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Matrix revolutions
Titolo
originale: Matrix revolutions
USA:2003. Regia di: Larry e Andy Wachowski Genere: Fantascienza Durata: 128'
Interpreti: Keanu Reeves, Laurence Fishburne, Carrie-Ann Moss, Hugo Weaving, Monica Bellucci, Jada Pinkett Smith, Gina Torres, Lambert Wilson
Sito web: www.whatisthematrix.warnerbros.com
Nelle sale dal: 05/11/2003
Voto: 7
Trailer
Recensione di:
Samuele Pasquino
Zion, l'ultima città degli uomini, viene attaccata da milioni di seppie meccaniche.
La difesa è disperata e l'unica speranza è Neo (Keanu Reeves), che decide di lottare contro l'agente Smith nella terra delle macchine.
Lo scontro è epico e ammetterà un solo vincitore.
Ultimo sospirato capitolo della saga futuristica creata dai fratelli Wachowski.
L'attesa, tuttavia, non paga ed il finale è davvero deludente. La trama si scioglie poco a poco, perdendosi fra i mille eccezionali effetti speciali, di cui il film è pieno fino all'inverosimile.
I primi due episodi avevano costruito una storia interessante che necessitava di una degna conclusione, così non è stato.
In alcune parti si cade inevitabilmente nel banale e la straordinarietà del protagonista Neo si esaurisce con lo scontro finale che lo vede impegnato con l'agente Smith, mina impazzita del sistema, clone bramoso di potere.
Memorabili alcune sequenze davvero strepitose, poi torna ridondante una filosofia fine a se stessa, prolissa e patetica. Il ruolo dell'oracolo si sfalda e la sua funzione diviene così incomprensibile ed assurda.
La sceneggiatura va incontro ad un destino beffardo per chi tesse opere cinematografiche, si sgretola e naufraga per mano dei propri incauti eccessi.
I Wachowski si danno al più barocco dei virtuosismi, completando il loro inganno scenico che nei primi due capitoli si preparava già a prendere piede, sovraccaricano letteralmente di responsabilità una vicenda che doveva a tutti i costi intrattenere con la doppia funzione di stupire se non meravigliare.
Lo spettatore, tuttavia, non è mai completamente sprovveduto, si crea il cosiddetto orizzonte d'attesa, che qualora venga deluso origina uno scontento in alcuni casi grave. I pirotecnici effetti speciali nascondono in verità una profonda insicurezza nello svelare la storia, che diviene ad ogni sequenza improvvisata, si colma di mistero per prendere tempo e ricercare ulteriori pretesti per prolungare l'iter narrativo. Se di narrazione si parla, si agisca nella struttura prima di tutto.
Tale insegnamento costituito nell'arte cinematografica sembra essere stato accantonato dai due registi, che hanno sottovalutato talune regole dalle quali non si può assolutamente prescindere.
Vince la logica degli incassi, la storia naufraga e si conclude con un finale enigmatico. Il livello resta alto, ma il confronto con i primi due capitoli non regge.
Cala il sipario su un'opera incompiuta.
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