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Scritto da Federico Paolo Cirillo   
venerdì 20 novembre 2009

2012
Titolo originale: 2012
USA: 2009 Regia di: Roland Emmerich Genere: Fantascienza Durata: 158'
Interpreti: John Cusack, Chiwetel Ejiofor, Amanda Peet, Oliver Platt, Thandie Newton, Danny Glover, Woody Harrelson, Morgan Lily, George Segal, John Billingsley, Jimi Mistry, Thomas McCarthy, Patrick Bauchau, Anna Mae Routledge, Liam James, Johann Urb, Chin Han, Beatrice Rosen, Agam Darshi, Patrick Gilmore, Eve Harlow, Alex Zahara, Zlatko Buric, Alexandre Haussmann, Philippe Haussmann
Sito web: www.sonypictures.com/movies/2012
Nelle sale dal: 13/11/2009
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Federico Paolo Cirillo
L'aggettivo ideale: Sorprendente

2012_leggero.jpegNon è mai facile poter descrivere un film di fantascienza. Tanto meno se catastrofico e, soprattutto, “Made in USA”. Ma, non c'è che dire, questo ultimo epico lungometraggio di Roland Emmerich si dipinge da solo, non a caso uso questo nobile verbo. Dipingere.
Un regista che diventa artista o, in questo caso, pittore.
Una tela semi-bianca con alcuni tratti leggeri e sottili a matita che delineano la trama di sfondo.
Un 2012 troppo spesso citato. Un argomento trito e ritrito.
Se solo i Maya avessero depositato il copyright...

Ma il nostro regista-pittore, con estrema minuzia, è riuscito a completare un quadro da gustare.
Anche per i palati più difficili, proprio come il mio. Questa pellicola presenta un cast non di prime linee ma una sceneggiatura discreta, e, in questo periodo, avere un buon copione è sinonimo di successo.

Il nostro protagonista lotterà contro la natura incontrastata pur di salvare la propria famiglia da una morte certa.
Ma è forse questo che mi stupisce?
No. Non si direbbe proprio.
E' il famoso dipinto di cui parlavo.
Cosa farebbe realmente il mondo davanti ad un emergenza di incredibili dimensioni?
I potenti sarebbero alla ricerca di una soluzione, tenendo all'oscuro la massa?
La massa, se dovesse scoprire tutto, sarebbe in preda al caos?
E cosa darebbe una via di salvezza alle persone non indispensabili?
Il coraggio? La solidarietà? No, per favore.
Il denaro.
Si, miei cari lettori, il caro zio Soldone.
E' da ipocriti non riconoscerlo.
E Roland Emmerich è riuscito a rendere tutto questo nel suo dipinto lungo 150 minuti.
E' riduttivo parlarvi del cast. Parlarvi delle scene all'americana in cui il protagonista cerca di scappare da esplosioni vulcaniche o terremoti.
Un ironico Jhon Cusack riesce a rubare qualche sorriso dalle labbra degli spettatori.
Un quasi inedito Chiwetel Ejiofor che fa riflettere il mondo intero e alla fine porta le lacrime sui volti di tutti i presenti in sala (o almeno sul mio viso).
Ma sarebbe comunque riduttivo farsi prendere dall'ottimismo e dal messaggio di fede lasciato alla fine della pellicola.
Perché non c'è nulla di positivo in una gigantesca ed incredibile catastrofe mondiale.
E non c'è nulla di bello nel vedere le persone come sono realmente.
Ma se non fosse stato così, “2012” di Emmerich sarebbe stata la solita “americanata” sulla scia di “Indipendence Day” o “The Day After Tomorrow”.
E tutti vissero felici e contenti.
No. Per una volta non è così.
Per una volta è tutto come potrebbe realmente essere.
E forse dopo il flop di 10 000 A.C serviva una svolta al regista tedesco, sempre stato troppo utopistico e speranzoso.
Ma era proprio necessaria questa ennesima apocalisse per poter ritornare più vicini alla cruda e secca realtà?

 
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