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The Butterfly Effect PDF Stampa E-mail
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Scritto da Francesca Caruso   
domenica 12 ottobre 2014

Titolo: The Butterfly Effect
Titolo originale: The Butterfly Effect
U.S.A.: 2004. Regia di: Eric Bress, J. Mackye Gruber Genere: Fantascienza Durata: 113'
Interpreti: Ashton Kutcher, Amy Smart, Kevin Schmidt, Elden Henson, Melora Walters, William Lee Scott, John Patrick Amedori, Irene Gorovaia, Kevin G. Schmidt, Jesse James, Logan Lerman, Sarah Widdows, Jake Kaese, Cameron Bright, Eric Stoltz, Callum Keith Rennie
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 27/02/2004
Voto: 7,5
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Sorprendente
Scarica il Pressbook del film
The Butterfly Effect su Facebook

the_butterfly_effect_leggero.png“The Butterfly Effect” è oggi riedito in Dvd Mustang Entertainment, distribuito da CG Home Video. I contenuti speciali comprendono Trailer, Backstage e Interviste ai protagonisti e ai registi. La pellicola racconta la storia di Evan, che – dall’età di sette anni - soffre di vuoti di memoria, correlati ad eventi traumatici.
La madre lo porta da uno specialista, che – dopo aver riscontato la negatività di tutti i test fatti su Evan – le consiglia di far scrivere al figlio dei diari giornalieri di ciò che gli accade, per mantenere così la memoria allenata. Le amnesie di Evan continuano fino a quando la madre decide di trasferirsi col suo bambino altrove.
Trascorrono sette anni ed Evan sembra essersi ristabilito, ma un giorno leggendo uno dei suoi vecchi diari si ritrova a rivivere un ricordo creduto smarrito.
Evan scopre che non è solo un ricordo, lui è tornato indietro nel tempo vivendo nuovamente quel particolare momento. Sarà l’inizio di una serie di viaggi che gli consentiranno di rimettere le cose apposto. Qualsiasi modifica, però, attuata nel passato si ripercuote nel futuro, con risvolti tragici per coloro che gli stanno vicino.

Eric Bress e J. Mackye Gruber dirigono Ashton Kutcher ed Amy Smart in questo thriller sci-fi, il cui tema centrale risiede tutto nella frase di apertura del film: “Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo” (Teoria del caos). È vero che a volte cambiare una singola cosa può significare cambiare tutto, una semplice scelta determina il destino di molti. Ciò che per Evan inizialmente è qualcosa di sorprendente, una capacità da poter utilizzare a proprio piacimento, per “sistemare” le cose andate storte nel suo passato, si dimostrerà un’arma ingestibile.
Solo attraverso un lento e progressivo percorso di maturazione, Evan scoprirà cosa sia giusto fare per tutti. Questo argomento è certo già stato trattato in altri film – e tra i migliori come non ricordare la trilogia di Robert Zemeckis “Ritorno al Futuro” - pur tuttavia “The Butterfly Effect” possiede degli elementi sviluppati diversamente e in maniera innovativa, tanto da tenere lo spettatore concentrato su quanto accade davanti ai suoi occhi fino alla fine.

Il ritmo è un continuo cadenzare. La prima parte – dove vengono presentati i personaggi e i loro legami – ha un incedere più trattenuto, ma in un costante crescendo, per poi accelerare con un ritmo più sostenuto fino all’epilogo. I salti temporali fanno vivere allo spettatore emozioni tensive. Si prova un certo stato d’ansia per ciò che accade o sta per accadere a Evan, anche nei momenti di apparente calma.
Per Ashton Kutcher questo film rappresenta il primo vero cambio di genere da quelli interpretati precedentemente: commedie con un alto tasso di comicità (anche demenziale) e un tocco di romanticismo, si vedano “Fatti, strafatti e strafighe”, “Oggi sposi…niente sesso” o “La figlia del mio capo”, solo per citarne alcuni. Kutcher fa un lavoro ottimo nel tratteggiare il suo Evan, catturando emotivamente colui che guarda.

Qualche piccolo errore è presente qua e là. Infatti se è vero che ogni qualvolta Evan modifica il passato (nei viaggi nel tempo) attraverso i suoi ricordi si risveglia in un altro presente, ciò non capita nella sequenza in cui si trova in prigione e torna indietro per procurarsi delle cicatrici sulle mani, per ingraziarsi il suo compagno di cella. Evan si ritrova nella medesima situazione di pochi minuti prima, senza alcuna ripercussione.
Qualche incongruenza non toglie il gusto di questa visione, capace di portare lo spettatore nel mondo di Evan totalmente.

 
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