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Scritto da Dario Carta   
lunedì 19 dicembre 2011

Apollo 18
Titolo originale: Apollo 18
USA: 2011. Regia di: Gonzalo López-Gallego Genere: Fantascienza Durata: 86'
Interpreti: Warren Christie, Ryan Robbins, Ali Liebert, Lloyd Owen, Michael Kopsa, Andrew Airlie, Kurt Max Runte
Sito web ufficiale: www.apollo18movie.net
Sito web italiano:
Nelle sale dal: Inedito in dvd
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Alieno
Scarica il Pressbook del film
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apollo-18_leggero.pngVera prova di forza del Found Footage nella panoramica sconsolata di un cinema sempre più virtuale non solo nei contenuti,ma anche nella evidenza delle sue finzioni.
Il cinema documentario di "The Blair Witch Project",allora spettacolo brillante e sicuro nella forma benvenuta di una novità semplice e convincente,dilata i suoi interessi nelle pagine dello spettacolo di fantascienza ("Cloverfield","Il quarto tipo"),e horror ("Quarantine","L'ultimo esorcismo","Paranormal Activity","Rec"),chiamandosi a ricapitolare una sostanziosa fetta d'interesse nell'audience delle sale di questo tempo.
Di fatto,dove la simulazione cessa di intrigare,questa si traveste della falsa identità di una verità fasulla svelata alle platee attraverso documenti ritrovati in archivi e messi a disposizione di chiunque voglia essere messo al corrente di scomode situazioni chiuse negli armadi dei segreti più disturbanti.

"Apollo 18" è la rivelazione fantastica di una menzogna alimentata dall'orgoglio di un Paese attento a conservare i segreti dei propri fallimenti nella ricerca,quelli che riportano alle oscure manovre del periodo Freddo di una Guerra combattuta sui silenzi dei fronti politici,militari,sociali e anche scientifici,come la corsa verso lo spazio.
Per il regista Gonzalo Lòpez-Gallego, la missione dell'Apollo 18,inizialmente prevista per il giugno del '69 e in seguito ufficialmente annullata,venne effettivamente realizzata nel dicembre del 1974,ma nessuno dell'equipaggio tornò sulla Terra. Quello che successe venne filmato su pellicole ritrovate tempo dopo e montate allo scopo di poter mostrare la realtà di quella spedizione spaziale. Sul finire del 1974,molto tempo dopo la cancellazione della missione Apollo 18 - e Apollo 19 e 20 - un equipaggio venne inviato nello spazio in una missione segreta a bordo della nave Apollo 18,con obiettivo luna.

Lo scopo della missione era quello di allunare nei pressi del polo sud per installare dei sensori che potessero rivelare eventuali attività messe in atto dal governo russo,sia di tipo cospirativo che scientifico.
Nessuno tornò mai più a casa e quello che successe è stampato sui rulli di filmati resi in seguito noti.
Le immagini mostrarono un pericolo e una minaccia che non si limitava ad essere solo complotto. O di origine terrestre.
Nel 1978,"Capricorn One" smascherava la cospirazione di un governo resosi responsabile della simulazione dell'allunaggio dell'Apollo 11. Già da qualche anno l'immaginario popolare era affascinato dalle ipotesi di una grande menzogna,retaggio di un sospetto ormai radicato negli animi,vecchio di oltre un decennio e cresciuto nel clima equivoco della Guerra Oltrecortina,ormai tramontata ma mai dimenticata.

La finzione del film non si limitava all'aspetto spettacolaristico ("Alien"),ma connotava aspetti politici intriganti e scomodi per il Paese smascherato nelle sue imposture ma anche fertili di spunti affascinanti per il cinema iconoclasta.
"Apollo 18" si muove nei meccanismi dell'opportunismo di spettacolo,usa la chiave furba che cerca ogni porta che spalanchi i corridoi del consumo e ricorre all'utilizzo spiccio del linguaggio oggi più parlato per essere di facile lettura e rapido ascolto ai botteghini o sugli scaffali dell'Home Video.
Lopez-Gallego fruga nella commistione fra fanta-horror e finzione politica per scoprire qual'è la via per raccontare la suggestiva fascinazione di una miscela fra intrigo e fantascienza. Il film è comunicazione documentaristica di un accadimento sinistro e inquietante sia per le rivelazioni su realtà aliene ormai prossime alla Terra,sia per il contenuto parapolitico che innerva il racconto.

La struttura del film è scarna ed essenziale: lo spettatore si accontenti di un mosaico di sequenze pretestuali,gracchianti e disturbate,giochi di trasmissioni visive e via radio veicoli di un potenziale emotivo assente nel fisico dell'espressione spettacolare,ma sensibile nella sublimazione dell'invisibile.
Non esistono scene carnali e manca ogni senso visivo dell'orrore,ma la paura e la tensione si percepiscono attraverso immagini distorte e rumori troppo freddi per essere umani.
Il film si rincorre in ossessive e stridenti altalene fra inquadrature di gelidi spazi di un infinito silenzioso ma non vuoto e gli sguardi claustrofobici a interni ripresi ad occhio di pesce,innaturali e artefatti e incapaci di proteggere l'equipaggio dalla minaccia che li aspetta. In "Apollo 18" la fantascienza si fa realtà alienante e distorta,dove si concede poco spazio alla vista e dove i sensi vengono convogliati nell'ansia dell'invisibile.

Esasperatamente lento,"Apollo 18" coniuga il senso di angoscia di cui è permeato con l'ambiguità di un segnale di un pericolo non solo alieno e perso nel cosmo,quanto piuttosto molto umano e terreno,qui ripreso come la finzione - il documentario - di un establishment politico atteggiato al servizio dell'uomo,ma in realtà proteso al perseguimento di altri scopi e obiettivi,la grande menzogna di governo ("... Gli uomini dell' Apollo18 sono il simbolo di chi accetta il pericolo e lo spera.
Questo è lo spirito che ha costruito l'America !"...). "Alien" è lontano.

 
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