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Push
Titolo originale: Push
USA: 2009 Regia di: Paul McGuigan Genere: Fantascienza Durata: 120'
Interpreti: Colin Ford, Joel Gretsch, Djimon Hounsou, Dakota Fanning,
Camilla Belle, Chris Evans, Cliff Curtis, Brandon Rhea, Neil Jackson
Sito web: www.push-themovie.com
Nelle sale dal: 27/03/2009
Voto: 7
Trailer
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Recensione di: Francesca Caruso
L’uomo è stato attratto, da tempo immemore, dalla possibilità di sviluppare capacità extrasensoriali, chi per essere un eroe in grado di fare prodezze ineguagliabili, chi per dominare i propri simili, sfruttando il potere.
Push prende in esame questi due aspetti e li affianca a un terzo, ovvero chi nasconde le proprie capacità per non stare al centro dell’attenzione. Nick è un telecinetico di seconda generazione che dopo la morte del padre si nasconde ai suoi assassini ad Hong Kong. Un giorno la veggente Cassie, una tredicenne, si presenta alla sua porta in cerca del suo aiuto. Bisogna trovare una valigetta che lei asserisce contenga 6 milioni di dollari.
Nick non è del tutto convinto, ma quando i due vengono assaliti da loschi individui alla ricerca della stessa valigetta, decide di darle una mano. Durante la ricerca trova Kira, con la quale ha avuto una storia. La donna ora è l’arma letale su cui la Divisione, una agenzia governativa segreta, ha fatto degli esperimenti per potenziare i suoi poteri e creare un’armata invincibile.
La salvezza di tutti risiede nelle loro capacità di agire.
Il film prende spunto da esperimenti realmente eseguiti in passato.
Nel 1945 i nazisti condussero i primi tentativi nello sviluppo di guerrieri dotati di poteri paranormali. In seguito durante la Guerra Fredda sia l’intelligence sovietica che quella americana fecero esperimenti con persone che sembravano avere queste capacità.
Il regista ha voluto raccontare una storia di fantasia in un modo che si avvicini il più possibile alla realtà e lo spettatore si possa identificare con le emozioni e le debolezze dei personaggi. I personaggi delineati nel film sono una categoria a parte rispetto ai super eroi. I realizzatori li hanno dotati di uno spessore emotivo, ognuno col proprio bagaglio di sofferenze, hanno messo in scena persone comuni, che casualmente hanno speciali capacità. Nessuno di loro è il paladino della giustizia, tutti hanno una motivazione privata, e quindi egoistica, per agire.
L’azione che porterà vantaggi o svantaggi per gli altri esseri umani è un effetto collaterale.
Nick è vulnerabile, non ha un traguardo da raggiungere, si sente perso dopo la morte del padre. Sopravvive giorno dopo giorno. Cassie pensa principalmente a se stessa e a raggiungere il suo obiettivo primario e molto personale: liberare la madre segregata dalla Divisione.
Quando i due personaggi si incontreranno e inizieranno a conoscere le difficoltà e le sofferenze reciproche, impareranno ad aprirsi e a capire che non sono i soli a detenere il dolore del mondo.
Ognuno in modo diverso affronta la fortuna avversa.
La scelta di ambientare la storia a Hong Kong deriva dal fatto che i realizzatori hanno creduto che potesse essere un buon posto per rendere qualcuno invisibile, essendo una metropoli sovrappopolata, si può passare inosservati, praticamente non esistere agli occhi del mondo. Il protagonista ha bisogno proprio di questo, di non essere notato dalla Divisione, che si occupa di “reclutare” le persone speciali.
Il film ha uno stile visivo marcato, gli effetti speciali sono messi al servizio dei personaggi e rendono l’azione sorprendente e visivamente affascinante. Molto bello è il combattimento finale, nel palazzo in costruzione, in mezzo alle impalcature in bambù. I colpi sferrati danno consistenza all’aria che spostano, creando cerchi concentrici di luce colorata. Questo dà la sensazione della materialità dell’aria, un effetto percepito dallo spettatore come qualcosa di tangibile.
Nel film “Jumper” di Doug Liman era stato utilizzato questo stesso tipo di effetti speciali per rendere il teletrasporto un evento più concreto sia per i Jumpers che per gli spettatori, e soprattutto che lo rendesse più accattivante. Un ‘evoluzione sicuramente positiva.
Push è un film fantascientifico che ben si intreccia con sequenze ricche d’azione.
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