza anche se questo film ricorda per l’impostazione della sceneggiatura, l’idea di regia e per l’ottimo montaggio un po' troppo alcuni film francesi come “ Legge 627 “ del 1992 diretto dal dimenticato Bertrand Tavernier o “ La Classe - tra le mura ” di Laurent Cantet del 2008.

Qualche critico ha aggiunto che “ Ma più che trarre ispirazione da queste pellicole, sembra copiarle “. Forse niente di male, forse si può dire che al pubblico piacerà molto per il tono e il ritmo serrato, ma nel momento in cui Cannes dà il Premio della giuria ad un film sostanzialmente che resta in superficie, non innovativo e dal pilot per una serie televisiva di successo, allora dobbiamo essere recensori fino in fondo.
Perché a un pubblico televisizzato e poco colto i difetti di questo film possono risultare dei pregi, come la leggerezza con cui vengono trattati argomenti scabrosi, le tante storie e sottostorie compresse nella struttura ad episodi che si intersecano senza un motivo drammaturgico preciso, come il personaggio interpretato dal nostro Riccardo Scamarcio, fatuo e glamour senza alcuna sostanza, come alcune scene corali, citiamo quella della discoteca per festeggiare la salvezza di un neonato maltrattato, e con un finale brusco in totale distonia con il resto della storia. Il lavoro e la routine quotidiana della squadra parigina dell'Unità di Protezione dell'Infanzia è difficile, coinvolgente e stressante, il gruppo riesce a sopportare tutto questo ‘ stress ‘ grazie al forte spirito di gruppo e alla solidarietà.

Ma ciò nonostante quasi tutti hanno delle vite private rovinate o al limite, anche per la durezza di questa vita. Il loro lavoro viene ‘ fotografato ‘ sin dall’inizio da una reporter che viene calata dall’ alto e vive con il gruppo le varie inchieste, corse, interrogatori e festicciole varie. Balloo ( un ottimo Frédéric Pierrot – lo abbiamo visto ultimamente nel “ La chiave di Sara “ ) è il capo di questa squadra, un uomo giusto, coerente, affidabile ma che inizia ad essere stanco di un capo opportunista e ‘ politico ‘ nelle scelte e del fatto che la sua unità venga ritenuta dalle altre unità, minore.
Il gruppo è composto da Nadine, ( Karine Viad ) una donna fragile nel privato che aiutata da una collega prende il coraggio di lasciare il marito per poi pentirsene. Iris ( Marina Fois ), la dura del gruppo, diventata un’anafettiva, forse per un figlio che vuole e non riesce ad avere e per cui perde il marito che la pianta stanco delle sue pressioni. C’è Fred ( Joey Star ), un uomo che crede molto nella sua missione, salvare i bambini, coraggioso e un po’ stanco della vita che continua ad avere un rapporto al limite con la moglie e che inizierà una storia d’amore con Melissa, la fotografa, sposata con un uomo che abita nella casa di fronte e che è “ contento “ se la moglie ha altre storie senza tuttavia spiegarci il motivo.

E poi c’è il buon Mathieu, l’innamorata Chrys, la simpatica e poco carismatica Sue Ellen e molti altri. Tutti loro saranno impegnati nel salvare una bambina dalle attenzioni morbose di un padre borghese e potente, un bimbetto di otto anni da un insegnante di educazione fisica, una neonata da una madre tossica e povera, dei ragazzini portati da malavitosi zingari ad uno scambio di diamanti in un centro commerciale e altre storie tenute sullo sfondo.
La regia è molto abile e compatta, la sceneggiatura coerente ma troppo abbondante di personaggi e storie da poter essere contenuta in un film di due ore, ottimo il montaggio e buona la colonna sonora.
Segnaliamo il cast formato da tutti attori convincenti che ben si amalgamano tra loro.

 
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