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World War Z PDF Stampa E-mail
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Scritto da Daria Castelfranchi   
venerdì 21 giugno 2013

Titolo: World War Z
Titolo originale: World War Z
USA: 2013. Regia di: Marc Forster Genere: Fantascienza Durata: 116'
Interpreti: Brad Pitt, Mireille Enos, James Badge Dale, Daniella Kertesz, Matthew Fox, David Morse, Fana Mokoena, Abigail Hargrove, Katrina Vasilieva, Julia Levy-Boeken, John Gordon Sinclair, Féodor Atkine, Sarah Sharman, Julian Seager, Michiel Huisman, David Andrews, Lee Nicholas Harris, Trevor White, Iván Kamarás, Elyes Gabel, Eric West
Sito web ufficiale: www.worldwarzmovie.com
Sito web italiano: www.wwz-ilfilm.it
Nelle sale dal: 27/06/2013
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Daria Castelfranchi
L'aggettivo ideale: Angosciante
Scarica il Pressbook del film
World War Z su Facebook

La frase: "Ogni essere umano salvato è uno zombi in meno da combattere".

“Madre Natura è la serial killer più spietata”.

worldwarz_leggero.pngDopo la commedia nera Cogan – Killing them softly, Brad Pitt torna al cinema con uno sfaccettato disaster movie. Catastrofico perché prevede la devastazione di buona parte delle metropoli del nostro pianeta, ma anche horror perché la Z del titolo sta per zombie.
Dimenticate il cadavere romantico e innamorato interpretato da Nicholas Hoult in Warm Bodies, film più recente sul tema morti viventi: in World war Z gli undead hanno ben poco di simpatico e puntano solo ad assalire – e di conseguenza contagiare – i vivi.

XXI secolo: la Terra è preda di malattie che si diffondono rapidamente, mietendo migliaia di vittime. L’inquinamento dilaga e a rendere ancora più ardua la sopravvivenza del genere umano, ci si mette un’epidemia di rabbia.

E’ un giorno come un altro a Philadelphia e Gerry e la sua famiglia sono imbottigliati nel traffico. Ma quando numerosi elicotteri sorvolano la città, moto impazzite della polizia si insinuano tra le auto e un’esplosione fragorosa fa infrangere i vetri dei grattacieli, Gerry capisce che sta succedendo qualcosa di brutto. Dopo poco, vede una creatura mordere un ragazzo che in soli dieci secondi riprende vita, lasciandosi andare a terribili convulsioni.
Gerry è un ex agente dell’ONU e viene richiamato all’ordine.
Dalla Corea del Sud, passando per Gerusalemme ed approdando infine in Galles, il protagonista dovrà scoprire come arginare il terribile morbo che sta decimando il pianeta. Impossibile non pensare ad uno dei film più riusciti degli ultimi anni sul tema zombie, ovvero 28 giorni dopo di Danny Boyle. La tematica fondamentalmente è la stessa ma si sviluppa in maniera differente.

Marc Forster, per il suo film, ha puntato molto sull’impianto visivo, prova ne sia il ricorso al 3D, per altro non del tutto valido né necessario. Suggestiva tuttavia la sequenza in cui gli zombie, arrampicandosi l’uno sull’altro, riescono a superare il muro di cinta eretto intorno a Gerusalemme, scatenando il panico tra la folla di fedeli intenti a pregare.
Ansiogeno ma non ai livelli di predecessori quali il già citato 28 giorni dopo e soprattutto l’horror spagnolo di Balagueró, REC.
La sceneggiatura e i dialoghi funzionano e non ci sono momenti di stasi.

Per certi aspetti originale, per altri ripetitivo, World war Z ha dei pregi – impianto scenografico – e dei difetti – alcuni effetti speciali visivi non sono adeguati alla portata del film, vedi le orde impazzite di zombie che hanno ben poco di fluido e realistico.
Complessivamente, il classico filmone che tiene incollati allo schermo e che funziona egregiamente per una serata in compagnia.

 

Commenti  

 
+1 #1 Teno 2013-06-30 21:32
Non è impresa facile esprimere un pensiero o un giudizio organico e chiaro su un film che (al pari delle orde brulicanti di zombi che con la velocità di un fiume in piena inondano intere città in una manciata di secondi) corre come un treno e trafelato lascia dietro di sé tutto ciò che non è necessario, si invola verso un finale in cui sembra che il sipario cali mentre gli attori sono ancora in scena. Prima di ogni lucida analisi, la sensazione che questa costosissima pellicola lascia dopo i titoli di coda è quella di un film che corre per sopravvivere, disperatamente, senza meta fino ad accucciarsi in un riparo di fortuna sperando che tutto presto finisca. Non è onesto ignorare il problema del rapporto fra World War Z e il ben definito genere degli zombie-movie, ma mi sembra necessario farlo per analizzare il film in sé stesso, sganciandolo da una tradizione cinematografica che ha le sue regole e di cui World War Z eredita solo la Z. In estrema sintesi in WWZ gli zombi sono a milioni, resi per il 90 % del film in computer grafica (cosa che mi ha un po' irritato), corrono, gli attacchi degli zombie (ma sarebbe meglio dire infetti) alle persone non sono mai analizzate in dettaglio ma restituite spesso con inquadrature grandangolari (suggestive, ma ripetitive e troppo frequenti), non vi è una goccia di sangue. WWZ non è uno zombie-movie, avendo optato per un una fetta di pubblico ben più grande. Proseguiamo. Gerry Lane (Brad Pitt) ex impiegato delle Nazioni Unite, per proteggere la sua famiglia ingaggia una corsa contro il tempo ai quattro angoli del pianeta per cercare (lui da solo) una soluzione alla piaga che sta decimando l'umanità. Il film, pur nella prevedibilità della trama, riesce nello scopo per cui (credo) sia stato ideato e realizzato: intrattenere. L'adrenalina scorre e il senso di angoscia di ritrovarsi intrappolati in una città inghiottita dai non-morti è concreta e genuina; il panico è restituito anche da una regia e da un montaggio che prediligono scene cortissime e rapide piuttosto che la chiarezza narrativa nelle scene di fuga di massa. L'idea di rivestire un film che parla di una pandemia mondiale di significati e allusioni alla politica internazionale attuale (di per sé un' idea tutt'altro che oziosa e fuori luogo) non è supportata dalla sceneggiatura, la quale non riesce ad armonizzare e diluire i frenetici spostamenti del protagonista, impegnato in maniera un po raffazzonata e senza un progetto preciso a cercare una soluzione prima in Korea del Sud (quella buona), poi a Gerusalemme (bella sorpresa trovare ebrei, arabi e cristiani in pace nella città Santa, ma anche questa felice intuizione è poco sviluppata) e infine in Galles. L'esile filo narrativo che lega tutti questi viaggi spesso sfugge allo spettatore. La presenza di Pitt (interpretazion e all'altezza) nella trama è totale e soverchiante, non si sviluppano né altri personaggi né storie parallele e l'approfondimento psicologico di tutti i personaggi rasenta lo zero, ridotti a figure cartonate per permettere al protagonista di compiere la sua eroica impresa. Chi ama, nei film del genere, spiegazioni scientifiche sulla diffusione del visrus e sui possibili modi per sconfiggerlo rimarrà deluso. In conclusione si tratta di un buon blockbuster, che con una cura maggiore della trama, delle situazioni internazionali e dello sviluppo dei personaggi sarebbe stato perfettamente all'altezza delle sue pretese.
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