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Titolo: The Way Back
Titolo originale: The Way Back
USA: 2010. Regia di: Peter Weir Genere: Drammatico Durata: 128'
Interpreti: Dragos Bucur, Colin Farrell, Ed Harris, Alexandru Potocean, Saoirse Ronan, Gustaf Skarsgård, Mark Strong, Jim Sturgess, Zahary Baharov
Sito web ufficiale: www.thewaybackthemovie.com
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 06/07/2012
Voto: 8,5
Trailer
Recensione di: Daria Castefrachi
L'aggettivo ideale: Epico
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Dal regista di The Truman Show e Master & Commander, un nuovo, splendido film. Ispirato ad una storia vera e al romanzo “The long walk: the true story of a trek to freedom” di Slavomir Rawicz, The way back narra l’epica avventura di un gruppo di uomini in fuga da un Gulag.
Attraverso le foreste innevate della Siberia, la steppa russa, il deserto del Gobi e le montagne dell’Himalaia, i protagonisti affrontano mesi di cammino per ritrovare la libertà: con la speranza e la solidarietà quali uniche armi nell’appassionante lotta per la sopravvivenza.
Visto in One Day, al fianco di Anne Hathaway, Jim Sturgess torna sul grande schermo e lo fa con grande carisma. Al suo fianco Ed Harris, Colin Farrell e Saoirse Ronan. Un cast brillante che rende perfettamente onore ai personaggi realmente esistiti e più in generale agli uomini che, con coraggio, hanno affrontato un’impresa inconcepibile.
Mentre lo spettro del comunismo si diffonde dall’Europa all’Asia, sei prigionieri progettano la fuga da un Gulag spazzato da gelide tempeste di neve. Sembra una follia ma il desiderio di libertà è più forte della paura e il regista ci accompagna per due ore – che non si avvertono minimamente – in un cammino di speranza, in un’avventura lunga mesi, in cui l’uomo e la natura sono al centro del racconto.
Janusz è accusato di essere una spia, ha vissuto tra le montagne, conosce i boschi e tanti modi per arrangiarsi. Mr. Smith è un ingegnere americano taciturno, pieno di rimorsi. Valka è un criminale russo dedito al gioco delle carte e pieno di debiti: ama il suo coltello e la madrepatria. Assieme a loro, due polacchi e uno jugoslavo, tutti decisi a sopravvivere, tutti uniti dal desiderio di ritrovare la libertà perduta.
Immagini di repertorio accompagnano l’inizio e la fine del film, quasi a suggellare l’autenticità di quanto narrato. La splendida fotografia del Premio Oscar Russell Boyd (Migliore Fotografia per Master & Commander dello stesso Weir) cattura la bellezza e l’immensità dei paesaggi e restituisce in profondità lo stato d’animo dei personaggi.
La regia di Weir si avverte nell’ariosità dei movimenti e nel ritmo coinvolgente. Nessun momento di stanca ma tensione e coinvolgimento emotivo fino all’ultimo: facciamo il tifo per i protagonisti, partecipiamo alla loro rabbia e al loro dolore.
Li osserviamo mentre, come bestie, si avventano su una preda per metà divorata dai lupi e non esitano a mangiare vermi dopo settimane in mezzo alla neve.
Un racconto trascinante e un ritratto profondo dell’animo umano.
Una storia emozionante, che rievoca gli anni bui della Seconda Guerra Mondiale e fa luce sull’uomo e sulla sua forza di volontà.
Un film sulla solidarietà, sull’abbattimento delle barriere di lingua e razza e sul coraggio.
Un’avventura epica da non perdere.
L’intrattenimento, in questo caso non serve solo a divertire e distrarre, ma si fa portavoce di un episodio realmente accaduto, durante un periodo che, ancora oggi, è poco noto ai più.
Il Comunismo e lo Stalinismo non fanno certo una bella figura, ma per chi è a conoscenza della storia dell’epoca, sarà solo una riprova dell’orrore del regime. Di ogni tipo di regime.
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Commenti
Propongo al ns ministero della P.I. che venga proiettato in tutte le scuole italiane per mostrare ai nostri giovani la realta' del comunismo.Sono sicuro che la mia proposta cadra' - come al solito - nel vuoto!
Aspetto che esca in DVD.
G.Gloria