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Il regno del fuoco
Titolo originale: Reign of fire
USA: 2002
Regia di: Rob Bowman Genere: Fantascienza Durata: 100'
Interpreti:
Christian Bale, Matthew McConaughey, Izabella Scorupco, Gerard Butler
Sito web: www.reignoffire.com
Nelle sale dal: 22/11/ 2002
Voto: 4,5
Trailer
Recensione di: Samuele
Pasquino
L'aggettivo ideale: Modesto
Alcuni minatori risvegliano nel sottosuolo di Londra un enorme drago, che fa strage di uomini ed edifici. Molti anni dopo il pianeta è ridotto ad un cumulo di macerie e le bestie, ormai centinaia, dominano il mondo. Quinn (Christian Bale), unico sopravvissuto alla strage di Londra, guida la rivolta degli uomini insieme a Van Zan (Matthew McConaughey), un soldato americano che ha trovato il modo di sterminarli.
Il film di Rob Bowman va a far parte di quello sconfinato panorama di catastrofiche parentesi fantascientifiche che non forniscono niente di nuovo rispetto all’ordinario. Ammesso che l’idea del risveglio dei draghi, per quanto percorsa, possa risultare valida, così non si può dire riguardo al suo sviluppo profilmico, il quale si svilisce ed affonda sotto il peso di uno scenario desolante e fin troppo martoriato.
In un cumulo di macerie Bowman sceglie il ritorno all’essenzialità sociale, pervasa dal necessario appagamento dei bisogni, dal senso di protezione e dal concetto di collettività civile a partire dalla gestione ponderata delle risorse.
L’essere umano preserva la sua sopravvivenza, lotta per essa e, nel caso di Quinn, si fa garante di un ordine precario e difficile da mantenere: il protagonista si assume la leadership di una comunità arroccata, intimorita dalle spaventose sortite dei draghi alati, cercando di conservare un barlume di moralità che può e deve sussistere in tale situazione.
La prima parte del film è stantia, molto narrativa ma poco concitata, almeno finché non compare l’adrenalitico Van Zan, guerriero in grado di fornire l’input fondamentale per la riscossa degli uomini.
Ad ogni modo Bowman non dispensa le necessarie sequenze d’azione, ad eccezione della scena degli arcangeli, dove la squadra di Van Zan lotta nel cielo insieme alle prede che per mole e ferocia sono in realtà i predatori.
Il regista non sovverte le regole del profilmico, probabilmente perché non ha intenzione né di innovare né tantomeno di stupire, si adegua semplicemente a canoni inflazionati, accademicamente sostenuti e fiaccamente sollecitati.
Non basta, quindi, qualche effetto speciale a sollevare la struttura, tuttavia le aspettative, sebbene deluse, hanno portato ad una buona affluenza di pubblico nelle sale cinematografiche, probabilmente più per il cast che per altro: Christian Bale e Matthew McConaughey giocano al moralista e all’alienato, mentre Gerard Butler resta relegato entro i termini del simpatico e volenteroso amico di Quinn, prima di darsi a personaggi forti, maestosi e decisivi.
E’ sintomatico che il prologo crei le premesse per una bella avventura, facendo però naufragare le attese dopo pochi momenti d’indecisione, la voce fuori campo di Quinn narra e introduce nella vicenda, ma nello svolgimento come nel finale si assiste soltanto ad un mero spettacolo assai modesto.
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