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Scritto da Francesca Caruso   
giovedì 21 maggio 2015

Titolo: Youth - La giovinezza
Titolo originale: Youth - La giovinezza
Italia, Francia, Svizzera, Regno Unito 2015 Regia di: Paolo Sorrentino Genere: Drammatico Durata: 118'
Interpreti: Michael Caine, Rachel Weisz, Paul Dano, Harvey Keitel, Jane Fonda, Neve Gachev, Tom Lipinski, Alex MacQueen, Ed Stoppard, Emilia Jones, Madalina Diana Ghenea, Chloe
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 20/05/2015
Voto: 8
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Schietto
Scarica il Pressbook del film
Youth - La giovinezza su Facebook

lagiovinezza_leggero.pngPaolo Sorrentino torna subito alla carica, dopo l’Oscar alla sua “Grande Bellezza”, e lo fa in maniera splendida. Racconta la primavera della vita attraverso lo sguardo e la storia di due vecchi amici. Fred e Mick si concedono una vacanza di primavera in un albergo immerso nella natura. Fred è un compositore e direttore d’orchestra in pensione, che non vuol più saperne della musica, in particolar modo non vuole che la sua “Canzone Semplice” sia più interpretata. Mick è un regista, intenzionato a girare il suo film-testamento. Col suo team di sceneggiatori discute di un finale che non sembra mai perfetto. Entrambi osservano le persone intorno a loro, quelle variegate figure che sembrano fluttuare senza porsi alcuna domanda su dove stiano andando. Vivono il presente, compresi i loro figli, i quali in qualche modo sono frutto di quanto fatto in passato.

“Youth”, secondo film in lingua inglese di Sorrentino, è interpretato magistralmente da Michael Caine (Fred) e Harvey Keitel (Mick), affiancati dalla bravura di Rachel Weisz e Jane Fonda. Sorrentino mescola bene ironia e dramma.
“Youth” fa ridere, commuovere, riflettere. I personaggi, tutti, sono autoironici, si prendono in giro con affetto e tenerezza e sono schietti e autentici. Ci si affeziona a loro, diventando testimoni di quanto emerge della loro anima.
Negli occhi di Michael Caine c’è tutto il mondo di Fred: l’amore per la musica, quello per sua moglie e i suoi figli, gli errori commessi, visti attraverso gli occhi e i ricordi di Lena, la figlia. Nel raccontare queste due figure l’autore scivola dall’una all’altra con naturale maestria. Se nella prima parte è il personaggio di Fred a dominare il racconto, interponendovi Mick, del quale si imbastisce la storia, nella seconda parte è proprio quest’ultimo a stare al centro del palcoscenico della vita, per poi far tornare l’attenzione su Fred.

Molto bella, tra le tante, la sequenza in cui Mick parla con Brenda Morel (Jane Fonda) del suo ruolo all’interno del film. Brenda gli dice impietosamente quale sia la realtà dello star system, che per quanto si vorrebbe, non si può ignorare.
Ciò che Sorrentino mette in bocca ai suoi personaggi riflette la realtà di quando si diventa anziani. In molte occasioni e in tanti troppi lavori li si considera superati, da rimpiazzare con giovani inesperti. Ed è proprio quell’esperienza che da giovani la società spinge a fare, che a una certo punto sembra non contare più, arrivati a quell’età in cui invece se n’è accumulata talmente tanta da poter essere ancora utili e dispensatori di saggi consigli.

La giovinezza viene mostrata con la sinuosa andatura del corpo senza veli di Miss Universo (Madalina Ghenea), con la freschezza della massaggiatrice (Luna Mijovic) e con le numerose figure che si affastellano in un mix equilibrato.
Alcune di queste figure - più delle altre – le si osserva in una ripetizione continua delle loro azioni, giorno dopo giorno, senza che nulla cambi: questo vale per la massaggiatrice e per l’“accompagnatrice”, a dimostrazione del fatto che essere giovani non è tutto in una vita, ciò che conta è viverla pienamente e con passione.

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